martedì 26 aprile 2016

I meravigliosi e faticosi due anni.

Foto di MammeCreative.it


Sento spesso parlare dei "terribili due anni" e qualche volta mi capita di leggere articoli riportanti questa definizione;  vi confesso che sono infastidita da quest'etichetta che viene attribuita ad un normale processo  evolutivo. 

Mi dispiace  ancor  più riscontrare che frequentemente questa definizione proviene da coloro  che dovrebbero offrire sostegno ai genitori: a mio avviso il supporto dovrebbe consiste nello spiegare l'importanza di quei capricci che paiono così difficili da gestire e come la mediazione ed il compromesso siano la via, piuttosto che cedere per sfinimento o espldere con un'inutile sculacciata da cui il bambino poco impara.

Innanzitutto concedetemi di sdrammatizzare con una battuta:"Se vi sembrano terribili i due anni aspettate che ne abbiano 15!"

È vero, un bambino di due anni dice "sempre" No, sfida e provoca! 


Ecco, siatene contenti.

Avete almeno due importanti ragioni per gioire:

1. vostro figlio/a si percepisce come differenziato da voi, sta provando a dar forma alla sua personalità, vi sta chiedendo di aiutarlo a costruirsi limiti e confini! Insomma, sta crescendo!

2. il vostro bambino vi sta offrendo un'opportunità per crescere: per imparare ad usare la pazienza, il compromesso, per imparare ad ascoltare l'Altro e rispettarlo, per imparare ad essere autorevoli e non autoritari o prepotenti (infatti se non mediate adeguatamente o non vi ascolta o si ferma solo per timore e impara nulla, così ne farete tutti le spese più avanti).

In conclusione, è vero, i bimbi di due anni sono impegnativi, ma vi stanno insegnando che sono l'Altro e non la vostra appendice: questo non è poco!

venerdì 1 aprile 2016

Quel che resta della parola "educazione".

Immagine dal web.

 In questo tempo, in cui troppi genitori pare abbiano perduto il senso del limite, in cui spesso si preferisce conquistare la benevolenza di un figlio (evitando di mettersi in gioco), invece di preoccuparsi di dare al figlio limiti e strumenti per divenire un adulto empatico e resiliente, è necessario confrontarsi con la domanda: "Cosa resta dell'educazione?"

A questo proposito Vi invito a leggere "Quel che resta della parola "educazione", scritto da Massimo Recalcati e pubblicato su la Repubblica. 

Buona lettura e buona riflessione...

domenica 31 gennaio 2016

Sviluppo sensoriale: giochiamo con la neve!

Dal web.

 "Una buona  scuola
 è quella in cui il bambino entra pulito e torna a casa sporco:
 vuol dire che ha giocato, si è divertito, si è dipinto addosso,
 ha usato i propri sensi, è entrato in contatto fisico ed emotivo con gli altri."

 P. Crepet  


Il bambino, nei primi anni di vita, fa esperienza e conosce il mondo utilizzando i cinque sensi. Sviluppando l'uso integrato di questi, affina la percezione.
Per questa ragione è molto importante che il bambino piccolo sia coinvolto in molte attività che gli permettano di esplorare i materiali, di provare sensazioni tattili diverse (liscio/ruvido, caldo/freddo/, duro/morbido, bagnato/asiutto), di stimolare l'olfatto, la vista, l'udito ed il gusto.
Oggi vi propongo un'attività ispirata all'inverno, che stimola principalmente l'uso del tatto (consente di fare esperienza del freddo, umido, granuloso), della vista (bianco, candido) e dell'olfatto (profumato): la NEVE!

(Copyright: scarnecchia.nadia@)

 Cosa vi occorre?

- schiuma da barba per pelli sensibili;
- bicarbonato di sodio;
- contenitori;
- piccoli attrezzi (forchetta, cucchiaino, cannucce, etc.)

Cosa fare? 

Dite ai bimbi cosa state per fare: la neve, spiegate di cosa si tratta e in che momento dell'anno cade dal cielo. 
Quindi prendete la schiuma  da barba e spruzzatela in una vaschetta, lasciate che la tocchino e che l'annusino. Versate il bicarbonato di sodio, quindi fatevi aiutare dai piccoli a mischiare (le quantità le potete regolare ad occhio).
Lasciate i bambini liberi di sperimentare e fate loro notare la consistenza, il colore, l'odore, la temperatura della neve.

Mischiare schiuma e bicarbonato. (Copyright: scarnecchia.nadia@)


Toccare! (Copyright: scarnecchia.nadia@)


Sperimentare. (Copyright: scarnecchia.nadia@)


 Buon divertimento!
 

domenica 29 novembre 2015

Perchè proporre attività?



Copyright@NadiaScarnecchia

Questo sarà un breve post, un "flash post", che vuol essere un semplice invito alla riflessione che deve necessariamente precedere il momento in cui si propone ai bambini un'attività.

"Il fine delle attività proposte deve sempre essere il bambino: le sue competenze, il suo divertimento, i suoi bisogni.

Il fine non deve mai essere l'attività.

Non assegnate mai "compiti" (vale anche per le  educatrici del nido!) troppo distanti dalle sue capacità, perchè la conseguenza  inevitabile è l'abbandono del compito e se reiterate nel comportamento farete crollare il senso di competenza del bambino. E se per compensare lo aiutate, quasi sostituendovi a lui? Peggio, imparerà solo che voi lo sapete fare  meglio, tanto vale lasciar perdere e delegare!" 

domenica 8 novembre 2015

Semplici proposte per potenziare la motricità fine e della coordinazione mano - occhio.

In questo periodo sto investendo tempo nella ricerca e creazione di attività per il potenziamento della motricità fine e della coordinazione mano-occhio.

Queste abilità meritano sempre di essere stimolate attraverso adeguate proposte; per alcuni bimbi è necessario dedicare una particolare attenzione alla stimolazione di queste competenze che maturano più lentamente e hanno bisogno di essere esercitate ulteriormente.

Una buona motricità fine e la capacità di coordinare mano ed occhio, sono importanti, insieme allo sviluppo di adeguate funzioni cognitive, sia per la conquista di autonomie (come vestirsi, allacciarsi le scarpe,  mangiare da soli, etc.) che per le competenze di pregrafismo e grafismo.

Le attività che mi accingo a proporvi sono economiche, possono essere realizzate in ambiente domestico, si prestano alla mediazione di concetti necessari all'esercizio del pensiero (dimensione, forma, colore, spazio, quantità, tempo).

Noterete che spesso vi suggerirò di utilizzare il "Didò" fatto in casa,questo perchè si prepara con alimenti, quindi non è pericoloso se i bambini piccoli o con disabilità decidono di assaggiare!

Attività con gli elastici:

 - elastici di colori diversi;
 - un cilindro per infilarli (in questo caso ho provvisoriamente usato un bicchiere di plastica che aiutavo a tenere fermo, ma sarebbe preferibile qualcosa che sia fissato su un supporto stabile come per esempio: l'anima di cartone del rotolo dell'alluminio, incollato su una tavoletta, perchè il bicchiere si sposta e se l'abilità non è consolidata è una grande difficoltà per il bambino, che tenderebbe a desistere dal compito demotivandosi);



Travasi con riso colorato:

- riso;
- coloranti per alimenti;
- ciotole e recipienti trasparenti;
- cucchiaino.

L'attività si presta alla mediazione di concetti quali: pieno/vuoto, aggiungere/togliere, dentro/fuori, vicino, colore.
  

 Infilare la pastina in una bottiglia:

-pastina in un recipiente (la dimensione della pasta va scelta in base alle competenze del bambino; se la "presa a pinza"è difficoltosa sconsiglio un formato troppo piccolo);
- bottiglia trasparente (vedere cosa avviene è motivante!): il diametro del collo della bottiglia deve essere selezionato in base alle competenze del bambino.

L'attività si presta alla mediazione dei concetti di dentro/fuori, pieno/vuoto , trasparente.



Fare il riccio: 

- segmenti di cannucce;
- Didò fatto in casa.

Invitate il bambino a "fare la pizza", poi lasciate che infili le cannucce nell'impasto.




Fare la Murrina:


- pastina (attenzione alla scelta del formato!);
- Didò fatto in casa;




Infilare:

- cartone forato;
- stuzzicadenti (rimuovete una punta o comprate quelli per l'aperitivo)

A fine attività proponete di sfilare gli stuzzicadenti e metterli a posto nella ciotola.
  



 Infilare batuffoli di cotone:


- bottiglia trasparente;
- batuffoli di cotone.

Per aumentare la complessità, quando il bambino è abile, fate eseguire l'attività seguendo le vostre istruzioni orali: "infila il batuffolo rosa, ora quello giallo..."




 Travaso di cannucce tra bottiglie con colli di diverso diametro:


- cannucce (se il bambino ha difficoltà non usate quelle che si piegano);
- bottiglie trasparenti con colli di diverso diametro.





Buon lavoro bimbi!

mercoledì 30 settembre 2015

L'attività? Sì, se non la si fa per "dovere".

Giulia sul prato, giugno 2015



Ho deciso di scrivere questo post sulla scia dell'onda polemica conseguente l'articolo "Sono stufa di dover rendere l'infanzia dei miei figli magica" e in seguito alle domande di altre mamme, che a volte in maniera insistente, mi chiedevano se avessi deciso d'iscrivere mia figlia Giulia, di soli 19 mesi, al nido, piuttosto che al baby parking o se stesse frequentando il corso di acquaticità o cosa le facessi fare in casa.

Navigando in Internet si trovano molti siti e innumerevoli blog dedicati alla genitorialità, all'infanzia, ricchi di proposte didattiche, attività e suggerimenti per crescere  "figli felici". Quello che vorrei suggerire, innanzitutto, è di documentarvi su chi sia la persona che scrive tali proposte, di comprendere perchè scrive e con che titolo.

Per quanto mi concerne, questo Blog, non nasce dalla mia esperienza di mamma, ma dalla pregressa passione per le tematiche educative: la spinta che mi ha fatto decidere di sostenere decine di esami univeritari in questo ambito e di arricchire uteriormente la mia formazione, non ritenendola sufficiente.

Premesso questo vi domando: " avete mai letto in un libro di pedagogia che i bambini devono, necessariamente,  frequentare corsi sin dai primi mesi/anni di vita, fare miriadi di attività, gite o la mancata frequentazione del nido rappresenti una deprivazione?"

I bambini necessitano di una figura di riferimento stabile che soddisfi i bisogni primari, di chi li aiuti a contenere l'angoscia, hanno bisogno di ricevere stimoli e di mediazione per dare un significato alle cose, ai comportamenti, ma nessuno ha mai detto che la vita dei piccoli deve essere programmata minuto per minuto o che le mamme debbano trasformarsi in educatrici professionali e pianificare quotidianamente attività o preparare manicaretti degni della copertina del Cucchiaino d'Argento. 


Reuven Feuersein, che mi è caro, sosteneva che il primo mediatore è la madre: nella prima infanza mediare significa gestire le competenze del bambino e creare un ambiente adatto alle sue necessità e stimolante. Non c'è bisogno di essere colti o abbienti.

Ci si concentra molto sul "che cosa fare"  e "per quanto tempo", come se si dovesse somministrare una medicina, a discapito di due aspetti molto importanti: "come fare" e "perchè". In un processo come quello educativo che dura nel tempo e che interessa un soggetto in età evolutiva, che sarà sempre diverso giorno dopo giorno e anno dopo anno, la maniera in cui si fanno le cose dopo aver osservato e la spinta che muove l'agire, sono rilevanti.

L'educazione non segue ricette. Non esistono formule educative, nemmeno obblighi di attività e sicuramente non ci si forma su internet, nel migliore dei casi ci si informa.

Sono molti gli stimoli che si possono proporre ai bambini nel primo triennio: dalle esperienze di lettura condivisa, ad attività di manipolazione e travaso, passeggiate nella natura, ma non c'è bisogno di vivere questo con ansia o eccessiva preoccupazione: la mamma, mentre pesa il riso per la minestra, può decidere di darne un po' al bambino e con qualche contenitore, sarà il bambino stesso a dar vita ad un'esperienza di travaso; il papà incartando il regalo per il collega, può decidere di dare al bimbo che lo osserva un po' di carta da regalo e del nastro e se il bambino è sufficientemente"grande", un po' di colla, perchè sarà il bambino a sapere cosa farne. Non c'è necessità di iscriverli obbligatoriamente ad acquaticità o alla baby gym, può bastare fare passeggiate e andare a giocare al parco con altri bambini. I piccoli hanno bisogno di vicinanza, di affetto, di condivisione, di stimoli, non di genitori stressati o preoccupati di non fare la cosa giusta.

Se pensate di proporre un'attività in casa ai vostri bimbi, ma siete tesi, perchè temete che i bambini possano sporcare, sporcarsi, farsi male: non fatelo, perchè trasmetterete questa tensione e non il piacere per la  scoperta! Il tal caso una passeggiata insieme osservando quello che vi circonda o il pomeriggio al parco giochi, saranno esperienze più significative, se vissute serenamente.

Se desiderate che vostro figlio frequenti la lezione di musica, perchè vi pare una bella opportunità e vostro figlio sembra gradisca, provate, ma non è un obbligo: non state seguendo una terapia, volete offrirgli uno stimolo! 

Credo che una delle migliori educatrici che abbia incontrato nella mia vita, sia stata mia nonna Giuseppina. La nonna aveva frequentato fino alla terza classe elementare, non aveva competenze e non aveva idea di cosa potesse significare la parola pedagogia. Pur non sapendo chi fosse Maria Montessori, ho sempre pensato che nonna fosse montessoriana, forse come altre nonne della sua generazione. Quando preparava da mangiare, mi teneva vicina, mi dava un po' di pan grattato, un po' di spezie o un po' d'impasto per le pappardelle; a casa sua avevo una sediolina di legno, persino un grembiulino della mia dimensiona, un piccolo asse in legno per stendere o modellare la pasta ed un piccolo mattarello. Se cuciva, nonna mi permetteva di giocare con il cestino contenente le spolette e mi faceva giocare anche con le mollette  per il bucato. Nonna era serena, mi permetteva di toccare, non aveva timore che mi macchiassi il vestito o che qualcosa potesse sporcare il pavimento, c'erano poche regole (che dovevano essere rispettate), ma non erano una serie di divieti. Era vicina, presente, non si aspettava nulla di eclatante, non era preoccupata, non mi confrontava con nessun altro bambino ed era felice di condividere con me il suo tempo. Con nonna ogni momento era un'attività, perchè avevamo costruito una relazione e cercava di coinvolgermi in quello che lei faceva.

Ho condiviso questo prezioso ricordo per spiegarvi che non è utile l'ansia dell'attività a tutti i costi, ma è importante offrire stimoli diversi all'interno di una relazione d'amore, accompagnare i bambini nella loro naturale curiosità e voglia di sperimentare. Dovete divertirvi con loro, come sapete, come potete, se no l'attività non funziona, diventa fonte di frustrazione e non costruisce, quindi non è utile farla.


domenica 2 agosto 2015

Una favola per la prevenzione: "La Bimba ed il Biscotto curioso".

Copyright@NadiaScarnecchia

 Nel post precedente: "Meglio prevenire che disostuire", si è parlato dei comportamenti da mettere in atto per prevenire l'ostruzione delle vie aeree.

Ora Vi propongo una favola, inventata una mattina, in cui la mia piccola Giulia aveva deciso di fare la monella e non mangiare composta. 

"C'era una volta una Bimba, come tutte le bimbe era un po' brava e un po' monella. 

Un giorno la Bimba stava facendo colazione con un delizioso Biscotto dal profumo di vaniglia, quando decise di comportarsi da monella, di non star ferma e fare le boccacce.



Il Biscotto, vedendo la Bimba un po' troppo spiritosa e birichina, si fece coinvolgere dalla situazione e pensò di fare una marachella.

il Biscotto curioso, sapeva molto bene che entrando nella bocca dei bimbi si trovano sempre due strade: una va dalla bocca alla pancia, l'altra porta dalla bocca a due spugne che i grandi chiamano polmoni.

L'unica strada che i biscotti ubbidienti devono seguire è quella dalla bocca alla pancia, ma il Biscotto monello decise di andare verso i polmoni.

La Bimba iniziò ad aver paura, si spaventò tantissimo.

La Mamma capendo che il Biscotto aveva sbagliato strada aiutò la Bimba con un Abbraccio Magico, così passò la paura  e la Bimba sorrise.

Da quel giorno, a tavola, la Bimba non fece più la monella."


Favola di @Nadia Scarnecchia



LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...