sabato 29 gennaio 2011

Seminario sul Metodo Feuerstein, Fontanaviva (PD).

Cari Lettori,
so che molti tra Voi sono interessati alla didattica  metacognitiva ed al metodo Feuerstein. Per questa ragione sono felice di annunciarvi il seminario sul Metodo, realizzato per volontà dell'Associazione Angeli di Martina Laccioli e che avrà luogo a Fontanaviva (PD), presso il Teatro Palladio, nuova piazza Umberto I, il 5 febbraio 2011.
Per ulteriori informazioni potete contattare la dott. Maria Luisa Boninelli, facente parte del gruppo di Studio e Ricerca del Centro Studi Feuerstein (Diretto dal Prof.re Mario Di Mauro) del Centro Interateneo per la ricerca didattica e la formazione avanzata-Università Cà Foscari di Venezia, all'indirizzo di posta elettronica: m.boninelli@unive.it
PROGRAMMA

ore 09.00-09.30             Presentazione convegno-seminario, saluti  autorità e introduzione dei lavori


ore 09.30-11.00             Difficoltà scolastica o scuola in difficoltà                                                           
                                 
   Il senso della ricerca psico-pedagogica nella pratica educativa.
[Mario Di Mauro - Università Ca' Foscari di Venezia - Centro Interateneo per la Ricerca didattica e la Formazione avanzata]

ore 11.00-11.15 Break

ore 11.15-12.15 Processi di pensiero e processi di apprendimento. Introduzione al pensiero di Reuven Feuerstein e alla Teoria della Modificabilità Cognitiva Strutturale
[Maria Luisa Boninelli - Centro Studi Feuerstein - Università  Cà  Foscari di Venezia ]

ore 12.15-13.00 Approfondimenti e confronto con i relatori

ore 13.30-14.30 Pausa pranzo

ore 14.30-15.30 Le competenze metacognitive e lo sviluppo del potenziale di apprendimento. Perché fare Educazione cognitiva a scuola
[Mario Di Mauro - Università Ca' Foscari di Venezia - Centro Interateneo per la Ricerca didattica e la Formazione avanzata]

ore 15.30-17.30 Laboratorio didattico assistito sul Metodo Feuerstein.
[ Maria Luisa Boninelli -  Centro Studi Feuerstein - Università Cà Foscari di Venezia]
[Nicoletta Lastella -  CSDAC Milano ]

ore 17.30-18.00 Approfondimenti e discussione in plenaria

ore 18.00 Chiusura del seminario

giovedì 27 gennaio 2011

Meditate che questo è stato.....27 gennaio 1945.



"Meditate che questo è stato
vi comando queste parole
(...)
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi." Primo Levi



27 gennaio 1945, si aprono i cancelli di Auschwitz: una folla di gente viva e morta sta tra le baracche o è accatastata nelle fosse comuni. Appaiono volti, scheletri vestiti di pelle, occhi persi, un numero inciso sulla pelle che cancella un'identità. Non ci sono più bambini, non uomini, nè donne, ma una moltitudine di numeri immersi in un incubo, nutriti di fame, confusi tra escrementi e cenere che cade dai camini fumanti morte.
Il 27 gennaio 1945, si sono aperte le porte dell'Inferno: l'uomo è stato capace di tutto questo, l'uomo è stato vittima dell'inferno dell'uomo.


Il grembo del sistema di colpo ha partorito
gemelli a milioni.
Le sue ruote gonfie di odio e di obbedienza
urlano ordini.
Sbucano dalle nebbie e le palandrane grigie
come impazzite si spostano in continuazione
ci colpiscono alla cieca rompendo la fila
guadagnata con pugni e calci e colpi di fucile.
Le orecchie sono sorde, le parole
le inghiotte il vento
che dalle fabbriche di morte
porta odore di carne bruciata e cenere
sulle nostre teste calve di colpe non commesse.

Edith Bruck
da: Il TATUAGGIO, Ed. Guanda

mercoledì 26 gennaio 2011

La prima colazione!

Illustrazione di Nicoletta Costa.

Dedicata a tutti i bambini e ragazzi che non vogliono consumare la prima colazione....

Ogni mattina che emozione
c'è la prima colazione.

Mi raccomando, non ti scordare
per crescer sano la devi fare.

Sulla tavola quante bontà
ce n'è una grande varietà.

Latte, biscotti e marmellata
o brioches con cioccolata.

Ma se il dolce non ti va
vedrai che il pane piacerà.

Pasto importante nella giornata,
sana e nutriente,va consumata.

Nadia Scarnecchia

sabato 22 gennaio 2011

La mediazione del senso di competenza.



"L'uomo è ciò in cui crede."
Anton Cechow

"Il senso di competenza è un elemento importante dell'autostima. La fiducia in sè stessi e la convinzione di possedere delle abilità sono condizioni che facilitano l'apprendimento, dispongono a impegnarsi in nuove esperienze e a tentare di misurarsi con compiti inconsueti, che contengono una sfida. Il senso di competenza non sempre corrisponde al livello reale di competenza che si possiede." (R. Feuerstein, Y. Rand, R. Feuerstein, In collaborazione con N. Laniado e G. Pietra , 2005, La disabilità non è un limite. Se mi ami costringimi a cambiare. Firenze, Libri Liberi).

Sentirsi competente è la condizione necessaria per avere la volontà di cimentarsi in nuovi incarichi, per essere disposti ad affrontare i cambiamenti, per assumersi delle responsabilità. Maslow, indica la necessità di stima, intesa sia come autostima, sia come valutazione positiva di sè da parte degli altri, tra i bisogni di mancanza. Il senso di competenza è indispensabile per un sano sviluppo della personalità.
Nello sviluppo del senso di competenza hanno un ruolo rilevante le opinioni dei familiari e dei docenti;  di questo ogni educatore dev'essere cosciente. Non sempre le persone competenti hanno un'immagine positiva di sè, infatti non c'è un diretto collegamento tra competenza e senso di competenza; saper fare qualche cosa in maniera adeguata, non sempre determina un incremento dell'autostima.
Per stimolare il senso di competenza è opportuno creare le condizioni per cui il soggetto faccia esperienze  di successo, mediando al bambino le strategie necessarie che gli permetteranno di affrontare il compito nel modo migliore. Il soggetto deve misurarsi con nuove esperienze, quindi si devono costruire per lui nuove situazioni: il compito presentato deve richiedere abilità che sono già state acquisite, con alcuni elementi aggiuntivi, non troppo distanti dal suo livello di competenza.
E' poi determinante, quando il bambino ha svolto adeguatamente l'attività, che venga lodato, sottolineando le strategie e i comportamenti che gli hanno permesso di raggiungere il risultato sperato.

 (Dalla tesi di laurea triennale in Scienze dell'educazione di Nadia Scarnecchia, materia Pedagogia Sperimentale: "La teoria della modificabilità cognitiva strutturale secondo Reuven Feuerstein", relatore Prof. R. Trinchero)

sabato 15 gennaio 2011

Il bambino volante.


 "Ho bisogno di capire
il progetto che c'è
che cresce con me.
(...)
Ma chi lo sa,
chi c'è dentro me, chi c'è dentro me?
Dentro me."
(Tratto dal copione di Storchi e Giorgi)

Il bambino volante, è un piccolo spettacolo teatrale e musicale che nasce dalla collaborazione di Elena Storchi, curatrice dei testi e di Renato Giorgi, responsabile delle musiche.
Non è semplicemente un'idea per la  recita di fine anno, ma un'opportunità per discutere, affrontare e provare a comprendere l'handicap. Il bambino volante: Boeing è un bimbo speciale, perchè sa volare.
Attraverso lo spettacolo teatrale, tutti i bimbi hanno l'opportunità di riflettere su questo tema, così come tutti i genitori che assistono alla recita, avranno l'opportunità di ragionare sulla propria genitorialità e sull'importanza dell'accoglienza e dell'ascolto dei loro figli e anche delle persone con abilità differenti, che meritano di essere accolte e comprese.

Una piccola favola, che ha il merito di affrontare un tema delicato, con molto rispetto e con semplicità. E' la storia  di quattro bambini che stanno per nascere, quando all'improvviso si presenta un'emergenza: ci sono ben cinque bambini da consegnare ai genitori. A causa della fretta l'ultimo bimbo non completa l'azzeramento della memoria, quindi arriverà da mamma e papà con abilità differenti.
A distanza di anni, i due inviati speciali del cielo, controllano se i bimbi sono felici, ma si rendono conto che i piccoli non stanno realizzando i loro sogni, ma quelli di mamma e papà, che non sempre  coincidono con le loro inclinazioni! Anche Boeing non è lieto, perchè la sua mamma lo protegge troppo e non gli consente di volare  e di frequentare gli altri bambini. Come tutte le favole, il finale è gioioso: i genitori comprendono qual'è la cosa migliore per i loro bimbi e tutti, anche Boeing sarà libero di scoprire se stesso.

Per gli interessati al copione e supporto audio: "Il bambino volante", Elena Storchi e Renato Giorgi, Ed. Paoline (Testo + CD). Per bambini dai 7 agli 11 anni.

venerdì 14 gennaio 2011

Bella grafia? Non solo!



Non è insolito incontrare tra i banchi di scuola, bambini che abbiano difficoltà nell'atto dello scrivere: tendono a preferire il carattere stampatello, imprimono molta pressione sul foglio, hanno una presa della penna-matita molto contratta, spesso la calligrafia non è delle migliori e questo può essere causa di frustrazione .
Osservando con attenzione questi bimbi, mentre sono intenti nelle attività di scrittura, è possibile constatare che hanno un'errata impugnatura della penna-matita. Le conseguenze di questo comportamento, non sono solo calligrafiche, ma ci possono essere ripercussioni sulla postura del bambino, tensioni alla mano, alla spalla, al collo, inoltre possono conseguire anche disturbi della visione.
E' molto importante educare i bambini sin dai primi approcci con le matite, ad una corretta impugnatura, allenandosi magari con divertenti esercizi di pregrafismo (es. http://www.homemademamma.com/2009/02/13/pregrafismo-schede-ed-attivita/).

 Il recupero di una corretta impugnatura è possibile con molta pazienza e costanza, da parte del bambino e dei genitori, impegnandosi in alcuni semplici esercizi.
Per questa ragione vi propongo la consultazione del seguente link, contenente i suggerimenti di un ottico optometrista: http://www.peav.it/articolo_03.htm#quinto

Buon allenamento! :)

sabato 8 gennaio 2011

Il sovrano pazzo.

Illustrazione di Agnese Borri (www.agneseborri.it)


In un tempo ormai passato
c'era, lontano, un principato,
in un fantastico palazzo
dimorava un sovrano pazzo.

Non aveva proprio senno
di ragione non v' era cenno.
Non dormiva nel suo letto
voleva stare sopra al tetto.

Giunta l' ora di mangiare
si voleva abbuffare,
ogni dì a colazione
trangugiava polpettone!

Dalle spade terrorizzato,
col cavallo il più imbranato.
Non voleva scrvier, nè contare:
tutto il giorno a colorare!

Che re, che sovrano,
passava l' ore sul divano.
tingeva i capelli con la pittura,
che disastro, che figura!

martedì 4 gennaio 2011

I criteri di mediazione.

Opera di Tiziana Rinaldi.


"Tu sei l’arco che lancia i figli
Verso il domani." K. Gibran

Come abbiamo avuto occasione di ribadire, il metodo Feuerstein è imprescindibile dalla pedagogia della  mediazione. Reuven Feuerstein individua dei criteri di mediazione, ossia un insieme di regole ed indicazioni che il buon mediatore deve sempre tener presente, durante il processo educativo. Per Feuerstein i criteri di mediazione sono: "un comportamento interattivo teso alla costruzione di modificabilità cognitiva".
Il Professore e la sua equipé hanno individuato 12 criteri di mediazione.
I primi tre criteri della lista (il criterio di "Intenzionalità e reciprocità", il criterio di "Trascendenza" e quello di "Mediazione del significato"), sono i principali, pertanto non devono mai venir meno durante qualunque intervento di apprendimento mediato, gli altri invece sono relativi alle diverse situazioni e bisogni.



ELENCO DEI 12 CRITERI DI MEDIAZIONE:


  1. Intenzionalità e reciprocità;
  2. Trascendenza;
  3. Mediazione del significato;
  4. Mediazione del senso di competenza;
  5. Mediazione della regolazione e del controllo del comportamento;
  6. Mediazione del comportamento di condivisione;
  7. Mediazione dell'individualità e della differenza psicologica;
  8. Mediazione della ricerca, della pianificazione e del conseguimento degli scopi;
  9. Mediazione della sfida nei confronti di sè stessi, della ricerca della novità e della complessità;
  10. Mediazione della consapevolezza della modificabilità umana e del proprio cambiamento;
  11. Mediazione dell'alternativa ottimistica;
  12. Mediazione del sentimento di appartenenza alla collettività.
DESCRISIONE DEI PRIMI TRE CRITERI:

I primi tre criteri sono fondamentali per la strutturazione della relazione educativa e dell'ambiente (v. "Potenziare la mente? Una scommessa possibile. L'apprendimento mediato  secondo Reuven Feuerstein", di Paola Vanini, 2005, Vannini Editrice).




Intenzionalità e reciprocità.
 L'intenzionalità è il desiderio del mediatore di stabilire un contatto con il bambino, affinchè possa comprendere meglio il contenuto ed il messaggio che viene trasmesso. L'educatore cerca di entrare in rapporto con il discente, di stabilire con lui un contatto, anche emotivo, vuole catturare l'attenzione dell'allievo, aiutandolo a individuare gli stimoli: stabilendo un contatto oculare, modulando opportunamante il tono di voce, ponendosi nello spazio nella posizione migliore, stabilendo talvolta anche un contatto di tipo fisico (per esempio tenere la  mano del soggetto in difficoltà), parlando con chiarezza ed enfatizzando i concetti rilevanti. E' necessario essere attenti anche all'ambiente fisico in cui ha luogo la mediazione, cioè creare una stanza o un angolo a misura di bambino.

Si attua la reciprocità, quando il soggetto mediato risponde agli stimoli  del mediatore. Capita che i bambini con deficit cognitivi non rispondano in maniera adeguata o ignorino gli stimoli, ma questo non deve scoraggiare il  mediatore, che  dev'essere pronto a ripeterli in maniera diversa o in altri momenti.
In una  relazione di reciprocità il  mediatore deve spiegare all'educando la ragione per cui ha adottato un determinato comportamento.


Tascendenza.

E' il comportamento che consente di andare oltre l'"hic et nunc" (qui ed ora), di generalizzare un apprendimento, di trasporre gli apprendimenti in altre situazioni pertinenti con il principio appreso.
In concreto: una mamma  che domanda al figlio di riordinare la stanza, non pensa solo a far mettere tutto a posto, ma si propone di potenziare le abilità motorie del ragazzo, come l'equilibrio e la coordinazione, la presa corretta degli oggetti; vuole rinforzare alcune funzioni cognitiive: il confronto, la classificazione, la pianificazione e l'organizzazione, l'orientamento spaziale; la richiesta materna ha anche effetti positivi sulla personalità del figlio: stimolando il  senso di responsabilità, di competenza e l'indipendenza. 
E' fondamentale che il mediatore spieghi al discente l'importanza di quanto fa e come questo potrà servirgli in futuro; per questa ragione Feuerstein fa spesso ricorso ai brigging, cioè "ponti" tra il principio incontrato nella pagina P.A.S. o nell'azione compiuta e la vita quotidiana.

Mediazione del significato.
Nella "piramide dei bisogni", Maslow colloca la ricerca di significato sul vertice. L'essere umano ha bisogno di dare un senso alle cose ed è proprio questa ricerca di significato ad orientare il processo di apprendimento.
L'allievoimpara con più facilità ciò che ritiene significativo per lui ed interessante, per questo è necessario che il docente motivi quanto si fa insieme, che aiuti il discente nella ricerca ed individuazione di un obbiettivo.
Per esempio, si può spiegare al bambino che è importante saper fare di conto, perchè nella quotidianità questo gli permetterà di andare autonomamente a comprare ciò di cui necessita, pagando adeguatamente e valutando quanto gli spetta di resto.
E' importante che il mediatore sappia mettersi in gioco, dicendo quanto è importante per lui ciò che si sta facendo insieme, esprimendo le proprie emozioni: in una relazione educativa, dove la dimensione affettiva è fondamentale, non ci può essere neutralità.


(Dalla tesi di laurea triennale in Scienze dell'educazione di Nadia Scarnecchia, materia Pedagogia Sperimentale: "La teoria della modificabilità cognitiva strutturale secondo Reuven Feuerstein", relatore Prof. R. Trinchero)


I Tre Colori dei libri.

Avrei dovuto pubblicare questo post quasi un mese fa, ma sono state settimane intense: abbiamo adottato un gattino dopo la morte del nostro...