martedì 25 marzo 2014

Facciamo Cikibom?

Copertina del libro.
 "Conosco l'altro in quanto persona solo entrando in una relazione personale con esso. Diversamente, posso conoscerlo tramite osservazione o inferenza; solo come oggetto."
 J. Macmurray, Persons in relation.

Quando nasce un bambino il prendersi cura passa necessariamente attraverso momenti importanti quali l'allattamento e il cambio; queste routine sono sicuramente assorbenti per la frequenza con cui si ripetono nel corso della giornata, ma talvolta diventano totalizzanti e unici aspetti relazionali, perchè non sempre ostetiche e pediatri enunciano e spiegano l'importanza di altre pratiche di cura importanti per la relazione madre (padre)-bambino e per lo sviluppo di quest'ultimo, come la lettura condivisa e l'ascolto condiviso sin dai primi giorni del bambino e anche durante la vita in utero.

E'importante ricordare, che nel fanciullo da 0 a 3 anni si assiste al massimo della produzione neuronale e che il bambino ogni giorno cresce non solo grazie al nutrimento che riceve, ma anche attraverso gli stimoli offerti dall'ambiente esterno, ancora più preziosi se veicolati dall'affetto di mamma e papà.

E' per questa ragione che ho il piacere di presentarvi Cikibom: un libricino leggero e colorato, accompagnato da un CD, che ho avuto il piacere di sperimentare insieme alla mia piccola Giulia.
E' il frutto della collaborazione tra un pediatra neonatologo e un gruppo di musicisti legati al mondo dell'infanzia, realizzato in collaborazione con il Centro per la Salute del Bambino Onlus.

Cikibom è un libro speciale per bambini e genitori. Le pagine del libro descrivono il progetto, danno una giustificazione al cd e spiegano come fruirne: non solo la lettura, ma anche l'ascolto, il ritmo, la musica in linea con i Progetti Nati per Leggere e Nati per la Musica.

Già all'interno dell'utero il bambino è attivo ed ha competenze: è in grado di percepire i suoni provenienti dall'esterno, il ritmo del battito cardiaco e del respiro materno.

Percezione, ritmo, suono, ripetizione, sono le parole chiave di questo lavoro. Un cd musicale creato per un ascolto condiviso, fatto di suoni e silenzi provenienti da differenti aree geografiche. 

Musica e parole sono il filo conduttore del cd: non parole significato, ma parole sonore, che la mamma può ripetere, che il piccolo crescendo potrà imitare con la madre, mentre insieme si muovono a ritmo di musica, in un abbraccio che culla, fatto di ascolto condiviso e reciproco, d'intesa e sintonizzazione, di comunicazione.

Per saperne di più potete consultare il link: http://www.sinnos.org/cikibom/ 


...la cicogna è arrivata!


Cari Lettori,

è da un po' di tempo che non aggiorno il blog, ma la mia assenza è ben giustificata, infatti il  17 febbraio 2014, alle ore 7, 35 del mattino, dopo un lungo travaglio, presso l'ospedale S. Anna di Torino, è nata la mia piccola Giulia: 3,120 kg. e 49 cm. di tenerezza!

Condivido con Voi la Gioia e perchè no, anche la fatica, perchè spesso la Felicità va conquistata e coltivata giorno per giorno!!!

Un saluto...


mercoledì 12 febbraio 2014

UPPA (Un Pediatra Per Amico): "Talebani di casa nostra."

Dal web.
 
Come educatrice ed ora anche in veste di futura mamma di Giulia (dovrebbe nascere a ore o a giorni!), mi è spesso capitato di leggere e ascoltare le perplessità di alcuni genitori circa i vaccini (che talvolta vengono ritenuti un “complotto delle multinazionali”).

Sebbene il vaccino, come qualunque farmaco, possa innegabilmente essere causa d'effetti collaterali a volte irreversibili, per cultura ed esperienze familiari ho sempre pensato fosse una grande opportunità (la mia bisnonna morì di tetano, lasciando dolorosamente orfani la nonna ed i suoi fratelli). 

Per questa ragione ci tengo a riportare l'articolo diffuso da UPPA (Un Pediatra Per Amico), affinchè ognuno possa fare le proprie scelte consapevolmente, ricordandosi anche che interagendo nel sistema sociale, ogni nostro comportamento impatta inevitabilmente e condiziona anche quello degli altri membri della società.

"La Poliomielite non se la ricorda più nessuno; anche a me, che pure ho studiato negli anni ’60 del secolo scorso, non è mai stata insegnata. Ho solo un vago ricordo della paura dei miei genitori, quando ci fu un’epidemia negli anni ’50, poi ricordo di essere stato vaccinato; ogni tanto noto per strada un uomo o una donna (ormai anziani) che zoppica per gli esiti di questi malattia (si chiamava anche “paralisi infantile”); i morti sono stati dimenticati da un pezzo.
Eppure la Polio ancora esiste in alcuni paesi del mondo: uno di questi è l’Afganistan.
Non solo esiste, ma si è diffusa molto nei decenni passati, durante il governo dei talebani, che si erano opposti alla vaccinazione di massa, ritenendo che questa fosse una “diavoleria” e un “complotto delle multinazionali” (vi ricorda qualcosa questa teoria?).
Poi persino i talebani cedettero, la vaccinazione di massa riprese e i casi di poliomielite cominciarono a diminuire di nuovo.
È notizia dell' 11 febbraio, e apre l’home page del sito della BBC, la diagnosi di un caso di poliomielite a Kabul: si tratta di una bambina il cui padre lavora come taxista e attraversa spesso il confine con il Pakistan. Mentre i talebani afgani si sono convinti dell’utilità della vaccinazione e hanno smesso di ostacolarla, i loro confratelli pakistani continuano a fare propaganda contro i vaccini e perciò, dall’altra parte del confine, ci sono ancora moltissimi bambini non vaccinati. E da loro il contagio si diffonde.
Come è piccolo il Mondo!
Anche noi abbiamo i nostri talebani antivaccinali, anche se, per fortuna, non hanno molti seguaci. 
Immaginiamo però per un attimo cosa accadrebbe se anche da noi ci fossero centinaia di migliaia di bambini non vaccinati: il Mondo è piccolo e i confini si attraversano facilmente dappertutto e potremmo un domani registrare dei casi anche qui.
Abbiamo tanta paura di un po’ di febbre e ricorriamo all’ospedale per qualche bollicina o per il mal di orecchie: chissà cosa faremmo se dovessimo temere la “paralisi infantile”!
UPPA ha sempre avuto un atteggiamento equilibrato sulle vaccinazioni, abbiamo per esempio criticato l’allarmismo e l’inutile (e fallimentare) campagna di vaccinazioni contro l’influenza “aviaria” del 2009 e poi “suina” del 2010 (ricordate?), per questo qualcuno ci ha arruolato, a nostra insaputa, fra i nemici dei vaccini.
Be’, ci teniamo a precisarlo, non è così.

Vincenzo Calia"

 

lunedì 10 febbraio 2014

Un salottino virtuale per i genitori: "Piccoli genitori crescono"

Dal web.

 Gentili Lettori,

sono lieta d'invitarVi presso il salottino virtale: "Piccoli genitori crescono", che troverà sede presso le Pagine di questo Blog: Piccoli genitori crescono.

Questo spazio nasce dalla mia esperienza d'educatrice, che ha avuto modo d'interagire con genitori di bambini di differenti età, con bisogni speciali e non e dalla mia nuova avventura in veste di mamma di Giulia.

E' un piccolo salottino virtuale dove TUTTI i genitori (biologici ed adottivi), possono raccontare le proprie esperienze di genitoralità, dare testimonianze, proporre temi di riflessione, condividendo con altri esperienze vissute in prima persona che ritengono possano essere arricchenti ed incoraggianti per altri genitori.

Questo vuol essere un luogo di condivisione, di cooperazione, d'incoraggiamento reciproco, di rispetto dell'Altro, quindi non sono graditi atteggiamenti giudicanti o assolutismi!

Attendo le Vostre e mail all'indirizzo di posta elettronica: scarnecchia.nadia@tiscali.it
Oggetto: Piccoli genitori crescono

Struttura: piccola presentazione, racconto/testimonianza.

P.S.: per ragioni di spazio è consigliato non superare i 3000 caratteri.




                                              Vi attendo!

domenica 9 febbraio 2014

Leggere per riflettere: "Bebè a costo zero."

Copertina.
 
Per una coppia che aspetta la nascita di un bambino, la gravidanza non rappresenta solamente un periodo in cui il feto cresce nel grembo materno, coinvolgendo la madre in cambiamenti  fisici ed ormonali.

La gestazione è anche, forse soprattutto, un fatto mentale vissuto diversamente dalla madre (che ha percezione diretta del feto che cresce, si muove dentro di lei) e dal padre che inizia a comprendere che qualche cosa sta  cambiando, quando la pancia diviene evidente e attraverso il tatto può percepire una vita in essa.

La gravidanza mentale è fatta di ansie, ipotesi, aspettative, dubbi, gioie e paure. Il bambino pensato, immaginato è sicuramente differente rispetto al bambino vissuto, questo va tenuto presente.

I futuri genitori spesso cercano di documentarsi circa quanto potrebbe servire, cosa potrebbero aspettarsi.  Troppo spesso conoscenti, parenti, offrono consigli (anche non richiesti) o  sentenziano su quanto credono che la coppia  genitoriale sia chiamata a fare, creando ancora più confusione!

Frequentemente chi interagisce  con genitori nascenti (perchè non nasce e cresce solo il bambino, ma anche la coppia  si trasforma e rinasce) ed ha già avuto pregresse esperienze di genitorialità, si pone come fosse un pedagogista esperto, a volte ignaro del fatto che ogni bambino è un mondo ed un iniverso a sè: come tutti gli esseri umani i bambini hanno bisogli simili (affetto, relazione, cura, cibo), ma ciascun bambino è differente, quindi aver cresciuto uno o più figli non significa poter fare consulenze pedagogiche, ma semplicemente avere il proprio bagaglio d'esperienze da offrire, condividere, con la consapevolezza che esistono tanti bimbi differenti, con bisogni diversi e ciò che va bene per un bambino, non è detto sia adatto  ad un altro!

Una delle domande frequenti che si pongono i genitori è: "Di cosa avrà bisogno mio figlio?"

Per provare a trovare le proprie risposte e per approcciarsi  ad un consumo critico (il mercato  dei prodotti dell'infanzia offre molte scelte e possibilità, spesso non a costo zero e non sempre necessarie), una lettura che ho trovato utile è: "Bebè a costo zero. Come crescere felice il nostro bambino senza spendere una fortuna," di Giorgia Cozza _ Edizioni Oscar Mondadori_

Il libro non va in teso come una Bibbia, ma come un'occasione di riflessione su alcuni temi quali: 
l'alimentazione da 0 a sei mesi, lo svezzamento, l'igiene e la scelta dei pannolini, l'abbigliamento, il sonno, il bebè in casa e a spasso.

Come educatrice trovo molto interessante l'ultima parte, perchè tratta due temi a cui tengo molto:
il gioco, i giocattoli e la lettura condivisa (con cenni al progetto nazionale: Nati per leggere).

Attraverso la lettura del testo è  possibile sviluppare una rappresentazione mentale delle differenti possibilità, in modo che ognuno possa comprendere  quale potrebbe far propria. Le ricorrenti testimonianze dei genitori intervistati fungono da rinforzo. Nelle ultime pagine è reperibile un lungo elenco di siti d'interesse e indirizzi utili.

Buona lettura!

giovedì 6 febbraio 2014

Che cos'è un bambino?


Dal web.


Rifletto spesso sulla genitorialità e su come i bambini vengano vissuti dal mondo adulto. 

A volte con forse eccessiva sacralità, che in alcuni casi percepisco come un'ipocrisia, perchè questa società che dice di adorarli, a volte li strumentalizza, troppo spesso viene meno in politiche di sostegno alla famiglia, non offre ai bambini sufficienti servizi (basti pensare ai tagli sul sostegno, agli interventi psico-educativi scoordinati) e talvolta rifiuta i bambini, invece di spendere tempo ed energie per educarli, perchè li ritenuti fonte di disturbo ( v. l'articolo del 27/01/2014, Repubblica: "Qui i bambini non possono entrare": prende piede la tendenza 'no Kids.' http://www.repubblica.it/cronaca/2014/01/27/news/childfree_no_kids_luoghi_vietati_ai_bambini-77023074/ )

Pertinente con la mia riflessione, ho avuto modo di leggere quanto scritto dall'autrice Beatrice Alemagna, che risponde alla domanda...
 
CHE COS'E' UN BAMBINO?

"Un bambino è una persona piccola. E' piccolo solo per un po', poi diventa grande.
Cresce senza neanche farci caso.
Piano piano e in silenzio, il suo corpo si allunga.
Un bambino non è un bambino per sempre.
Un bel giorno cambia.
I bambini hanno fretta di diventare grandi.
Alcuni bambini crescono, sembrano felici e pensano :" Che bello essere grandi, essere liberi, decidere tutto da soli!"
Altri bambini diventano adulti, pensano esattamente il contrario: "Che fatica essere grandi, essere liberi, decidere tutto da soli!"
Un bambino ha piccole mani, piccoli piedi e piccole orecchie, ma non per questo ha piccole idee.
Le idee dei bambini a volte sono grandissime, divertono i grandi, fanno loro spalancare la bocca e dire:"Ah!"
I bambini desiderano cose strane: avere le scarpe che brillano, mangiare zucchero filato a colazione, ascoltare la stessa storia tutte le sere.
Anche i grandi hanno strane idee in testa: farsi il bagno tutti i giorni, cucinare i fagiolini al burro, dormire senza il cane giallo.
"Ma come si fa?"chiedono i bambini.
I bambini piangono perchè un sasso è scivolato nell'acqua, perchè lo shampoo pizzica gli occhi, perchè hanno sonno, perchè fa buio.
Piangono forte, per farsi sentire bene.
Per consolarli ci vogliono gli occhi gentili.
E una lucina vicino al letto.
I grandi, invece, amano dormire al buio. Non piangono quasi mai, neppure se lo shampoo entra nel naso, e se capita, piangono piano. Tanto piano che i bambini non se ne accorgono.
O fanno finta di non vedere niente.
I bambini assomigliano alle spugne.
Assorbono tutto: il nervosismo, le cattive idee, le paure degli altri.
Sembrano dimenticare, ma poi rispunta tutto dentro la cartella, o sotto le lenzuola, oppure davanti a un libro.
I bambini vogliono essere ascoltati con gli orecchi spalancati.
I bambini posseggono delle cose piccole, proprio come loro: un piccolo letto, piccoli libri colorati, un piccolo ombrello, una piccola sedia.
Però vivono in un mondo grandissimo; talmente grande che le città non esistono, gli autobus salgono su nello spazio e le scale non finiscono mai.
Ai bambini, si sa, non piace andare a scuola. Ai bambini piace annusare l'erba chiudendo gli occhi, correre dietro ai piccioni gridando, ascoltare la voce lontana delle conchiglie, arricciare il naso davanti allo specchio.
Ci sono bambini di tutti i tipi, di tutti i colori, di tutte le forme.
I bambini che decidono di non crescere non cresceranno mai.
Avranno un mistero dentro di sè.
Allora anche da grandi si commuoveranno per le piccole cose: un raggio di sole o un fiocco di neve.
Ci sono bambini strani, bassi, tondi, silenziosi. Bambini con gli occhiali, sulla seggiola a rotelle. Bambini con l'apparecchio per i denti che scintilla al sole.
Ci sono bambini faticosi, bambini odiosi, che non vogliono mai andare a dormire, bambini viziati che fanno solo quello che vogliono, bambini che a volte rompono i piatti, le scodelle e tutto il resto.
Tutti i bambini sono persone piccole che un giorno cambieranno.
Non andranno più a scuola ma al lavoro, forse saranno felici, fose avranno la barba o i baffi all'insù, o i capelli tinti di verde.
Forse faranno i capricci per delle cose strane come un telefono che non suona o il traffico.
Ma che importa pensarci adesso?
Un bambino è una persona piccola.
Ora, per addormentarsi, ha bisogno degli occhi gentili.
E di una lucina vicino al letto."


Da "Cos'è un bambino"- Ed.Topipittori, autrice: Beatrice Allemagna (http://www.beatricealemagna.com/), scrittrice ed illustratrice per l'infanzia.


Copertina.
 

lunedì 3 febbraio 2014

Camminare con i bambini.

Dal web.

“Camminare è una delle prime cose che un bambino vuole fare, è una delle ultime cose che ognuno di noi vuole abbandonare.” (Sussman A., Geede R., The Magic of Walking, Simon and Shuster, 1967)

Il camminare nasce con l'uomo, è un istinto. Il bambino, generalmente dopo aver gattonato, inizia a sentir il bisogno di alzarsi in piedi e piano piano, prima incerto, poi con progressiva sicurezza, il cucciolo d'uomo s'incammina orgoglioso.

Cosa c'è di più bello per un bambino che ricevere le attenzioni dei genitori, dei nonni e trascorrere con loro momenti indimenticabili? Il camminare è un'ottima occasione per condividere e sperimentare il piacere di stare insieme. E' necessario iniziare con brevi percorsi semplici, rispettando i tempi dei bambini e se necessario inserire qualche pausa.
Non va sottovalutato il potere del rinforzo: dite ai vostri bambini quanto vi piace condividere con loro il cammino e sottolineate i loro piccoli traguardi.

Camminare con i più piccoli è un' attività d'esplorazione, non il semplice muoversi insieme, ma un esercizio di ricerca di nuovi stimoli per andare avanti, per accrescere nei vostri figli o nipoti il senso della scoperta e la curiosità, insomma una metafora della vita.

Non c'è un luogo ideale per camminare insieme: qualsiasi occasione ed ogni luogo si prestano alla pratica di quest'attività ecologica, salutare e a misura d'uomo.
Si può camminare in città, per scoprire insieme luoghi ricchi di storia e folklore; è rilassante passeggiare per giardini e parchi urbani osservando la natura in divenire attraverso le stagioni, alla ricerca di ghiande, di foglie dalle molteplici geometrie e sfumature, catturando l'attenzione dei più piccoli.
Si possono organizzare gite immersi nella natura, magari coinvolgendo altre famiglie con bambini, trasformando la passeggiata in un'occasione di socializzazione.

Nel quotidiano, perché il camminare dovrebbe divenire per adulti e bambini un bisogno giornaliero, si può andare a piedi all'asilo o a scuola, iniziando la giornata con un salutare rito di condivisione, riducendo lo stress: camminare aiuta il cervello a produrre endorfine (neuromodulatori che regalano un senso di benessere).

Insegnare ai bambini ad apprezzare quest'atto motorio che ci appartiene sin da tempi remoti, consentendo loro di farne quotidiana esperienza, li rende consapevoli di quanto possa essere meraviglioso e prezioso il nostro corpo, come questo ci permetta di spostarci, raggiungere obiettivi e dominare lo spazio.

S'impara sempre tanto camminando e l'opportunità di poterlo fare, anche se sembra un atto così scontato, è un dono rinnovato che riceviamo.


Dal web.



LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...