mercoledì 25 maggio 2011

La mia gatta.



Salta, balza,
poi rimbalza.

Rotola, corre,
poi rincorre.

Non si ferma un minuto
chi si ferma è perduto.

Non dà tregua ad oggetto
perché cacciare è suo diletto.

Ma all'ora della pappa
la mia gatta più non scappa!

Nadia Scarnecchia

domenica 22 maggio 2011

Educazione sanitaria: cantieri TAV e rischi per la salute.


Treno Alta Velocità.

Cari lettori,
vorrei renderVi partecipi di un tema che mi sta a cuore, perchè personalmente coinvolta e perchè amante della vita e dell'ambiente: i rischi correlati alla costruzione della linea TAV Torino - Lione.
La costruzione della linea avrà un forte impatto sul territorio e comporterà rischi per la salute, conseguenti all'aumento dei livelli di No2 (diossido di azoto) http://it.wikipedia.org/wiki/Diossido_di_azoto, di PM10 (particolato sospeso) http://it.wikipedia.org/wiki/Particolato. Inoltre, nota dolente, i rifiuti saranno inceneriti e trattati non lontano da due importanti poli ospedalieri: il San Luigi Gonzaga di Orbassano e l'Ospedale degli infermi di Rivoli.
La letteratura scientifica riporta numerosi testimonianze di una correlazione tra inquinamento da NO2, MP10 e malattie dell'apparato respiratorio, cardiocircolatorio e indici di mortalità. Vi riporto il link "cantieri TAV e rischi per la salute": http://www.notav-valsangone.eu/documenti/Cantieri%20TAV%20e%20rischi%20per%20la%20salute_DOC.pdf
I medici e gli operatori sanitari della Valle di Susa si sono mobilitati per informare gli abitanti dei territori interessati sui rischi correlati ad amianto, uranio, particolato e ossidi di azoto: http://www.notavtorino.org/documenti/pieghevole-medici-18-3-11.htm

Vi riporto i link NO TAV linea Torino - Lione:
http://www.notav-valsangone.eu/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=39&Itemid=65

http://www.notavtorino.org/

http://www.notav.info/

Poichè CREDO nell' OPINIONE LIBERA e nel CONFRONTO RISPETTOSO tra opinioni divergenti, ringrazio sin d'ora qualunque intervento educato, anche contrario, soprattutto se validato da evidenza scientifica.

sabato 21 maggio 2011

Mediazione della sfida nei confronti di sè stessi, della ricerca della novità e della complessità.


Ossia quando "il mediatore suscita nel bambino l'interesse, la voglia e la disponibilità a misurarsi con un compito complesso." (R. Feuerstein, Y. Rand, R. Feuerstein, in collaborazione con N. Laniado e G. Petra (2005). La disabilità non è un limite. Se mi ami costringimi a cambiare. Firenze, Libri Liberi).

Le novità spesso fanno paura e sono ancora più spaventose per chi ha ripetutamente dovuto fare i conti con l'insuccesso, per chi ha scarsa autostima e basso senso di competenza. Però cimentarsi in situazioni diverse e cambiare abitudini, mette in atto risorse adattive e se l'intelligenza è anche la capacità di adattarsi all'ambiente, sperimentare situazioni insolite permette di attivare molte funzioni cognitive e rappresenta una buona ginnastica mentale.
L'educatore deve stimolare il soggetto a sperimentarsi, a confrontarsi con la complessità, senza avere paura dell'errore. L'errore può divenire spunto di riflessione per comprendere quali sono le strategie migliori da impiegare nelle varie circostanze, può essere l'occasione per fare metacognizione.
La mediazione del senso di sfida si deve basare sul presupposto che ponendo in sfida il soggetto, si possono produrre notevoli cambiamenti. Quindi l'educatore-mediatore deve stimolare il soggetto a confrontarsi con le novità, presentandole con entusiasmo, per esempio: "domani sarà il tuo primo giorno di scuola, chissà quanti nuovi amici conoscerai e quante cose nuove avrai da raccontare!"
E' anche utile che l'educatore crei frequentemente situazioni nuove, senza semplificare tutto, facendo venir meno la sfida nei confronti di sè stessi.

domenica 15 maggio 2011

Personaggi: Gianni Rodari

"Le avventure di Cipollino", di G. Rodari. Illustrazione di Raul Verdini

"Nel paese della bugia, la verità è una malattia". Da "Giacomino di cristallo", G. Rodari

Il post di oggi vuole essere un omaggio alla memoria di un grande educatore: Gianni Rodari.

Nato ad Omegna nel 1920, si spense a Roma nel non lontano 14 aprile1980. Maestro, giornalista, autore di un programma televisivo RAI rivolto alla prima infanzia (Giocagiò) e grande scrittore per l'infanzia.
Attraverso alcuni testi, è evidente il connubbio tra il suo desiderio educativo e l'interesse per la politica di sinistra; "Le avventure di Cipollino" trasmettono un grande senso di giustizia e dignità sociale.
Nel 1960 cominciano le pubblicazioni con Einaudi, il primo libro edito è: "Filastrocche in cielo ed in terra", a questo seguirono molti testi di favole e filastrocche.
Molti testi Rodariani sono stati illustrati dal grande Bruno Munari (v. "Il libro degli errori",  "Il gioco dei quattro cantoni"), con il quale vi è stata una condivisione d'intenti: la voglia di stimolare creatività e fantasia, di avvicinarsi ai bambini non banalizzando i contenuti, ma spiegando concetti anche complessi con modalità comprensibili ai bambini.
Nel 1970 Rodari è vincitore del Premio Andersen,  uno dei più grandi riconoscimenti assegnati alla letteratura infantile.

All'autore, che attraverso la favola e il ritmo della filastrocca, ha saputo trasmettere contenuti di rilievo ed ha trasformato l'apprendimento in un momento di piacere, Omegna ha dedicato un insolito parco: "Il parco della fantasia", il cui sito di riferimento è: http://www.rodariparcofantasia.it/
Le attività del Parco sono rivolte a Docenti ed Operatori, attraverso seminari ed occasioni formative, alle Scuole con interessanti laboratori e alle Famiglie, per le quali il Parco offre un'ampia ludoteca e la possibilità di realizzare feste di compleanno.

Vi lascio con un passo tratto da:
CAPITOLO I: SCHIACCIA UN PIEDE CIPOLLONE, AL GRAN PRINCIPE LIMONE. (Da "Le avventure di Cipollino", di Gianni Rodari)

"In breve: Cipollone fu condannato a stare in prigione per tutta la vita, anzi, fin dopo morto, perchè nelle prigioni del Principe Limone c'era anche il cimitero.
Cipollino lo andò a trovare e lo abbracciò:

_ Povero babbo! Vi hanno messo in carcere come un malfattore, insieme ai peggiori banditi!
_ Figlio mio, togliti quest'idea dalla testa, _ gli disse il babbo affettuosamente. _ In prigione c'è fior di galantuomini.
_ E cos'hanno fatto di male?
_ Niente. Proprio per questo sono in prigione. Al Principe Limone non piace la gente per bene.
Cipollino riflettè e un momento e gli parve di aver capito.
_ Allora è un onore stare in prigione?
_ Certe volte sì. Le prigioni sono fatte per chi ruba, per chi ammazza, ma quando comanda il Principe Limone chi ruba e ammazza sta alla sua corte e in prigione ci vanno i buoni cittadini.
_ Io voglio diventare un buon cittadino,_ decise Cipollino _ ma in prigione non ci voglio finire. Anzi verrò qui e vi libererò tutti quanti."

venerdì 13 maggio 2011

L'ape Gaia.

Ape e lavanda.


 Vola in alto l' ape Gaia,
nera e gialla, va con gioia.

Saltellando su ogni fiore,
si riposa tra le more.

Succhia il nettare a volontà,
per far miele in quantità.

Va tra siepi coi suoi amici,
si diletta, tormenta mici.

Sopra i prati vola lenta
sol tra i fiori è contenta!

Nadia Scarnecchia

mercoledì 11 maggio 2011

Sindrome di Asperger. Progetto: "MARE FORZA NOI!"



Il progetto, nell’ambito delle Iniziative dello Gnomo Aspirino, vuole promuovere la possibilità
di far vivere e sperimentare ai ragazzi con Sindrome di Asperger, situazioni educative a contatto
con l’ambiente marino capaci di incidere dal punto di vista relazionale, psicologico e formativo
attraverso interventi in piccolo gruppo.

Consultare il sito dello Gnomo Aspirino (Ugo Parenti), per prenotazioni e o informazioni: http://www.gnomoaspirino.it/




Il progetto sarà articolato in tre momenti:
1. Primo incontro teorico d’informazione e d’istruzione “a terra” di una giornata tra il personale de
“I Tetragonauti” e i nostri ragazzi, da svolgere, eventualmente, anche a Torino;
2. Primo week-end teorico/pratico (Venerdì – Sabato e Domenica) a Genova a bordo, per valutare
reazioni e capacità di adattamento dei partecipanti;
3. Crociera vera e propria da svolgere in Settembre, per una durata da definirsi.
Tale esperienza potrà essere proposta anche in modo ripetuto nel tempo, abbassando così anche i costi.

DESTINATARI
Otto/nove persone (quattro coppie + Educatore nostro oppure 3 nuclei familiari da 3, con sorella
o fratello annesso).

PERIODO
Preparazione a terra: Torino, 8 Aprile 2011
Prova Navigazione: Genova 14 e 15 Maggio 2011
Crociera: 5 giorni, entro il 9 Settembre 2011

OBIETTIVI
- provare nuove forme di divertimento, diverse da quelle comuni e da condividere insieme;
- apprezzare la scoperta di nuove persone, luoghi ed attività;
- sperimentare percorsi di autonomia e orientamento;
- condividere, attraverso figure educative e tecniche, il piacere e le emozioni dell’esperienza
in mare; vivendola da protagonisti e favorendone la rielaborazione attraverso il racconto e la
documentazione;
- acquisire, attraverso il piacere della “vacanza”, competenze nautiche e marinaresche;
- apprendere nuove forme di rapporto tra uomo e ambiente attraverso l’educazione ambientale
e la conoscenza del mare;
- vivere il gruppo e la barca quali luoghi privilegiati del fare collaborativo e della
sperimentazione del rapporto con regole, compiti, ruoli e responsabilità;
- offrire ai genitori esperienza anche formative e di sostegno al loro ruolo.

LE ATTIVITÀ A BORDO
possono essere previste diverse attività:
 apprendimento di elementi tecnico – pratici relativi alla navigazione a vela;
 avvistamento grandi cetacei, tartarughe marine, delfini;
 osservazione dell’ambiente marino, conoscenza della flora e della fauna ittica in
Mediterraneo;
 navigazione notturna;
 approdi e/o pernottamenti in rada;
 percorsi strutturati verso l’autonomia; in particolare attraverso la partecipazione a tutte le
attività di bordo (dalla cucina, alla pulizia, al governo della nave) ogni partecipante potrà
acquisire competenze spendibili anche nella vita quotidiana;
 per gli adulti occasioni di confronto, condivisione, riflessione sull’esperienza;
 per i ragazzi stesura del diario di bordo/attività che favoriscano la rielaborazione attraverso
la narrazione e la documentazione delle giornate.

I COSTI
Costo per coppia al giorno per la permanenza a bordo: 150,00 Euro.
(Nel caso di partecipazione totalmente privata).

venerdì 6 maggio 2011

Cosa fa un educatore socio-culturale?



Vorrei condividere con tutti i lettori quest'interessante spiegazione concernente la professione dell'educatore socio-culturale (tratta da: Atlante delle professioni _ Informalavoro, Torino. http://www.comune.torino.it/lavoro/num18_10/06.htm), perchè dal confronto con colleghi, abbiamo inteso che non è chiaro per molti, quale sia il nostro ruolo e  in che ambito possiamo lavorare. 
E' una professione che consente di mettersi in gioco, di crescere, di scoprire proprie mancanze, molto gratificante e certe volte difficile. Una PROFESSIONE a tutti gli effetti.

Continua la presentazione delle schede dei profili professionali descritte nell'Atlante delle Professioni
Chi è?
L’educatore socio-culturale promuove la crescita personale, l’inserimento e la partecipazione sociale, accompagna i gruppi, le comunità e le singole persone a sviluppare le potenzialità ludiche, culturali, espressive e relazionali. Tra gli aspetti caratterizzanti la sua attività vi sono: l’ideazione, l’organizzazione e la gestione di interventi educativi, sociali e culturali rispondenti ai bisogni individuali; l’organizzazione di luoghi di socialità; la consulenza personale; la mediazione dei conflitti, in tutti gli ambiti in cui è possibile favorire l’incontro tra persone e gruppi e far crescere le loro capacità di partecipare attivamente alla vita sociale.
L’educatore socio-culturale a differenza dell’educatore professionale non può operare in progetti e servizi educativi e riabilitativi in ambito socio-sanitario rivolti a persone in difficoltà: minori, tossicodipendenti, alcolisti, carcerati, disabili, pazienti psichiatrici e anziani.
Quali norme regolano la professione?
La professione dell’educatore socio-culturale nella Regione Piemonte è disciplinata dalla Legge Regionale n. 1 del 2004 “Norme per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento”.
Altre norme che regolano il settore sono:
  • Decreto legislativo 112/1998: introduce l’espressione “professioni sociali”.
  • Legge Quadro 328/2000: riforma del comparto sociale.
Che cosa fa?
  • analizza i bisogni del territorio attraverso analisi di studi e confronti con gli attori sociali;
  • progetta servizi e interventi volti a soddisfare i bisogni individuati;
  • organizza gli interventi educativi pianificando le attività attraverso il confronto con il committente;
  • realizza attività educative rivolte a target differenti;
  • rendiconta le spese sostenute per lo svolgimento delle attività, producendo la documentazione richiesta dal committente;
  • valuta l’intervento educativo, dal progetto al servizio erogato, in base agli obiettivi posti in fase di progettazione;
  • attiva reti territoriali facendosi portavoce dei bisogni.
Dove lavora?
  • luoghi di animazione per bimbi e ragazzi (ludoteca, spazio gioco, spazio famiglia, babyparking, nido d’infanzia, nido familiare/micronido, centro estivo, centro incontro giovani, laboratorio extrascolastico);
  • luoghi di animazione per anziani (centro/residenza per anziani, casa di riposo, comunità diurna/comunità alloggio, soggiorno estivo);
  • luoghi di animazione territoriale e promozione socio-culturale (servizi di agenzia di sviluppo territoriale e di centro di quartiere, centro culturale, ente di promozione culturale, museo, centro aggregazione
    giovanile e centro di animazione territoriale).
Le strutture in cui l’educatore socio-culturale opera possono essere pubbliche, private e del terzo settore, residenziali e semi residenziali, preposte a sviluppare attività di vita comunitaria sia occasionale sia permanente, con finalità preventiva e di integrazione sociale.
In particolar modo si annoverano tra gli altri: centri gioco, centri per le famiglie, centri di promozione territoriale di quartiere, centri culturali e interculturali, centri o residenze per gli anziani, musei, biblioteche, scuole, residenze protette, centri di cura.
Nelle strutture residenziali o semiresidenziali l’educatore socio-culturale solitamente lavora in team e risponde al responsabile della struttura; il suo tempo lavoro può essere organizzato in turni anche notturni.
Nel caso di progetti educativi sul territorio gli orari sono più flessibili e beneficia di un livello di responsabilità e autonomia maggiori, riferendo comunque al coordinatore di progetto o al responsabile del servizio.
Quali sono le condizioni di lavoro?
L’educatore socio-culturale svolge la propria attività solitamente come socio lavoratore, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, in cooperative sociali, ma a volte può intraprendere la carriera in qualità di lavoratore autonomo aprendo la Partita IVA.
Per progetti non riconducibili alle attività in strutture residenziali o semiresidenziali, si fa ricorso a contratti a termine, mentre le figure che ricoprono ruoli dirigenziali o amministrativi godono di maggiore stabilità occupazionale.
L’orario di lavoro dipende dal tipo di attività realizzata in relazione all’utenza coinvolta.
Generalmente, l’educatore socio-culturale deve essere disposto a svolgere attività di diversa natura, sia rivolte all’utenza sia di tipo amministrativo.
Opera in ambienti organizzativi in cui solitamente le mansioni e i ruoli non sono rigidamente definiti e possono variare in base al tipo di utenza e al tipo di intervento che si realizza. Per tale motivo, l’approccio al lavoro dovrebbe essere improntato alla disponibilità e alla flessibilità operativa e connotato da un’elevata motivazione personale. In questa area di professionalità, per le criticità che si possono incontrare nelle relazioni con gli utenti, il turn over può risultare elevato. L’educatore svolge le propria attività in modo integrato con altre figure professionali coinvolte nel servizio erogato.
Formazione e sviluppo professionale
Per esercitare la professione, costituisce titolo di ingresso il possesso del diploma di laurea in Scienze dell’Educazione, curriculum Educatore professionale socio-culturale o lauree con contenuti formativi analoghi (es. laurea triennale del corso interfacoltà in Educatore Professionale).
Oltre al percorso formale richiesto è apprezzata una precedente esperienza lavorativa o volontaria sul campo e una innata capacità all’ascolto e alla relazione.
Dopo un periodo di inserimento della durata di qualche mese (variabile in funzione delle politiche del personale delle organizzazioni), solitamente l’educatore socioculturale è stabilizzato nell’impiego con l’assunzione a tempo indeterminato. (Non sempre, perchè anche questa professione risente degli andamenti del mercato)
Con il passare del tempo, attraverso l’acquisizione di esperienza sul campo e di competenze gestionali, può in alcuni contesti organizzativi (strutture residenziali, semiresidenziali, cooperative sociali, ecc.) assumere ruoli di responsabilità e coordinamento.
A livello di mansioni può svolgere attività di progettazione in risposta a bandi pubblici oppure occuparsi della formazione o del tutorato dei nuovi educatori e del loro affiancamento nel team di lavoro.
Sul sito www.atlantedelleprofessioni.it puoi guardare i video e trovare altri specialisti e tecnici nelle professioni sociali (es. educatori, orientatori, assistenti sociali, tecnici dei Centri per l’impiego):
  • Assistente sociale
  • Educatrice ed Educatore professionale
  • Orientatrice e Orientatore

mercoledì 4 maggio 2011

La costruzione di ambienti modificanti.

Illustrazione di Nicoletta Costa.

Uno dei pilastri del metodo Feuerstein è la costruzione di ambienti modificanti.
Un ambiente è modificante, quando stimola al cambiamento, ossia  quando le figure educative di riferimento credono fermamente nella possibilità della modificabilità umana, sanno vedere nel discente un individuo in divenire e con delle potenzialità.
Perchè un intervento di potenziamento cognitivo sia realmente efficace, non è sufficiente un mediatore sensibile, ma è necessario che la scuola, la famiglia ed i diversi contesti sociali in cui il soggetto interagisce, sappiano riconoscerlo come modificabile e si relazionino con lui di coseguenza.
L'ambiente modificante è un contesto scevro da pregiudizi, aperto verso le novità, un ambiente richiedente, che tenga conto della personalità e dei bisogni dell'individuo con cui interagisce, il luogo dell'ottimismo pedagogico.

Per una maggior consapevolezza, Vi invito alla lettura dell' interessante articolo della Professoressa Paola Vanini, docente, ricercatrice presso l'IRRE, Emilia Romagna e responsabile del Centro Autorizzato Feuerstein IRRE, Emilia Romagna:
http://www.orientamentoirreer.it/sites/default/files/feuerstein/2006%20numero%20IE%202%20vanini.pdf

martedì 3 maggio 2011

Mediazione della ricerca, della pianificazione e del conseguimento degli scopi.

Sarah Kay.

"La nostra meta non è mai un luogo dove andare, ma un modo nuovo di vedere le cose." H. Miller

"...la mediazione (è orientata a) sviluppare la capacità del bambino di rimandare una gratificazione immediata, per scegliere obiettivi a lungo termine e pianificare le strategie per raggiungerli." [Tratto da: R. Feuerstein, Y. Rand, R. Feuerstein, in collaborazione con N. Laniado e G. Pietra (2005). La disabilità non è un limite. Se mi ami, costringini a cambiare. Firenze, Libri Liberi]

Perchè il bambino divenga capace di progettare, di prefissarsi un obiettivo ed orientare le proprie azioni verso questa meta, è necessaria la guida sensibile di un adulto.
L'educatore deve aiutare il bambino a sviluppare il senso di una dimensione futura, a porsi delle mete e guidarlo nel formulare ipotesi su ciò che potrebbe essere.
Il bambino, stimolato dall'educatore, deve porsi degli obiettivi, valutare le priorità, pianificare le tappe, scegliere le strategie necessarie per conseguirli. Un intervento educativo che tenga conto di questi aspetti, contribuisce allo sviluppo dell'immaginazione, del pensiero ipotetico, della capacità di confrontare e di valutare le conseguenze degli eventi. Il mediatore deve spiegare al bambino che talvolta si rivela necessario rivedere le strategie o che certi obiettivi vanno rivisitati, qualora ne sopraggiungano di prioritari.

Creatività d'autunno: l'uva.

  G. ama molto creare, fare l'attività, come dice lei. Io sono ben felice di proporle spunti, sebbene confesso che per m...