lunedì 30 gennaio 2012

Letture per bambini: Ninablu.


Ninablu, di Tiziana Rinaldi




"Il bambino è padre dell'uomo." W. Wordsworth

Ninablu, scritto e illustrato da Tiziana Rinaldi (http://www.tizianarinaldi.it/): un coloratissimo libro, con magnifici disegni, adatto ai piccoli lettori (6-10 anni) e a tutti coloro che custodiscono nel cuore le atmosfere e i sogni dell'infanzia.

La copertina è un invito a tuffarsi nel blu più profondo, per perdersi tra pagine profumate di tè e biscotti, ascoltando lo scrosciare delle onde che si infrangono contro la scogliera, rimanendo rapiti dai lumi accesi nella notte e dal meraviglioso mondo di Nina, dove ogni cosa semplice si tinge di stupore e diviene un dono prezioso. Per saperne di più, consultare il sito: http://www.casaeditricemammeonline.it/libri/ninablu



Ninablu, di Tiziana Rinaldi

giovedì 26 gennaio 2012

Alle fronde dei salici.



"La bambina del treno", illustrazione: Manuela Simoncelli




E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull'erba dura di ghiaccio, al lamento
d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

Salvatore Quasimodo 


"La bambina del treno", illustrazione di M. Simoncelli

27 gennaio: GIORNATA DELLA MEMORIA.... Ogni giorno sia per Noi ricordo e monito.
(L'illustrazione è tratta dal libro: "La bambina del Treno". Autore: Lorenza Farina, illustratrice: Manuela Simoncelli. Per saperne di più: http://www.paoline.it/SchedaProdottoEC.aspx?IdP=9788831538503 )

sabato 21 gennaio 2012

Leggere ai bambini.



Un libro: pagine di carta, di stoffa, realizzate con materiali misti, parole che si rincorrono, pensieri che nascono, immagini mentali ed emozioni che prendono vita, che si organizzano in una forma.
Ogni libro è uno scrigno, contiene storie, avventure, curiosità. Ogni libro è un viaggio, un'esperienza, un ricordo o un nuovo progetto.
L'incontro con il libro non termina con l'ultima parola dell'ultima pagina: dopo averlo percorso, respirato, assaporato, "ascoltato", quel libro diviene una parte di noi.
La lettura è un piacere: non si deve leggere un libro, ma si sceglie di leggere, toccare, guardare, annusare, proprio quel libro tra i tanti che affollano gli scaffali delle librerie.


La passione per la lettura va coltivata ed è per questo che è importante sin dall'infanzia leggere ai bambini, per sostenerli in un armonioso sviluppo cognitivo, affettivo-relazionale. E' opportuno scegliere con cura le letture, i temi, i formati più adatti al bambino e alla fascia d'età a cui appartiene.
"L'amore per i libri" nasce in famiglia, ed è per questo che con piacere condivido con voi il contenuto di "Nati per Leggere", della Regione Piemonte ( http://www.regione.piemonte.it/cultura/cms/nati-per-leggere-piemonte/lamore-per-i-libri-nasce-in-famiglia.html ):


Holly Hobby

"L’amore per i libri nasce in famiglia

Tutti i genitori desiderano che il proprio bambino impari presto e bene a leggere e scrivere. Non tutti i genitori sanno, però, che il successo scolastico è in gran parte legato al tipo di rapporto che il bambino instaura, nei primi anni di vita, con la parola ascoltata dalla voce dall'adulto, con il gioco delle rime e delle filastrocche, con le storie ascoltate prima della buonanotte, con il dialogo che si instaura nel momento in cui si sfogliano i libri insieme e insieme si nominano gli oggetti, si commentano le illustrazioni, si rileggono le storie.
L'ambiente familiare ha dunque grande importanza nel favorire un buon incontro con i libri ed è utile quindi ricordare che:
  • I bambini sono grandi osservatori e imitano il comportamento degli adulti che li circondano. Se in famiglia si dedica tempo alla lettura e se la lettura è vissuta come attività piacevole e appassionante i bambini non mancheranno di notarlo.
  • Il valore attribuito al libro all'interno della famiglia si manifesta anche attraverso lo spazio fisico e mentale che ad esso si accorda e alle attività che ad esso si collegano (ad esempio, visite frequenti a biblioteche e librerie)
  • Nella vita contemporanea la lettura ha molti 'nemici'. Televisione, computer, videogiochi propongono intrattenimenti di più facile e rapida fruizione. La lettura richiede una partecipazione attiva più faticosa e, per essere ben accetta, deve essere presentata al bambino con gradualità, con affetto, con il piacere della condivisione
  • L'uso della televisione va regolato con fermezza: al di sotto dei tre anni l'esposizione alla televisione dovrebbe essere limitatissima se non inesistente
  • È importante valorizzare il dono di un libro. Quando in casa entra un nuovo libro è un po' come l'arrivo di un nuovo amico che diventerà davvero tale solo se sarà trattato con la dovuta attenzione, se gli si dedicherà del tempo, se lo si accoglierà con curiosità e interesse
  • Al momento di scegliere l'asilo nido o la scuola materna valutare la presenza (o assenza) di libri: quanti ce ne sono? In quali condizioni? Sono pubblicazioni recenti o risalgono a molti anni fa? Sono presenti in un solo angolo della classe o sono disponibili anche in altre aree? In che modo sono disposti? Quante volte al giorno gli educatori dichiarano di leggere ai bambini? C'è un servizio prestito per le famiglie?
  • Diffidare di chi ha eccessiva cura per i libri. È preferibile un libro scarabocchiato, maltrattato e squinternato ma effettivamente letto a uno in perfetto stato di conservazione che passa indenne da una generazione all'altra senza essere mai stato letto."

Buona lettura ad alta voce...




venerdì 20 gennaio 2012

Una fattoria didattica a Torino.

"Giulio coniglio e Gelsomina", illustrazione di Nicoletta Costa

Negli ultimi anni, il panorama educativo italiano, è stato arricchito da una nuova opportunità: la fattoria didattica, si tratta di un'azienda agricola strutturata in maniera da poter accogliere scolaresche, gruppi e famiglie. Offre la possibilità di conoscere alcuni aspetti del mondo rurale, della vita degli animali e dei vegetali, del lavoro del contadino e dell'allevatore, diventando quindi un luogo di educazione ambientale consapevole.
La fattoria è caratterizzata da una didattica attiva, ricca di momenti di condivisione: i laboratori consentono di arricchire i programmi scolastici con ulteriori contenuti ed esperienze concrete.
All'interno del territorio Piemontese e nella Provincia di Torino, non mancano esperienze di questo tipo. La Regione ha stabilito precisi requisiti relativi alla sicurezza, alle norme igienico-sanitarie, alla formazione degli operatori e alla didattica, che devono essere rispettati per poter essere inseriti nell'elenco regionale delle fattorie didattiche piemontesi. (Per ulteriori informazioni, consultare: http://www.regione.piemonte.it/agri/edu_aliment/attivita/fattorie.htm
Non lontano dal cuore di Torino e immersa nel Parco Pubblico del Nobile, possiamo trovare una  fattoria  didattica: la Fattoria Propolis,  luogo di educazione ambientale, di laboratori, corsi, rassegne per i più piccoli e non solo.  (Per conoscere la fattoria e la galleria di eventi in programma, consultare: http://www.fattoriapropolis.it/wp/?cat=22 )

mercoledì 18 gennaio 2012

L'orco.


Tratto da: http://www.illustratori.it/oneArt/5040/, Francesca Di Chiara illustratrice.


Il vecchio grosso, orco
è sempre molto sporco.

Si aggira per il paese
fa il giro ogni mese.

Va in cerca di bambini
soprattutto malandrini.

Le mamme preoccupate
si son presto organizzate.

Gli han teso un agguato
e l' hanno catturato.

Nascosto in un borsone
l'han portato dallo stregone.

Lo stregone in un batter d'occhio
l'ha trasformato in un pidocchio!

Nadia Scarnecchia

lunedì 16 gennaio 2012

Metodo Feuerstein: un piccolo riassuntino...

Sarah Key


Il metodo Feuerstein trova i suoi fondamenti nella teoria della modificabilità cognitiva strutturale (l'intelligenza è un costrutto, frutto dell'interazione tra il soggetto e l'ambiente. La mente umana è plastica, modificabile con l'educazione, quindi la genetica non può avere l'ultima parola) e nella pedagogia della mediazione (il mediatore è l'essere umano che fa da filtro tra soggetto ed ambiente: Feuerstein stabilisce 12 criteri di mediazione, necessari a stimolare adeguatamente i processi di pensiero).

Il metodo si avvale di:
  • L.P.A.D (Learning Potential Assessement Device), ossia un programma per la valutazione dinamica del potenziale di apprendimento. La funzionalità di questo sistema applicativo è quella di conoscere il funzionamento del soggetto, facendo il focus sui processi e valutando la propensione individuale ad essere modificato. Durante questa fase è comunque importante l'aspetto dialogico e l'interazione tra soggetto e mediatore.(Non è sempre necessario che le applicazioni P.A.S. siano precedute dalla valutazione L.P.A.D.)
  • P.A.S. (Programma di Arricchimento Strumentale), costituito da una batteria di strumenti carta-matita, ha un valore pedagogico: potenzia le capacità cognitive carenti e stimola la modificabilità cognitiva, per consentire all'individuo di modificarsi. Trova la sua forza nella pedagogia della mediazione e nei suoi criteri, stimola alla metacognizione (ragionare sui propri processi di pensiero), alla motivazione intrinseca ad aiuta l'individuo nella costruzione di un'immagine positiva di sè.
  • Per poter lavorare efficacemente con le pagine P.A.S. e con la batteria L.P.A.D. è necessario tener conto della lista delle funzioni cognitive (i "mattoncini del pensiero") che Feuerstein suddivide nelle fasi dell'atto mentale (input, elaborazione, output) e la carta cognitiva (insieme di parametri -riferiti al compito- che consentono di metterlo in relazione col soggetto).
Per lavorare con successo è necessario sempre creare un ambiente modificante: ossia un contesto che stimoli il soggetto al cambiamento, per consentigli di imparare ad imparare.

giovedì 12 gennaio 2012

LO GNOMO ASPIRINO e LA MOSTRA SUI DINOSAURI A TORINO

Illustrazione dell'artista Stefania Binello, tratta da: http://www.illustratori.it/oneArt/3866/


Cari Lettori,

sono lieta di proporVi ..... un incontro con i dinosauri: un salto nella preistoria, senza l'ausilio della macchina del tempo! ;)
Magia? Non direi, piuttosto un'idea dell'intraprendente e vulcanico Gnomo Aspririno (Ugo Parenti, papà e testimonial della Sindrome di Asperger, http://www.gnomoaspirino.it/).

L'incontro avrà luogo VENERDI' 27 GENNAIO 2012, alle ORE 17.30, presso la PROMOTRICE DELLE BELLE ARTI DI TORINO (Viale Balsamo Crivelli, 11).

L’AVVENTURA (della durata di circa 1h e 30’) PREVEDE:
- PERCORSO E VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA DEI DINOSAURI;
- LABORATORIO PRATICO (GUIDATO ED ASSISITITO) DI PALEONTOLOGIA CON ESPERIENZE PRATICHE SUL CAMPO...;
PREZZI: BAMBINO + ADULTO 30 Euro (per gli Amici dello Gnomo ASPirino sconto 50% = 15 Euro a coppia !!!).

PER ISCRIZIONI (NUMERO CHIUSO AL RAGGIUNGIMENTO DI MAX 20 BAMBINI/RAGAZZI) SCRIVERE A:
gnomoaspirino@libero.it o telefonare al numero 3316197141 (Gnomo ASPirino, ovvero Ugo) oppure 3492942680 (Fata Dalzea/ovvero Cristina) ENTRO E NON OLTRE IL 20 GENNAIO 2012.

Descrizione evento dal Web:
MOSTRA SUI DINOSAURI A TORINO – I dinosauri stanno arrivando a Torino! Dal 2 dicembre 2011 aprirà al pubblico la nuova mostra temporanea “Dinosauri” promossa dalla Fondazione DNArt e realizzata in collaborazione con il Museo di Scienze Naturali di Torino, nella quale adulti e bambini potranno ammirare esemplari in scala 1:1 di diverse specie di dinosauri come il: T-Rex, Europasaurus, Eoraptor, Dracorex. Un viaggio avventuroso attraverso la Preistoria e i tre periodi che scandirono la vita dei grandi dinosauri: dal Triassico, 220 milioni di anni fa, passando per il Giurassico fino ad arrivare al Cretaceo iniziato 127 milioni di anni fa. La visita prevede l’allestimento di un’ ”Area Scavo” dove i bambini, aiutati dagli esperti del Museo di Scienze Naturali di Torino, potranno trasformarsi in piccoli paleontologi, mentre gli adulti potranno toccare con mano alcuni fossili di dinosauri per capire come sia stato possibile ricostruire con tale precisione il passato e la struttura di ogni singolo esemplare.

Buon divertimento!




martedì 10 gennaio 2012

Leggere per pensare: "L'autorità perduta. Il coraggio che i figli ci chiedono." Paolo Crepet



"Se avete una buona opinione dei vostri figli, non aiutateli. Se la caveranno da soli." Paolo Crepet

Per inaugurare il nuovo anno di post, ho scelto di condividere con Voi l'ultimo libro di Paolo Crepet (http://www.paolocrepet.it/index.asp): "L'autorità perduta. Il coraggio che i figli ci chiedono".
Un libro  non solo per genitori o educatori, ma un testo che fa riflettere e ritengo essere un'interessante lettura per adolescenti e giovani adulti, perchè è importante che questi per primi comprendano quanto sia necessario per loro prendere in mano le sorti del proprio destino, sfidare sè stessi, conoscersi, non per compiacere genitori ed insegnanti, ma perchè la vita è di chi la vive ed esiste una dimensione poco tangibile nel contingente, ma con cui siamo chiamati a confrontarci, che si chiama futuro.

Viviamo immersi in una società complessa, ricca di nuovi stimoli (basti pensare alla miriade di prodotti informatici e al boom dei social network), in un Paese in cui l'economia è fragile, dove le certezze passate (il vecchio e ambito "posto fisso") si stanno tramutando in nuove sfide, in un Mondo in rapido divenire, che vede tramontare il concetto di Autorità. Autorità, che nel testo è sinonimo di autorevolezza (ossia un giusto connubio tra rigore e intelligenza), non certo di despostismo e cieca rigidità. Una società di questo tipo, necessita di giovani pensanti, determinati, competenti, flessibili (ma non troppo mi permetto di aggiungere, perchè  spesso la parola flessibilità viene usata inadeguatamente come sinonimo di sfruttamento: flessibile non significa informe), preparati e curiosi, capaci di assumersi responsabilità, di affrontare sacrifici e tollerare frustrazioni.
Per aiutare i giovani in questo processo di costruzione di indipendenza è necessario che durante il percorso di crescita dei propri figli, le figure educative sappiano offrire regole ragionevoli, dare limiti sensati, creare occasioni in cui i ragazzi siano "costretti" a confrontarsi con sè stessi, coi propri limiti, a sfidarsi e sviluppare nuove risorse. I genitori devono essere figure di riferimento per l'ascolto, il confronto, il dialogo, ma non possono e non devono sostituirsi  ai figli, mettersi al loro servizio, risparmiare loro frustrazioni e voler sgravare i figli dalle proprie responsabilità (cit.:dovremmo trovare il coraggio di esimerci dall'idea di asportare chirurgicamente ogni forma di dolore e di frustrazione dal cammino di crescita dei nostri figli; P.Crepet, "L'autorità perduta", Crescere i bambini alla vita, p.9).
Educare è un affascinante e faticoso mestiere, una costante sfida, perchè non ci sono formule, non esistono scorciatoie, è un ricorrente mettersi in gioco, ma come dice lo stesso autore (e condivido pienamente) "un punto di riferimento c'è e si chiama futuro."

Creatività d'autunno: l'uva.

  G. ama molto creare, fare l'attività, come dice lei. Io sono ben felice di proporle spunti, sebbene confesso che per m...