domenica 2 agosto 2015

Una favola per la prevenzione: "La Bimba ed il Biscotto curioso".

Copyright@NadiaScarnecchia

 Nel post precedente: "Meglio prevenire che disostuire", si è parlato dei comportamenti da mettere in atto per prevenire l'ostruzione delle vie aeree.

Ora Vi propongo una favola, inventata una mattina, in cui la mia piccola Giulia aveva deciso di fare la monella e non mangiare composta. 

"C'era una volta una Bimba, come tutte le bimbe era un po' brava e un po' monella. 

Un giorno la Bimba stava facendo colazione con un delizioso Biscotto dal profumo di vaniglia, quando decise di comportarsi da monella, di non star ferma e fare le boccacce.



Il Biscotto, vedendo la Bimba un po' troppo spiritosa e birichina, si fece coinvolgere dalla situazione e pensò di fare una marachella.

il Biscotto curioso, sapeva molto bene che entrando nella bocca dei bimbi si trovano sempre due strade: una va dalla bocca alla pancia, l'altra porta dalla bocca a due spugne che i grandi chiamano polmoni.

L'unica strada che i biscotti ubbidienti devono seguire è quella dalla bocca alla pancia, ma il Biscotto monello decise di andare verso i polmoni.

La Bimba iniziò ad aver paura, si spaventò tantissimo.

La Mamma capendo che il Biscotto aveva sbagliato strada aiutò la Bimba con un Abbraccio Magico, così passò la paura  e la Bimba sorrise.

Da quel giorno, a tavola, la Bimba non fece più la monella."


Favola di @Nadia Scarnecchia



domenica 5 luglio 2015

Meglio prevenire che disostruire.

Le ciliege fanno molto bene a grandi e piccine, ma vanno offerte in sicurezza!
 
In questi ultimi anni si parla molto dell'importanza delle manovre di disostruzione pediatrica, in seguito alle tragiche notizie diffuse dai media.Vengono organizzati molti corsi per apprendere le manovre salva vita, molti genitori si lasciano coinvolgere, scuole e nidi stanno diventando sensibili al tema.

Fino a pochi anni fa c'era poca sensibilità verso quest'argomento. In qualità d'educatrice ho lavorato in diversi contesti e con utenti di età diverse, ma mai mi era stato chiesto o fatto notare che non avevo nel curriculum vitae un attestato che documentasse la mia partecipazione ad un corso di primo soccorso pediatrico o di disostruzione pediatrica (ho rimediato spontaneamente alla lacuna, dopo la nascita di mia figlia!)

In questa sede non voglio insegnarvi le manovre, non essendo un'istruttrice, non è mia competenza e consiglio vivamente di contattare Enti preposti, come "La Croce Rossa Italiana" o istrutturi come quelli di "Salviamo" e richiedere di partecipare al corso a voi più vicino o di organizzarne uno (solitamente i corsi sono gratuiti o ad offerta libera)!

Vorrei parlarvi dell'importanza della Prevenzione Primaria, ossia la capacità di agire sui fattori di rischio.

Attenzione alla vostra casa, ci sono oggetti di uso quotidiano che possono essere pericolosi se lasciati  in giro:


_ le borse al loro interno celano insidie come le monete, eventuali medicinali, le pile dei telecomadi; tutti oggetti piccoli che potrebbero essere inalati inavvertitamente tramutandosi in un tappo che non fa passare l'aria, quindi è bene tenerle fuori dalla portata dei bambini piccoli;

_ eliminate gli oggetti piccoli che si trovano in cassetti ed ante a portata di bambino;

_ attenzione ad oggetti di piccole dimensioni lasciati sui mobili distrattamente, perchè cadendo accidentalmente, potrebbero venir inalati;

_ controllate periodicamente lo stato dei giochi di vostro figlio/a, dei libricini;

_ non fate giocare i bambini con i telecomandi, che contangono batterie che oltre ad essere inalabili rilasciano acidi;

_ non fate giocare i bambini piccoli con collane, braccialetti, orecchini, che potrebbero rompersi e le perline venire inalate; 

_ attenzione agli oggetti che dimenticate in automobile, ogni tanto controllate, perchè potrebbero essere a portata di bambino.


Attenzione al cibo offerto a tavola. Il cibo non è pericoloso in sè ed è una gran fortuna poter seguire una dieta varia, ma è importante la modalità di somministrazione, quindi attenti a: 

 _ le caramelle sono pericolose, perchè possono essere inalate e idem i chewing gum, non sono nemmeno salutari, qundi i bimbi non devono averle a disposizione;

_ mozzarelle e mozzarelline, vanno tagliate in pezzi molto piccoli e occorre prestar ancora maggiore attenzione al formaggio filante;

_ tagliate almeno in quattro parti i pomodori ciliegini, le olive, le ciliege e l'uva (attenti a come svezzate i bambini e anche dopo!);

_ carote e zucchine non vanno presentate a rondelle o a mezza luna, ma a dadini piccoli;

_ la frutta secca è pericolosa, valutate a chi la state dando e non tenetela a portata di mano, nemmeno durante le feste;

_ gnocchi, orecchiette, vanno dati con cautela a bimbi che abbiano completato la dentizione;

_ i wuster sono pericolosi, non sono vietati, ma vanno tagliati a metà nel senso della lunghezza, poi ancora a metà e quindi a dadini;

_ il prosciutto crudo può essere pericoloso, perchè se inalato diviene un tappo membranoso, quindi va somministrato, ma è necessario togliere il grasso e tagliare la fetta a pezzettini utilizzando  una forbice da cucina;

_ attenti alle polpettine: tagliatele a pezzi in modo che il bimbo non rischi di ingoiarle o peggio inalarle intere.

La buona educazione può salvare la vita: non si mangia camminando o peggio correndo per la casa o ai giardinetti, a tavola si sta composti, non si grida, non si canta, non ci si incanta davanti alla tv (che andrebbe spenta, anche per facilitare il dialogo tra i commensali).

Non fate mangiare i bambini in viaggio in macchina, una frenata potrebbe causare un'inalazione.

Non si mangia nulla sulle giostre!

Quando si va in bicicletta, si pratica sport, mentre si fa il bagno in mare, si fa una cammninata, si viaggia in auto (varrebbe anche per gli adulti!), non si masticano chewing gum.

Per conoscere utili pratiche per la salute del vostro bambino e per una buona prevenzione primaria, vi invito a visitare il seguente sito: "Genitoripiù"

Come recitava un vecchio slogan...

"Prevenire è meglio che curare!" 







domenica 7 giugno 2015

Piccoli monarchi crescono?

 
Immagine dal web.

"Un repertorio potrebbe rivelarsi più utile di una convinzione, soprattutto se si tiene presente che esiste più di un modo valido di vivere la vita".
 A. Phillips, On Kissing, Tickling and Being Bored
 

Qualche giorno fa, navigando per il web alla ricerca di tematiche educative d'approfondimento, mi è capitato di leggere un articolo molto interessante e costruttivo, scritto da Stefania Berbenni per Panorama: "Educazione, l'allarme degli esperti: "Stiamo allevando una generazione di tiranni"".

Genitori italiani, età compresa tra i 30 - 40 anni di cultura medio-alta, sono allo sbando educativo: tiranneggiati da infanti ed adolescenti, imbrigliati nel senso di colpa per la scarsa presenza, messi in difficoltà dalle fratture coniugali. Genitori amorevoli che si sentono incapaci di dire "No", di porre limiti ed argini, con conseguenze amare per i figli, ma anche per la coppia. Madri e padri a volte con ruoli confusi, "costretti" a delegare a nonni o ad altri l'educazione dei figli, talvolta in difficoltà nel trovere un equilibrio tra la realizzazione personale e il ruolo genitoriale. Coppie disorientate da mille suggerimenti e regole pedagogiche, quasi ricette o istruzioni per "far funzionare" il pargolo, offerte da persone che non sono nè pedagogisti, nè psicologi, perchè pare che troppi si sentano competenti quando si discute d'educazione.

Come educatrice e come madre ritengo che questo sia un tema molto importante su cui riflettere, da affrontare con senso critico, senza sentirsi accusati, ma da vivere come un'occasione per interrogarsi come singoli e come coppia sull'intenzionalità del proprio agire educativo, sugli obiettivi che come coppia genitoriale si stanno perseguendo.
Un tema fondamentale che dovrebbe indurci come coppia educante ad un periodico  confronto sul modo di educare, in modo da aiutarci insieme ad esaminare le criticità, a provare nuove strategie e nei casi in cui ce ne fosse bisogno: domandare tempestivamente aiuto o sostegno a personale competente.

Se vi ho incuriosito, leggete l'articolo:Educazione-l-allarme-degli-esperti-Stiamo-allevando-una-generazione-di-tiranni

venerdì 24 aprile 2015

Il cambiamento è possibile, se supportato dall'ambiente.

Copyright: Nadia Scarnecchia



Con piacere condivido l'articolo scritto per il blog "Ti seguirò fuori dall'acqua", sviluppatosi intorno al libro omonimo, scritto da Dario Fani. Per saperne di più leggete: "La nascita di una paternità speciale".

L'autore presenta il proprio blog con queste parole: "Il blog è un blob. Soprattutto il mio. Blog è la contrazione di due parole web e log, ovvero traccia su rete. Ed è quel che mi riprometto di fare. Tracce, considerazioni, appunti, memorie, piccoli episodi, spunti… sì certo principalmente intorno al libro, a mio figlio, a quella condizione genetica chiamata sindrome di Down e agli incontri “piccoli” o “grandi” che accadono, in ogni vita: anche la mia." D.F.


Immagine dal web.


Il cambiamento è possibile, se supportato dall'ambiente.
“Per educare un bambino occorre un intero villaggio” – Proverbio
Ogni nuova esperienza ci permette di ragionare su alcuni aspetti e fare dei bilanci, per questo ritengo importante riflettere su alcuni interventi educativi che avrebbero potuto dare migliori risultati se si fosse riuscito a creare, intorno agli educandi, un ambiente modificante. (continua a leggere... cliccando qui!)


sabato 4 aprile 2015

L'attività di Pasqua, non il lavoretto!





Immagine dal web: Amando.it

Se me lo dici, dimentico.
Se mi fai vedere, ricordo.
Se mi coinvolgi, capisco.
 (Proverbio cinese)

Con questo titolo scherzoso ho il piacere di  condividere l'attività proposta a mia figlia Giulia (13 mesi) in occasione della S. Pasqua e proporvi una riflessione circa il tema dei lavoretti.

Quest'anno per Pasqua la mia proposta per i più piccoli non è un "lavoretto",che andrebbe svolto con eccessiva intrusività da parte degli adulti, ma un'attività in cui l'adulto è un semplice mediatore ed il vero protagonista è il bambino che sperimenta, non il prodotto finale.

Per comprendere le ragioni della mia scelta Vi invito a leggere "Lavoretto? NO, grazie!".

Veniamo quindi alla nostra attività pasquale. 
L'obiettivo è duplice: quello di introdurre il concetto di tempo attraverso le ricorrenze e l'avvicendarsi delle stagioni, ossia la primavera e la S. Pasqua. Offrire un'attività che consenta di conoscere, esplorare, sperimentare attraverso i sensi.

Materiali



Materiali: 

- foglio di cartoncino bianco (da cui ho ritagliato le  sagome di due ovali)
- foglio di cartoncino nero
- piatto con colore a dita giallo
- immagini di gallina, pulcino, gallo e un uovo tridimensionale.

Ho introdotto l'attività cantando due canzoncine mimate già note a Giulia.

Canzone 1.

"Sono un pulcino pio pio pio
Mangio con il becco pio pio pio
Ho un capino giallo e paglia per dormir
Salto su e giù con un pio pio pio!"
����

Da Peppa Pig

 Canzone 2.


Beato te galletto che non vai a lavorare,
ti alzi la mattina, “Chicchirichì” cominci a fare;
chicchirichì, chicchirichì, è spuntato un nuovo dì
chicchirichì, chicchirichì, è spuntato un nuovo dì.
Beata te gallina che non vai a lavorare,
ti alzi la mattina, “Coccodè” cominci a fare;
coccodè, coccodè, ecco un uovo per te,
coccodè, coccodè, ecco un uovo per te.
Beato te pulcino che non vai a lavorare,
ti alzi la mattina, “Pio pio” cominci a fare;
pio pio, pio pio, voglio un uovo tutto mio,
pio pio, pio pio, voglio un uovo tutto mio.

Esplorazione, osservazione.

Dopo aver cantato abbiamo osservato insieme le immagini di mamma gallina e papà gallo. La mamma gallina depone l'uovo e lo cova con amore (abbiamo imitato la gallina seduta sull'uovo) così dall'ovetto nasce un bel pulcino. Abbiamo toccato, esplorato l'uovo tridimensionale e le uova in cartone.

Colore a dita.

Colorie a dita.

 


Facciamo schiudere le uova: il guscio dell'uovo si crepa e il pulcino inizia ad uscire.














Colorie a dita.


 Le manine lasciano impronte gialle, con la fantasia le impronte diventano tanti pulcini.����

Buona Pasqua a tutti!!! 

Fatto insieme a mia figlia Giulia durante un laboratorio "Labò"

 

martedì 10 marzo 2015

Liberi di giocare, ma...

Copyright@NadiaScarnecchia

"Fammi giocare solo per gioco 
Senza nient’altro, solo per poco 
Senza capire, senza imparare 
Senza bisogno di socializzare 
Solo un bambino con altri bambini 
Senza gli adulti sempre vicini 
Senza progetto, senza giudizio 
Con una fine ma senza l’inizio 
Con una coda ma senza la testa 
Solo per finta, solo per festa 
Solo per fiamma che brucia per fuoco 
Fammi giocare per gioco." 
Bruno Tognolini

Giocare è una cosa seria: per i bambini il gioco è un bisogno, un'occasione di scoperta, un momento di apprendimento ed un diritto. E' importante che gli adulti permettano ai bambini di esercitare il "diritto al gioco", ma è altrettanto necessario che attraverso il gioco i bambini imparino che grandi e piccini, di ogni età, hanno dei doveri e che solitamente diritti e doveri vanno a braccetto.

Proprio ieri, mia figlia Giulia (12 mesi) giocava in casa, a palla, con la nonna; la nonna (la mia mamma) ingenuamente voleva insegnare a far rimbalzare la palla e appagata dal sorriso divertito e adorante della nipotina, non ha pensato ai poveri vicini del piano di sotto!

Da questa esperienza di gioco mediato in maniera poco costruttiva è scaturita  una riflessione che mi fa piacere condividere.
  
Mia figlia ha due palle: una palla di gomma ed una palla di stoffa. Se nonna e bimba vogliono giocare in casa possono farlo in cameretta con la palla di stoffa, che non provoca danni ed è silenziosa. Giulia è vero, ha il diritto di giocare, ma deve avere dei limiti ed imparare ad aver rispetto e tener conto di chi vive intorno a lei.

Noi tutti non abbiamo una libertà assoluta, ma una libertà relativa e tale deve essere, perché così possiamo rispettare anche i diritti altrui. Giulia ha un anno e gattona, si deve accontentare di una palla di stoffa, poi quando camminerà potrà giocare all'aperto e far rimbalzare la palla di gomma. Così facendo imparerà a distinguere le situazioni, a rispettare le orecchie dei vicini, a non distruggere la casa che è costata lavoro e impegno, a trovare alternative adeguate alla situazione. Tutto questo secondo me non la svantaggerà, ma le insegnerà a pensare e ad esser sensibile ai bisogni degli altri.

Qualcuno potrebbe replicare che sono solo bambini, che devono esser liberi di giocare, che avranno tutta la vita per far sacrifici e che oggi le persone sono intolleranti anche verso le grida gioiose dei più piccoli.

In questo caso vorrei ricordare che, come premesso sopra, il gioco è un'occasione di apprendimento, quindi è un'ottima opportunità per dare ai piccoli regole e limiti, anche se possono sembrare piccole frustrazioni.

I bambini, non saranno piccoli per sempre; sebbene a noi genitori non piaccia nemmeno immaginarlo, difficilmente la vita risparmierà loro delusini e dolori, quindi è bene che sin da piccoli imparino a tollerare la frustrazione derivante da qualche No (che va sempre spiegato e motivato rispettosamente), perchè altrimenti per loro crescere e vivere sarà una grande fatica.

venerdì 13 febbraio 2015

Incontri sull'apprendimento ad Alessandria.



Cari Lettori del Blog,

condivido con Voi l'invito ad un ciclo di tre incontri rivolti ad insegnanti, educatori,
genitori sulla Pedagogia della Mediazione e il Metodo Feuersteina cura dell'Associazione “Sperimentando” ed il Centro Down.


-Domenica 15 febbraio dalle 9,45 alle 12,30
"La mediazione del senso di competenza. Come far crescere la motivazione ad imparare nei nostri
bambini-ragazzi?"


- Domenica 8 marzo dalle 9,45 alle 12,30
"Giochiamo? l'utilizzo dei giochi per pensare meglio
divertendosi"


-Domenica 12 aprile dalle 9,45 alle 12,30
"La mediazione in famiglia: come insegnare a pensare ai
nostri bambini?" Un'analisi dei criteri di mediazione.


Gli incontri sono aperti a tutti e gratuiti e serviranno anche come supervisione per i corsisti PAS e PAS Basic.


Condurranno gli incontri Augusta Cavigliasso e Veronica Sincovich.


E' gradita l'iscrizione: cell.3395429092 sperimentando.al@gmail.com
Sede: Associazione Centro Down – via Mazzini 85- Alessandria

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...