martedì 3 maggio 2011

Mediazione della ricerca, della pianificazione e del conseguimento degli scopi.

Sarah Kay.

"La nostra meta non è mai un luogo dove andare, ma un modo nuovo di vedere le cose." H. Miller

"...la mediazione (è orientata a) sviluppare la capacità del bambino di rimandare una gratificazione immediata, per scegliere obiettivi a lungo termine e pianificare le strategie per raggiungerli." [Tratto da: R. Feuerstein, Y. Rand, R. Feuerstein, in collaborazione con N. Laniado e G. Pietra (2005). La disabilità non è un limite. Se mi ami, costringini a cambiare. Firenze, Libri Liberi]

Perchè il bambino divenga capace di progettare, di prefissarsi un obiettivo ed orientare le proprie azioni verso questa meta, è necessaria la guida sensibile di un adulto.
L'educatore deve aiutare il bambino a sviluppare il senso di una dimensione futura, a porsi delle mete e guidarlo nel formulare ipotesi su ciò che potrebbe essere.
Il bambino, stimolato dall'educatore, deve porsi degli obiettivi, valutare le priorità, pianificare le tappe, scegliere le strategie necessarie per conseguirli. Un intervento educativo che tenga conto di questi aspetti, contribuisce allo sviluppo dell'immaginazione, del pensiero ipotetico, della capacità di confrontare e di valutare le conseguenze degli eventi. Il mediatore deve spiegare al bambino che talvolta si rivela necessario rivedere le strategie o che certi obiettivi vanno rivisitati, qualora ne sopraggiungano di prioritari.

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