giovedì 19 settembre 2013

Un ideale a cui tendere, parole su cui riflettere...


Navigando sul web oggi ho avuto il piacere d'incontrare un testo a me ignoto. 

Sin dalla prima lettura ho pensato che  in quelle parole fosse racchiuso un messaggio importante, che quelle righe offrissero un rilevante spunto per riflettere sul modo di essere padre o madre (mestiere che va ben oltre la biologia).

Condivido con voi queste parole: 

"Amando i figli", di Stefano Biavaschi (tratto da Il Profeta del Vento, di Stefano Biavaschi, Edizioni FEDE & CULTURA) http://www.ilprofetadelvento.it/

"I Figli non voi li crescete, ma essi crescono voi. Sono essi i vostri educatori, perché attendono che voi siate nel bene prima di imitarvi.
E quando dite: Daremo la vita a un figlio, sapete quale vita state dando? Non la loro, ma la vostra.
Se non avete compreso questo, meglio sarebbe serrare i fianchi e proseguire oltre.
E quando dite: I Figli sono la nostra croce, rallegratevi che essi vi abbiano inchiodato impedendovi di finire nel baratro.
Ed anche quando dite: I nostri Figli ci tolgono un mucchio di tempo, domandatevi se tutto quel tempo che vi viene tolto sarebbe impiegato meglio.
 
 

Nella loro infanzia ascoltate i vostri Figli, perché sui loro visi è ancora impigliato qualche frammento del sorriso con cui li hanno rivestiti gli angeli.
Nel tenerli per mano, non date loro fretta, ma camminate al loro passo, perché vogliono guarirvi dal vostro correre.
Non fate ad essi doni, ma donate voi stessi. I doni sono il vostro alibi per non regalare voi a loro.
Consegnatevi nelle loro mani, perché hanno quella saggezza che voi perdeste.
Chiamateli per nome, ed essi chiameranno il bimbo in voi, quello che da soli non riuscivate a rianimare, e lo faranno giocare nel giardino della Vita.
 
 

E nella loro adolescenza ascoltate i vostri Figli. Gran parte del muro che in quei giorni spesso vi oppongono non l’hanno costruito coi loro mattoni ma coi vostri.
Non chiedete ad essi cose che già voi non fate. Se siete saggi, vi basterà essere voi stessi.
Ma se non lo siete, non saturateli di limiti senza indicare loro le mete, bensì mostrate di queste la bellezza, e otterrete di più che non mostrando i pericoli di eventuali abissi.
Non affliggetevi se educandoli alle regole essi non le rispetteranno. In realtà tremerebbero di paura se tali regole non vi fossero.
Le loro trasgressioni sono per collaudarne la veridicità. Altre volte per reclamare invece il vostro rimprovero, a testimonianza del vostro amore per loro. Se vi feriranno è perché avete porto loro la vostra vulnerabilità. O perché avete dato senza insegnare a dare.
Talvolta sbattendo la porta vi lasceranno, ma anche se li vedete partire, le navi con cui salpano hanno stive colme dei doni consegnati dalle vostre parole buone. E alla prima tempesta vi si rifugeranno.
Voi siete i seminatori dei loro campi, non i raccoglitori delle loro messi. E la vostra missione consiste nel donare sempre, anche quando la lama della loro libertà vi taglierà le mani.
 
 

Nella loro giovinezza, infine, ascoltate i vostri Figli. Con stupore scorgerete che vi hanno superato, che la loro nave ha oltrepassato tutti i primi scogli, ed ora non ha che davanti lo scoglio più pericoloso: voi. Saranno infatti chiamati lungo vie di realizzazione che voi non conoscete, e ciecamente sbarrerete loro le strade.
Ma alla pianta è dato di generare, e non di contenere ciò che genera. Ritenete i vostri progetti più grandi dei progetti che ha la Vita? Non tratteneteli, dunque. Avete donato loro la vostra vita: ora riprendetevela, donando loro di rinunciare a trattenerli.
Sgombrate il vostro cuore da ogni brama di ricevere, perché se il vostro flauto non è cavo, la rinnovata melodia della Vita non potrà attraversarlo.
Se vivrete questa perfetta donazione, saprete amarli nel loro nuovo aspetto, e allora, siano essi Figli del vostro stesso sangue, o siano essi Figli scelti dal cuore, avrete compiuto il terzo passo della vostra crescita.
Potrete così udire le note universali trapassarvi dentro, e capirete che attraverso di voi la Vita ha composto un nuovo canto".

domenica 15 settembre 2013

Ottobre alle porte: "BabyLoss Awarness Month".

 
Ottobre è alle porte, questo mese d'autunno ospita un'importante iniziativa per la sensibilizzazione e consapevolezza sulla morte dei bambini in gravidanza e dopo la nascita.

A questo scopo vorrei presentarVi:
 
Babyloss Awareness - Italia, sito web: http://www.babyloss.info/

"Il mese della consapevolezza sulla morte infantile e sulla perdita in gravidanza (Pregnancy and Infant Loss Awareness Month) ha l’obiettivo di focalizzare l’attenzione pubblica su eventi quali morte intrauterina, aborto, morte neonatale e morte improvvisa del lattante (sudden infant death syndrome, SIDS), rappresentando una opportunità per informare, insegnare, educare, sostenere la causa e dare una spinta nella direzione della ricerca e della prevenzione." (Fonte: Babyloss)

La ragione per cui ho scelto di rendere noto questo tema è perchè il lutto perinatale è un lutto a tutti gli effetti, per questo è necessario venga accolto e compreso, sia dalle istituzioni, che da coloro che sono vicini a chi lo ha subito. 

"Le famiglie che affrontano la tragedia di un lutto perinatale hanno bisogno sempre e comunque di ricevere un adeguato supporto psicologico e “umano” da parte dei loro amici e parenti. Primariamente, sia al momento della diagnosi sia durante la degenza ospedaliera, che in qualunque visita successiva, i genitori e i fratelli in lutto hanno bisogno di essere sostenuti da operatori sanitari  sensibili e preparati. Perchè il lutto non si complichi, è infatti molto importante che tutti gli operatori sanitari, (infermieri, ostetriche, medici, specializzandi, psicologi e psicoterapeuti) mettano i genitori di fronte a un percorso decisionale chiaro e rispettoso delle esigenze di ogni singola famiglia,  usando parole semplici, moduli da firmare comprensibili, e facendo attenzione alla continuità dell’assistenza (dalla diagnosi, qualunque essa sia, alla riconsegna degli accertamenti compiuti, fino a tutta l’eventuale gravidanza successiva).
L’incidenza di morte in utero, aborto spontaneo e morte perinatale in ogni paese del mondo è di gran lunga superiore a quanto comunemente si pensi (tre milioni di bambini ogni anno muoiono poco prima della nascita o durante il parto). Ogni giorno solo in Italia muoiono nove bambini “praticamente già nati”, come spesso si definiscono i bimbi a termine di gravidanza, e il lutto che accompagna queste  perdite non è lieve, nè trascurabile. Contrariamente a quanto si crede, i genitori colpiti da lutto perinatale impiegano molto tempo ad elaborare la loro perdita, e necessitano di un delicato supporto e di rispetto in ogni loro fase di elaborazione."

Per chi fosse interessato ad approfondire il tema:   


@ www.ciaolapo.it
Claudia Ravaldi, MD, MSc
Founder and President
CiaoLapo Onlus
Via Goldoni 136
59100, Prato (PO)
Italy

info@ciaolapo.it
+393470465494


@ Associazione Semi per la Sidis
http://www.sidsitalia.it/
L'Associazione "SEMI PER LA SIDS" nasce a Lucca nel 1991 per iniziativa di Pietro e Cristina Sebastiani e di un piccolo gruppo di genitori SIDS, familiari ed amici.
L'impegno prioritario dell'Associazione è quello di assistere in tempi rapidi le famiglie colpite da questo terribile lutto per portarle a conoscenza della vera causa di morte dei loro bambini (fino ad alcuni anni fa pochi referti medici parlavano di Sids e di conseguenza spesso le famiglie venivano coinvolte anche in indagini giudiziarie).
L'informazione delle famiglie è indispensabile per evitare che al dolore di una morte improvvisa e inspiegabile si aggiunga anche una devastante sensazione di colpa e di responsabilità che coinvolgono le famiglie nel periodo successivo alla morte del bambino.


 
 
 

lunedì 9 settembre 2013

Educazione come metamorfosi vincolata: libertà relativa, mai dominio.

Metamorfosi come possibilità di andare oltre la forma, per aprirsi verso nuovi sguardi e possibilità.

Se c'è volontà di dominio, viene meno il processo educativo e l'intenzionalità che dovrebbe orientare l'atto dell'educare.

Cosa significa questo? 

Semplicemente che se c'è dominio non c'è educazione! Troppo spesso appartiene al senso comune una visione distorta del concetto d'educazione. Etimologicamente educare deriva dal latino ex - ducere, ossia tirare fuori, quindi un reale processo educativo è un percorso maieutico che avviene nel tempo, mediante il quale le figure adulte di riferimento si propongono come mediatori tra il bambino ed il mondo per "tirare fuori" dal bambino le potenzialità e per puntare sui punti di forza.

Un processo educativo autentico non è castrante, il che non significa che il bambino venga stimolato verso l'esercizio di una libertà assoluta, che sarebbe incompatibile con il suo essere sociale. 

L'educazione è metamorfosi, ossia possibilità di cambiamento che consente di andare oltre la forma. La metamorfosi, messa in atto dal processo educativo, deve necessariamente essere una metamorfosi vincolata alla sostanza. In parole più semplici, l'educatore non deve orientare l'educando a divenire altro da sè, ma "solo" potenziare i punti di forza, facendo sì che i limiti, le difficoltà che ogni individuo ha non diventino impedimenti, ma altri punti di partenza, possibilità per aprirsi verso nuovi orizzonti (le particolarità che fanno di ogni individuo un essere unico). L'educazione apre le porte alla possibilità. 

Essere oggetto di un processo educativo deve potenziare le abilità adattive dell'individuo, ossia aiutare il bambino nei confronti della comprensione di regole sociali, al fine di una convivenza armonica basata sul rispetto reciproco e sul riconoscimento dei bisogni propri ed anche di quelli altrui. Se si desidera orientare un bambino/adolescente verso una liberà assoluta, allora non ci sarà mai educazione, ma nemmeno società civile, però se si pensa ad alla libertà come un fatto relativo (libertà vincolata ai principi dell'etica e a norme sociali), allora possiamo asserire che la vera educazione rende l'individuo libero, mentalmente indipendente, dotato di senso critico e capace di coniugare il rispetto dell'altro con quello di se stesso. Per quello educare non è cosa semplice, ma è una grande sfida!

Creatività d'autunno: l'uva.

  G. ama molto creare, fare l'attività, come dice lei. Io sono ben felice di proporle spunti, sebbene confesso che per m...