Passa ai contenuti principali

Post

L'importanza di preparare una torta con i bambini.

Post recenti

"Cortocircuiti emozionali." Spiegati dalla dottoressa Daniela Lucangeli

Condivido questo meraviglioso video, in cui la Professoressa Daniela Lucangeli, spiega i cortocircuiti emozionali, perchè nel mio piccolo credo profondamente nella "scienza servizievole".

Sin da bambina ho sempre amato imparare, ogni nuovo apprendimento mi pareva la conquista di una ricchezza, un tesoro, ma l'ansia, la paura  per me son sempre state in agguato e quindi fino al giorno della tesi (e ne porto i segni ancora ora), ho sempre studiato con la paura di sbagliare, col timore di non essere all'altezza e le mie emozioni mi hanno spesso portato verso l'evitamento o la fuga dal compito.

Proprio per questa ragione invito tutti gli educatori (che siano professionisti del settore o genitori, nonni) ad ascoltare quanto ci insegnano le neuroscienze e l'epigenetica e a sforzarsi di comprendere quanto sia importante trasmettere emozioni positive al bambino che apprende, insegnare a non temere l'errore, ma a considerarlo un punto di partenza per fare meglio …

Ancora compiti...

Premetto che non sono mai stata contro i compiti a casa, che penso che una piccola quantità di compiti permetta allo studente di consolidare gli apprendimenti, d'imparare a gestire le responsabilità ed il lavoro in autonomia. Detto questo i compiti andrebbero assegnati con criterio.

Essendo un'educatrice che segue nel pomeriggio i bambini durante lo svolgimento dei compiti o in percorsi di potenziamento cognitivo, mi son resa conto che quando i compiti sono troppi, perdono di significato. Il bambino non presta attenzione al processo, aumenta notevolmente l'impulsività, l'obiettivo non è più apprendere, ma "smaltire i compiti", a discapito del loro valore! In più alcuni bimbi, con situazioni di confine con disturbi dell'apprendimento (quindi con difficoltà di controllo dell'impulsività, con un orientamento spaziale carente, con difficoltà nella memoria procedurale, etc.), con troppi compiti vanno letteralmente in confusione, con un crollo d…

Considerate se questa società è a misura d'uomo (e di bambino)...

Vorrei invitarvi alla lettura di un articolo, molto interessante, tratto dal sito "Bambini e Natura", che sottolinea come i bambini trascorrano poco tempo all'aperto e le spiacevoli conseguenze di questa deprivazione in termini di emotività e gestione dell'aggressività.

"Ai prigionieri detenuti nelle carceri di massima sicurezza in America sono garantite quotidianamente  due ore di tempo all’aperto, mentre un bambino su due, oggi, ne trascorre fuori meno di una." :http://www.bambinienatura.it/2016/10/20/i-bambini-trascorrono-fuori-meno-tempo-dei-detenuti-in-prigione/

 Vorrei però invitarvi ad una riflessione, non solo sul modus vivendi dei bambini, ma sulla realtà che la maggioranza delle famiglie è chiamata a vivere.

Troppi genitori, molto spesso non per scelta, sono costretti a trascorrere almeno dieci ore al giorno lontano dai figli per poter lavorare (conditio sine qua non, per poter garantire una decorosa vita alla famiglia). Questi adulti sp…

Anticipo scolastico: quando si perde di vista la centralità del soggetto che apprende e lo scopo dell'educazione.

"L'uomo moderno crede di perdere qualcosa - il tempo - quando non fa le cose in fretta; eppure non sa che cosa fare del tempo che guadagna tranne che ammazzarlo." Erich Fromm

In questi giorni per molte famiglie è tempo d'iscrizioni scolastiche. Questo pone i genitori nella condizione di dover affrontare scelte importanti, come la selezione dell'istituto scolastico e in alcuni casi la scelta dell'anticipo scolastico per i nati dopo il trentun dicembre.

Per questa ragione ho pensato possa essere utile proporvi la lettura di due differenti testi.

Anticipo scolastico: un anno perso, non un anno guadagnato., articolo del 2014, ma sempre attuale, che aiuta a riflettere su quali competenze siano necessarie al bambino per affrontare la scuola primaria e su come talvolta, ad uno svuluppo cognitivo adeguato, non corrisponda necessariamente la maturità emotiva. Quest'ultimo aspetto non è da sottovalutare, perchè emotività e apprendimento sono profondamente legati e il …

Potenziare la cognizione numerica nella prima infanzia.

Sentendo parlare di cognizione numerica, molti lettori di questo blog torneranno con la mente ai tempi della scuola e immagineranno bimbi impegnati in tediosi esercizi.

In realtà la cognizione numerica è antecedente all'età scolastica. Molti articoli scientifici dimostrano che la capacità di comprendere e manipolare la numerosità è innata e appartiene anche al mondo animale. 

Inizialmente il bambino è in grado di comprendere la differenza di quantità (indicativamente a partire dai 20 mesi),  ossia il concetto di di più, di meno.

Per passare dalla quantità alla numerosità(tanti, pochi, uno solo) il bambino ha bisogno della figura dell'adulto mediatore.

Nello potenziamento della cognizione numerica, gioca un ruolo decisivo lo sviluppo della capacità rappresentativa (18 mesi circa), che permette la comparsa progressiva del linguaggio, dell'imitazione differita (il bambino imita quanto ha visto fare da altri) e del gioco simbolico (es. il bambino cavalca la scopa immaginando sia …

I meravigliosi e faticosi due anni.

Sento spesso parlare dei "terribili due anni" e qualche volta mi capita di leggere articoli riportanti questa definizione;  vi confesso che sono infastidita da quest'etichetta che viene attribuita ad un normale processo  evolutivo. 

Mi dispiace  ancor  più riscontrare che frequentemente questa definizione proviene da coloro  che dovrebbero offrire sostegno ai genitori: a mio avviso il supporto dovrebbe consiste nello spiegare l'importanza di quei capricci che paiono così difficili da gestire e come la mediazione ed il compromesso siano la via, piuttosto che cedere per sfinimento o espldere con un'inutile sculacciata da cui il bambino poco impara.

Innanzitutto concedetemi di sdrammatizzare con una battuta:"Se vi sembrano terribili i due anni aspettate che ne abbiano 15!"

È vero, un bambino di due anni dice "sempre" No, sfida e provoca! 

Ecco, siatene contenti.

Avete almeno due importanti ragioni per gioire:

1. vostro figlio/a si percepisce com…