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Ancora compiti...

Immagine: Susana Parada. Premetto che non sono mai stata contro i compiti a casa, che penso che una piccola quantità di compiti permetta allo studente di consolidare gli apprendimenti, d'imparare a gestire le responsabilità ed il lavoro in autonomia. Detto questo i compiti andrebbero assegnati con criterio. Essendo un'educatrice che segue nel pomeriggio i bambini durante lo svolgimento dei compiti o in percorsi di potenziamento cognitivo, mi son resa conto che quando i compiti sono troppi, perdono di significato. Il bambino non pre sta attenzione al processo, aumenta notevolmente l'impulsività, l'obiettivo non è più apprendere, ma "smaltire i compiti", a discapito del loro valore! In più alcuni bimbi, con situazioni di confine con disturbi dell'apprendimento (quindi con difficoltà di controllo dell'impulsività, con un orientamento spaziale carente, con difficoltà nella memoria procedurale, etc.), con troppi compiti vanno letteralmen...

Considerate se questa società è a misura d'uomo (e di bambino)...

Immagine dal web (non conosco l'autore, ma sarei ben lieta di aggiungere il suo nome) Vorrei invitarvi alla lettura di un articolo, molto interessante, tratto dal sito "Bambini e Natura", che sottolinea come i bambini trascorrano poco tempo all'aperto e le spiacevoli conseguenze di questa deprivazione in termini di emotività e gestione dell'aggressività. "Ai prigionieri detenuti nelle carceri di massima sicurezza in America sono garantite quotidianamente  due ore di tempo all’aperto, mentre un bambino su due, oggi, ne trascorre fuori meno di una." : http://www.bambinienatura.it/2016/10/20/i-bambini-trascorrono-fuori-meno-tempo-dei-detenuti-in-prigione/  Vorrei però invitarvi ad una riflessione, non solo sul modus vivendi dei bambini, ma sulla realtà che la maggioranza delle famiglie è chiamata a vivere. Troppi genitori, molto spesso non per scelta, sono costretti a trascorrere almeno dieci ore al giorno lontano dai figli per poter lavo...

Anticipo scolastico: quando si perde di vista la centralità del soggetto che apprende e lo scopo dell'educazione.

Il gioco è apprendimento. "L'uomo moderno crede di perdere qualcosa - il tempo - quando non fa le cose in fretta; eppure non sa che cosa fare del tempo che guadagna tranne che ammazzarlo." Erich Fromm In questi giorni per molte famiglie è tempo d'iscrizioni scolastiche. Questo pone i genitori nella condizione di dover affrontare scelte importanti, come la selezione dell'istituto scolastico e in alcuni casi la scelta dell'anticipo scolastico per i nati dopo il trentun dicembre. Per questa ragione ho pensato possa essere utile proporvi la lettura di due differenti testi. Anticipo scolastico: un anno perso, non un anno guadagnato. , articolo del 2014, ma sempre attuale, che aiuta a riflettere su quali competenze siano necessarie al bambino per affrontare la scuola primaria e su come talvolta, ad uno svuluppo cognitivo adeguato, non corrisponda necessariamente la maturità emotiva. Quest'ultimo aspetto non è da sottovalutare, perchè emotività e appr...

Potenziare la cognizione numerica nella prima infanzia.

Sentendo parlare di cognizione numerica, molti lettori di questo blog torneranno con la mente ai tempi della scuola e immagineranno bimbi impegnati in tediosi esercizi. In realtà la cognizione numerica è antecedente all'età scolastica. Molti articoli scientifici dimostrano che la capacità di comprendere e manipolare la numerosità è innata e appartiene anche al mondo animale.  Inizialmente il bambino è in grado di comprendere la differenza di quantità (indicativamente a partire dai 20 mesi),  ossia il concetto di di più, di meno . Per passare dalla quantità alla numerosità ( tanti, pochi, uno solo) il bambino ha bisogno della figura dell'adulto mediatore. Nello potenziamento della cognizione numerica, gioca un ruolo decisivo lo sviluppo della capacità rappresentativa (18 mesi circa), che permette la comparsa progressiva del linguaggio , dell' imitazione differita (il bambino imita quanto ha visto fare da altri) e del gioco simbolico (es. il bambino cavalca la sco...

I meravigliosi e faticosi due anni.

Foto di MammeCreative.it Sento spesso parlare dei "terribili due anni" e qualche volta mi capita di leggere articoli riportanti questa definizione;  vi confesso che sono infastidita da quest'etichetta che viene attribuita ad un normale processo  evolutivo.  Mi dispiace  ancor  più riscontrare che frequentemente questa definizione proviene da coloro  che dovrebbero offrire sostegno ai genitori: a mio avviso il supporto dovrebbe consiste nello spiegare l'importanza di quei capricci che paiono così difficili da gestire e come la mediazione ed il compromesso siano la via, piuttosto che cedere per sfinimento o espldere con un'inutile sculacciata da cui il bambino poco impara. Innanzitutto concedetemi di sdrammatizzare con una battuta:"Se vi sembrano terribili i due anni aspettate che ne abbiano 15!" È vero, un bambino di due anni dice "sempre" No, sfida e provoca!  Ecco, siatene contenti. Avete almeno due importanti ragioni per gioi...

Quel che resta della parola "educazione".

Immagine dal web.  In questo tempo, in cui troppi genitori pare abbiano perduto il senso del limite, in cui spesso si preferisce conquistare la benevolenza di un figlio (evitando di mettersi in gioco), invece di preoccuparsi di dare al figlio limiti e strumenti per divenire un adulto empatico e resiliente, è necessario confrontarsi con la domanda: "Cosa resta dell'educazione?" A questo proposito Vi invito a leggere "Quel che resta della parola "educazione" , scritto da  Massimo Recalcati e pubblicato su la Repubblica.  Buona lettura e buona riflessione...

Sviluppo sensoriale: giochiamo con la neve!

Dal web.  "Una buona  scuola  è quella in cui il bambino entra pulito e torna a casa sporco:  vuol dire che ha giocato, si è divertito, si è dipinto addosso,  ha usato i propri sensi, è entrato in contatto fisico ed emotivo con gli altri."  P. Crepet   Il bambino, nei primi anni di vita, fa esperienza e conosce il mondo utilizzando i cinque sensi. Sviluppando l'uso integrato di questi, affina la percezione. Per questa ragione è molto importante che il bambino piccolo sia coinvolto in molte attività che gli permettano di esplorare i materiali, di provare sensazioni tattili diverse (liscio/ruvido, caldo/freddo/, duro/morbido, bagnato/asiutto), di stimolare l'olfatto, la vista, l'udito ed il gusto. Oggi vi propongo un'attività ispirata all'inverno, che stimola principalmente l'uso del tatto (consente di fare esperienza del freddo, umido, granuloso), della vista (bianco, candido) e dell' olfatto (profumato): la NEV...