mercoledì 27 febbraio 2013

Il cervello è plastico e l'intelligenza è uno stato.

Immagine tratta dal web: "Plasmare".

"L'intelligenza dovrebbe essere definita come un processo sufficientemente ampio da abbracciare una varietà di fenomeni che hanno in comune le dinamiche e i meccanismi dell'adattamento." (cit. tratta da: "Teoria di Feuerstein ed i suoi sistemi applicativi", Icelp)

Il cervello umano è in continua trasformazione per tutta la vita dell'individuo. Ciò che il soggetto è, viene innegabilmente determinato dal patrimonio genetico contenuto nel D.N.A., ma è altresì condizionato dall'ambiente socio-culturale in cui il soggetto interagisce, dalle stimolazioni e dalla qualità dell'insegnamento che riceve. Studi al microscopio testimoniano che nel cervello del neonato, dalla nascita sino all'età di un anno, avviene un importante incremento delle ramificazioni neuronali. A tre anni l'aumento quantitativo dei neuroni è compiuto e le  cellule cessano di riprodursi; a quest'età il bimbo ha più connessioni di quelle che userà nella vita ed è proprio in questo memento che il ruolo di un mediatore  diviene determinante per creare intorno al bambino un ambiente ricco  di stimoli, affinchè si crei un maggior numero di connessioni sinaptiche. La ripetizione degli stimoli rende le connessioni permanenti, mentre quelle inutilizzate decadono.

Il processo mediante il quale si creano sempre nuovi percorsi neuronali si chiama autopoiesi, dura per tutto l'arco della vita e riguarda tutti gli individui. Si può quindi affermare che l'intelligenza è uno stato e come tale è in divenire.
 
Per questo è necessario esercitare le proprie abilità cognitive per tutta la vita: leggere, fare attività fisica, intessere relazioni ed in generale avere uno stile di vita attivo.

Per diffondere e comprendere l'importanza di queste scoperte condivido un interessante articolo: "Cervello Plastico, Unico e Differente", di G. Brunetti tratto da neuroscienze.net, clickate sul seguente link per leggere l'articolo. (http://www.neuroscienze.net/?p=3138)

venerdì 22 febbraio 2013

Educare ad una sana alimentazione. (Food Dudes arriva in Italia)




Recenti studi evidenziano un aumento del numero di bambini in sovrappeso, questo fenomeno fa scattare l'allarme "obesità infantile". I bambini con un importante sovrappeso rischiano di divenire adulti obesi. Questo dato pare essere più allarmante tra le persone meno istruite e poco abbienti.  

I bambini con genitori obesi sono esposti ad un rischio maggiore  di obesità, non solo per fattori genetici, ma per aver appreso stili di vita predisponenti al sovrappeso. Questo comporta una maggior probabilità di sviluppare in futuro malattie come il diabete, malattie cardiovascolari, disturbi circolatori. (Per approfondire: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/lobesita-il-nuovo-incubo-italiano/2199649/12/0)

Il problema obesità infantile è presente anche al di fuori della nostra Penisola.
Il rapporto del National Taskforce on Obesity (2005), evidenzia che i bambini in età scolare consumano in famiglia e fuori casa ricche quantità di cibo energetico, a discapito di un sano consumo di alimenti ricchi di fibra e vitamine, necessari per la crescita e per un corretto metabolismo digestivo.

L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ha definito l'obesità infantile l'"epidemia globale". I dati sono allarmanti:" in tutto il mondo, più di 22 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni sono sovrappeso, e 155 milioni sono bambini in età scolare. In Europa ci sono 14 milioni di bambini in sovrappeso in età scolare, 3 milioni dei quali sono obesi." (Cit.Fooddudes.it)

La responsabilità di questo fenomeno è da ricercare in stili di vita poco sani (cibi troppo calorici, consumo eccessivo di bevande zuccherate, assenza o inadeguatezza della prima colazione, sedentarietà) ed errati modelli di comportamento.

Questi dati rendono evidente l'importanza d'intervenire con un programma di educazione alimentare che insegni un corretto stile di alimentazione, come Food Dudes.

"Food Dudes è un programma educativo basato sull’evidenza empirica (cfr. Bibliografia) sviluppato dal Prof. Fergus Lowe presso l’Università di Bangor (Galles del Nord, GB), che mira a incrementare il consumo di frutta e verdura presso i bambini di età fra i 6 e gli 11 anni. Un gruppo di ricerca italiano dell’Istituto di Consumi, Comportamento e Comunicazione d’Impresa dell’Università IULM di Milano, coordinato dai Proff. Paolo Moderato e Vincenzo Russo e dal Dott. Giovambattista Presti, ne sta curando la sperimentazione e la diffusione in Italia con l’egida della Fondazione IULM e di IESCUM (Istituto Europeo per lo Studio del Comportamento Umano)." (cit. Fooddudes.it)

Il programma, basato su evidenze empiriche e su un approccio scientifico, va ben oltre una semplice campagna informativa. E' stato sviluppato tenendo presenti alcuni aspetti importanti evidenziati dalla psicologia sperimentale:


  • l'imitazione di modelli positivi;
  • incoraggiare i bambini all'assaggio di frutta e verdura per abituare al gusto;
  • approvazione sociale a scuola ed in famiglia. 
Il programma è già in fase di sperimentazione in alcune scuole italiane: http://www.fooddudes.it/doceboCms/index.php?special=changearea&newArea=16


I suggerimenti dell'educatrice:


Proposte tra le mura domestiche!

Certo non è raro che un bambino rifiuti di assaggiare frutta, verdura o altri alimenti importanti per una crescita sana.
  • Appurato che non ci siano intolleranze o allergie alimentari, è possibile giocare insieme a: "scopri il gusto misterioso".
Si preparano degli assaggini tra cui alcuni contenenti nuovi sapori. A turno, i giocatori devono essere bendati (o con occhi chiusi, se la benda crea ansia) e annusare, toccare e infine assaggiare: il bocconcino è buono? E' morbido o croccante? Dolce o salato?


  • Non dimenticate mai che i bambini imparano da ciò che vedono. Sarà più semplice che i vostri bambini si incuriosicano, assaggino e mangino frutta e verdura se anche voi siete soliti consumarne più porzioni nell'arco della giornata. Anche loro sceglieranno cibi sani e genuini se in casa sono ritenuti importanti e preferibili a quelli ipercalorici.


venerdì 8 febbraio 2013

Toccar con mano l'aritmetica...


Illustrazione di Nicoletta Costa

 
Se ascolto dimentico,  
se guardo capisco,
se faccio imparo.” 
Confucio.

Un sussidio didattico molto interessante per l'apprendimento della matematica è il "Contafacile" (clickate), un modello matematico ideato dalla professoressa Maria Pia Saitta. 

Inizialmente ho sentito parlare di questo strumento in rete, mi sono incuriosita e ho voluto sperimentare personalmente. Trovo sia utile nel mediare la comprensione dei concetti di unità e decina, perchè consente innanzitutto di fare e vedere (senza la necessità di ridondanti spiegazioni, che potrebbero confondere), facilitando quindi la rappresentazione mentale.

Com'è costituito lo strumento?

Il Contafacile è composto da cubetti di colore giallo, rappresentanti le unità, e da scatole colorate via via sempre più grandi e contenenti le precedenti, che rappresentano le decine (rosse), le centinaia (verdi) e così via. Questa composizione rende chiaro ai bambini il valore differente di unità, decine e centinaia, le loro relazioni e l’importanza della posizionalità nella scrittura del numero.
Al prodotto principale vengono affiancati degli appositi leggii con i riquadri colorati per la formazione del numero e per le operazioni.
Oltre al modello decimale sono stati sviluppati anche i modelli per la base due e la base tre.

Quali sono i punti di forza del "Contafacile"?


  • Permette di imparare facendo: i bambini possono materialmente costruire la decina, possono letteralmente aggiungere o togliere unità.
  • Consente di vedere l'unità, la decina, il centinaio. 
  • E' basato sul principio della contenenza e non sul cambio: questo consente ai bambini di sperimentare concretamente che la decina è costituita da dieci unità...

venerdì 1 febbraio 2013

Filastrocche Pollicine.



"Vita che succhia latte appena nata
con parole di latte va narrata.
Con parole di seno e di calore
succhiate insieme al battito del cuore."

S. Roncaglia



Leggere per il proprio bambino significa donargli amore, dedicargli del tempo, condividere uno spazio che va oltre il luogo fisico, perchè rimarrà un ricordo da custodire negli anni.

Tra i generi di lettura adatti alla prima infanzia troviamo le filastrocche, componimenti in rima nati dalla tradizione popolare e tramandati oralmente. Le filastrocche sono molto amate dai più piccoli, il ritmo e la musicalità le rendono semplici da ricordare, la possibilità di ascoltarle attraverso la voce dei genitori o dei nonni le rende uniche. Le filastrocche consentono di divertirsi insieme ripetendo i suoni, completando le rime, mimando le parole. Ritmo e relazione rendono la filastrocca un'occasione speciale.

Creatività d'autunno: l'uva.

  G. ama molto creare, fare l'attività, come dice lei. Io sono ben felice di proporle spunti, sebbene confesso che per m...