martedì 30 novembre 2010

La pedagogia della mediazione.

Opera di Tiziana Rinaldi.



"Tutti gli uomini per loro stessa natura desiderano imparare."
Aristotele


I primi studi sull'apprendimento umano risalgono agli inizi del 1900. Proprio in quel periodo furono studiate le finalità del pensiero: " il fine del pensiero è giudicare l'azione e l'effetto di un'idea è più importante della sua  causa". La psicologia affrontò il tema dell'apprendimento con il comportamentismo. Secondo questa corrente psicologica l'uomo avrebbe dovuto essere principalmente un organismo biologico, che si sarebbe adattato all'ambiente di vita, quindi l'apprendimento avrebbe avuto essezialmente una funzione adattiva. Il soggetto avrebbe risposto passivamente agli stimoli ambientali, secondo una formula meccanica, che esprimeva che ad ogni Stimolo sarebbe corrisposta una Risposta.


                    S - R

Anche la corrente di pensiero Gestaltista si interessò al tema dell'apprendimento, sostenendo che questo fosse un'intuizione dell'individuo che coglie  un insieme di relazioni. Questa teoria, però era insufficiente per comprendere come mai alcuni soggetti avessero difficoltà o ritardi nell'apprendere, nè spiegava le tappe di questo delicato ed importante processo.
Al tema in questione si avvicinò anche la psicanalisi, studiando i rapporti esistenti tra l'apprendimento e la motivazione. Secondo il pensiero psicanalitico, gli individui possono imparare solo ciò a cui danno un significato e verso cui sono motivati, da ciò si evince che uno dei principali obiettivi dell'educatore è creare la motivazione ad apprendere.
Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale in ambito psicologico  si sviluppò la corrente di pensiero cognitivista, che studiava in maniera minuziosa l'architettura dei processi mentali; la mente umana è stata dunque assimilata ad un calcolatore che risponde all'impulso, elabora l'informazione e fornisce una risposta.
Un'importante svolta agli studi sull'apprendimento arrivò da Piaget e Vygotskji. Piaget, studiò lo sviluppo cognitivo del bambino, rielaborò la formula comportamentista (S-R), mutandola in:


S - O - R

Secondo tale formula O è l'Organismo che apprende, quindi lo Stimolo arriva all'Organismo che dopo aver elaborato con l'intelletto e l'intervento della variabile emotiva, fornisce una Risposta. L'individuo nel processo di apprendimento non ha un ruolo  passivo: il soggetto impara interagendo con il mondo.
Il limite di Piaget è stato quello di vincolare gli stadi dello sviluppo alla genetica, ritenendoli rigidi e sequenziali, senza rendersi conto dell'importanza che l'educazione avrebbe potuto avere per lo sviluppo cognitivo del soggetto.
Il percorso intrapreso da Piaget, venne continuato da Vygotskji, che introdusse il concetto di potenziale di sviluppo, spiegando che non è tanto importante quanto il soggetto sa fare, quanto quello che saprà fare opportunamente guidato dal mediatore. 
Un'altra figura di spicco per gli studi sull'apprendimento, che si collocò sulla scia di Vygotskyi fu quella di Bruner, che soseneva l'importanza della figura dell'adulto per insegnare al soggetto ad apprendere. Quindi si arrivò ad un nuovo modello di apprendimento:

S - M - O - M - R

appare la figura del Mediatore, che si interpone tra lo Stimolo e l'Organismo e tra l'Organismo e la Risosta.
Feuerstein, sulla base delle teorizzazioni sopraccitate, propone in fine, il seguente modello: 

S - H  - O - H - R

Questo schema sostituisce alla M di Mediatore la H di Human, per indicare che il mediatore  deve sempre essere l'uomo, insostituibile da qualunque strumento elettronico. C'è un interazione tra l'Organismo che apprende e l'Human, che media. Il mediatore è un filtro, tra il soggetto che apprende e la realtà esterna. L'individuo può imparare dall'esposizione diretta agli stimoli ambientali, ma soprattutto per i soggetti più svantaggiati, l'apprendimento è più efficace se c'è un mediatore, che insegna al soggetto ad imparare, così che quest'ultimo possa  farlo autonomamente. 
Il primo mediatore della vita di un bambino è la figura materna, non è necessario che questa abbia un elevato livello di istruzione, perchè nella prima fase dell'infanzia i contenuti non sono fondamentali per lo  sviluppo dell'intelligenza dell'individuo. E' importante che la  madre sappia parlare con il bambino.
Secondo Reuven Feuerstein la madre mediatrice è rilevante, perchè l'affettività ha una valenza cognitiva. "La mediazione è dunque una medaglia a doppia faccia: si realizza con un rapporto affettivo, ma produce  anche effetti cognitivi."

(Dalla tesi di laurea triennale in Scienze dell'educazione di Nadia Scarnecchia, materia Pedagogia Sperimentale: "La teoria della modificabilità cognitiva strutturale secondo Reuven Feuerstein", relatore Prof. R. Trinchero)

sabato 20 novembre 2010

Giornata Mondiale sui Diritti dell'Infanzia.


Il 20 novembre del 1989 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, approvò la Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia. In base ai punti sanciti nella convenzione, il bambino non è più solo oggetto di tutela, ma è soggetto di diritti quali: il diritto alla vita, alla tutela sanitaria, il diritto ad esprimere la propria opinione e ad essere informato, il diritto al nome, alla nazionalità, all'istruzione, al gioco e alla tutela da tutte le forme di sfruttamento ed abuso.

In omaggio all'Infanzia, vi invito alla lettura della poesia di Loris Malaguzzi:

Invece il cento c'è.
Il bambino
è fatto di cento.
Il bambino ha
cento lingue
cento mani
cento pensieri
cento modi di pensare
di giocare e di parlare
cento sempre cento
modi di ascoltare
di stupire di amare
cento allegrie
per cantare e capire
cento mondi
da scoprire
cento mondi
da inventare
cento mondi
da sognare.
Il bambino ha
cento lingue
(e poi cento cento cento)
ma gliene rubano novantanove.
La scuola e la cultura
gli separano la testa dal corpo.
Gli dicono:
di pensare senza mani
di fare senza testa
di ascoltare e di non parlare
di capire senza allegrie
di amare e di stupirsi
solo a Pasqua e a Natale.
Gli dicono:
di scoprire il mondo che già c’è
e di cento
gliene rubano novantanove.
Gli dicono:
che il gioco e il lavoro
la realtà e la fantasia
la scienza e l’immaginazione
il cielo e la terra
la ragione e il sogno
sono cose
che non stanno insieme.
Gli dicono insomma
che il cento non c’è.
Il bambino dice:
invece il cento c’è.

giovedì 18 novembre 2010

Associazione Missione Autismo

L'Associazione Missione Autismo, è costituita  da genitori con figli autistici ed è responsabille del sito: www.amaautismo.altavista.org , dove sono pubblicate testimonianze, articoli, corsi di formazione e attività.

Una recente iniziativa in vista della fine dell'anno è la creazione di un calendario.
Quella che segue è la lettera di presentazione di Paola Bombaci, presidente dell'Associazione AMA.

"I calendari dell'Associazione Missione Autismo sono pronti. 
Perchè acquistarli:
1. per sensiblizzare e sensibilizzare gli altri sulle problematiche dell'autismo, guardandolo attraverso gli occhi dei nostri meravigliosi figli
2. per aiutare questa associazione di genitori a creare qualcosa per il presente ed il futuro dei nostri figli,
perchè siamo nel TERZO MONDO dei servizi:
i nostri figli NON HANNO CENTRI SPECIALIZZATI IN CUI FARE TERAPIA
i nostri figli hanno una patologia CHE POCHI SANNO TRATTARE E TANTI CON IGNORANZA SI PERMETTONO DI GIUDUCARE
i nostri figli  spesso FREQUENTANO SCUOLE DOVE NON SONO INTEGRATI E NON IMPARANO NULLA
i nostri figli spesso NON VEDO RICONOSCIUTO IL DIRITTO ALL'EDUCAZIONE (non ci sono educatori che sostengano il lavoro nelle famiglie)
i nostri figli NON HANNO ACCESSO ALLE CURE ADEGUATE, MA SOLO A TRATTAMENTI FARMACOLOGICI
Speriamo in futuro di dimostravi che siamo stati capaci di creare qualcosa di grande per tutta la comunità, ma per ora abbiamo bisogno del TUO AIUTO!
GRAZIE
Cari saluti
Paola Bombaci
Presidente Associazione Missione Autismo "

Per informazioni e contatti rivolgersi a: 
Associazione Missione Autismo Onlus
Via Goito, 12 - 14100 Asti (AT) - ama@amaautismo.com - www.amaautismo.com
Paola Bombaci 340.7288024 (AT)
Gianmaria Venturini 335.483457 (CN)
Olivia Iuroaea 388.1704681 (TO)
Sito di riferimento: www.emergenzautismo.org

mercoledì 17 novembre 2010

Apprendimento ed emozioni.




"S'impara soltanto divertendosi."
Anatole France, Il delitto di Sylvestre Bonnard, 1881

Per alcuni studenti l'apprendimento è spesso fonte di noia o di ansia, che non sono gli stati d'animo migliori per imparare con successo e trovare piacevole quanto si deve fare.
Mihaly Csikszentmihalyi, psicologo, definisce col nome di flusso lo stato emotivo in cui si ottengono le migliori prestazioni in ambito sportivo, scolastico, artistico. E'la situazione in cui le emozioni sono canalizzate, energizzanti ed il soggetto si cimenta con "compiti"che assorbono completamente il proprio interesse, provando piacere, non preoccupandosi più dalla prestrazione, ma trovando la motivazione in quello che sta facendo, è un momento di totale dedizione al compito.
Il flusso è ragiungibile con maggior facilità, quando la persona svolge attività che non risultano essere eccessivamente banali da causare noia, ma nemmeno così complesse da determinare ansia. 
Gardner, lo psicologo che teorizzò le intelligenze multiple, approfondisce questo discorso generalizzandolo all'ambito scolastico. Per promuovere un apprendimento significativo la scuola ed i docenti dovrebbero comprendere i talenti, le attitudini degli studenti, puntando sui punti di forza del soggetto, affinchè provi piacere e dedizione in quello che fa.
Un ragazzo che fa esperienza del flusso durante l'esecuzione di un'attività è maggiormente motivato nel migliorare le propie prestazioni, perchè sperimenta il successo e ragionando su questo aumenta il senso di competenza, tutto ciò lo predisporrà ad accettare nuove sfide, anche negli ambiti in cui incontra più difficoltà.
Riflettendo su questo, si evince  quanto sia importante che la scuola ed il mondo dell'educazione promuovano le individualità (non l'inividualismo), affinchè ogni persona possa imparare quali siano i propri interessi, coltivandoli, provando piacere nell'apprendere nuove cose.
Per approfondire il tema dell'intelligenza emotiva si consiglia la lettura di: "Intelligenza emotiva. Che cos'è. Perchè può renderci felici." di Daniel Goleman  

Gioco e creatività.

Creazioni con pasta di sale: la merce del mercatino! ;)


Le giornate invernali sono lunghe e tediose, ancor di più per i bambini "costretti" dalla pioggia  tra le mura domestiche o all'interno di strutture educative, quindi è importante proporre loro attività divertenti e costruttive, affinchè attraverso il gioco possano sperimentare situazioni sociali, esercitare la cognizione, sviluppare la creatività, la manualità e tanto altro.
Una  proposta è quella di "giocare al mercato". Per fare questo gioco servono: un banco per esporre la merce, oggetti da venderere, contenitori o scatole e i soldi. Però il mercato-gioco dei vostri bimbi dovrà essere un mercato speciale, perchè dovranno essere proprio loro con la vostra guida, mai eccessivamente intrusiva (nel rispetto della loro creatività ed individualità), a costruire quanto serve.


Il banco delle vendite: potrebbe essere il tavolo della scrivania, il piano di un baule, il dorso di robusti scatoloni, sui quali riporrete una tovaglia o uno strofinaccio.

La merce: la creazione dei prodotti da vendere è una delle fasi maggiormente creative. Potreste creare ortaggi, frutta o pasticcini utilizzando la pasta di sale o il das. Proponete  ai vostri bimbi di osservare gli ortaggi o i frutti che avete in casa, quindi descriveteli insieme, analizzando forma, colore, dimensione, consistenza, toccateli, magari annusateli, perchè il mondo si impara a conoscere attraverso i cinque sensi. Quindi con del materiale manipolabile create carote, melanzane, mele, pompelmi e tanto altro. Successivamente potrete dipingere le forme con i colori adeguati.
Questa divertente attività, oltre ad essere un momento di interazione e condivisione, per i vostri bimbi sarà un'occasione per osservare, descrivere, confrontare, elaborare rapresentazioni mentali, sviluppare la manualità (utile  sia per la motricità fine, sia perchè le attività manipolative  aiutano a dirigere l'aggressività) e la creatività.

I soldi: perchè sia tutto realistico è necessario pagare la merce e dare il resto.
Proponete ai vostri bimbi di osservare le banconote vere, quindi con fogli, matite, colori,  forbici dalla punta arrotondata potrete riprodurne di simili. Per quanto concerne le monetine, osservate insieme le monete vere, descrivetele e disegnatele su cartoncino che poi ritaglierete.
La creazione e l'uso delle monete, per i bimbi più grandicelli, può essere un'occasione per esercitare le abilità di calcolo, in maniera divertente.

Per terminare la creazione del mercatino, procuratevi delle scatole, affinchè i bimbi classifichino i prodotti da vendere, e un contenitore per i soldini (sarà la cassa).

Buon divertimento!

domenica 14 novembre 2010

La dislessia tra i banchi del liceo.

Illustrazione di Tiziana Rinaldi


Vorrei sottoporre alla Vostra attenzione la lettera di una mamma, pubblicata sul Corriere della Sera in data 13/11/2010 e la risposta di Isabella Bossi Fedrigotti.

"Gentilissima signora Fedrigotti, possiamo accantonare per un momento le piste ciclabili, gli scavi interminabili dei parcheggi, le ruote panoramiche, per parlare nuovamente del disagio di alunni portatori di Dsa? Nella nostra bella Milano, nei nostri rinomati licei quale è il prezzo da pagare per chi ha la sfortuna di essere dislessico conclamato? Il prezzo è quello che ragazzi normo intelligenti sono costretti a pagare perché non sono accettati da professori che non vogliono sentire parlare di dislessia poiché per loro è un intralcio. Si liquidano i genitori dicendo che il liceo «tal de' tali» ha obiettivi alti e quindi il figliolo è tagliato fuori, meglio che cerchi un altro indirizzo o un altro istituto. Dandogli praticamente del deficiente, non applicano le norme compensative (dicendo di averlo fatto) tanto chi può contraddire e contestare il loro operato? I danni che questo atteggiamento provoca sono devastanti sull'autostima che crolla miseramente, ma anche gli anni scolastici persi danneggiano la psiche dei ragazzi che si sentono prima incompresi e dopo inadeguati. I professori che disattendono l'applicazione della nuova legge vigente dovrebbero stare molto attenti poiché, prima o poi, a pagare un prezzo elevato per incompetenza saranno proprio loro. Avevo già scritto l'anno scorso, ero speranzosa, ma con l'ennesimo cambio di professori tutto è precipitato miseramente. Spero che voi come Corriere possiate fare arrivare in alto le mille voci - frustrate e impotenti - dei ragazzi che soffrono di dislessia.
Liliana

Possiamo accantonare, certo, per parlare del problema delle dislessia. Si sa, purtroppo, che una parte dei professori ancora incontra difficoltà con gli studenti che ne soffrono, scambiandola magari con poca voglia di impegnarsi, ragione per cui molti genitori sono indotti a cambiare scuola ai loro figli, in cerca di un sistema d'insegnamento diverso nonché di insegnanti che i dislessici, li sappiano, invece, accogliere e sostenere. Qualcuno trova rifugio in scuole private, altri in istituti meno rampanti. Non molti sono quelli che tengono duro là dove non c'è sufficiente attenzione per il problema. Detto questo - e il mio discorso ha carattere del tutto generale - le iscrizioni di quest'anno confermano che la corsa ai licei non accenna a diminuire. E sono di solito i genitori a imporre questa scelta che ha per unico sbocco l'università, spesso in spregio alle effettive capacità dei ragazzi. Mentre ci sono ottimi istituti tecnici e professionali dagli innumerevoli orientamenti che, tra l'altro, scongiurano lo spettro della disoccupazione meglio di vari tipi di facoltà universitarie.
Isabella Bossi Fedrigotti (ibossi@corriere.it)"



Confido nella Vostra collaborazione, affinchè questa lettera  possa circolare, non per creare pregiudizio o diffidenza verso i docenti, ma perchè sia un utile spunto di riflessione per gl'insegnanti, per genitori e per gli alunni.
Questo è il mio parere, chiaramente opinabile, in quanto riflessione personale e non verità assiomatica:

"Penso che gli insegnanti debbano essere prima di tutto educatori sensibili, poi anche promotori di sapere. E' doveroso e rispettoso permettere ai ragazzi con D.S.A. l'uso degli strumenti compensativi e dispensativi, oltretutto si è "lottato" tanto per arrivare a questo traguardo. E' chiaro che la presenza in classe di un ragazzo con D.S.A. costringe il docente a rivedere alcune modalità didattiche, ma chi sceglie il mestiere di docente deve essere consapevole che gli studenti non sono tutti uguali ed ognuno ha i suoi modi di apprendere, una differente sensibilità, interessi diversi.
E' giusto che qualora un ragazzo non dovesse essere portato o non avesse interesse nei confronti del liceo, il genitore non lo spinga a frequentarlo (ma questo rientra nell'ambito del rispetto dell'individualità), però la discriminante a mio avviso non deve essere l'avere un D.S.A. o non averlo."

venerdì 12 novembre 2010

Filastrocca della sera.

"Notte stellata" di Van Gogh.

Filastrocca della sera,
l' uomo recita la preghiera,
il lupo ulula alla luna
l'avaro conta la fortuna.

Filastrocca della sera,
dedicata ad ogni bandiera,
la Luna veglia la Terra
illuminando colui che erra.

Filastrocca della sera,
fa paura a chi dispera,
quando il gufo sta sul ramo
la vecchia cessa il suo ricamo.

Filastrocca della sera,
attesa dai giovani di quest'era,
a Bagdad scoppia la bomba,
ma nel night club si balla la samba.

Filastrocca della sera,
si consuma la candela,
mentre ruota il Pianeta
il bimbo sogna la Cometa.

Nadia Scarnecchia

mercoledì 10 novembre 2010

12 novembre 2010: porte chiuse, luci accese sulla cultura.


"La cultura rende un popolo facile da guidare, ma difficile da trascinare; facile da governare, ma impossibile a ridursi in schiavitù."
Henry Brougham

Il 12 novembre 2010 avrà luogo la mobilitazione nazionale a difesa del diritto alla cultura, promossa da Federculture, la federazione delle aziende dei servizi pubblici locali e da ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani, con il sostegno del FAI, Fondo Ambiente Italiano.
La mobilitazione intende sensibilizzare e protestare contro i consistenti tagli e le manovre che ostacoleranno le politiche culturali locali e nazionali.
Aderiranno alla giornata biblioteche, musei, siti archeologici, strutture culturali e dello spettacolo, parchi e riserve naturali.
Questo blog si fa sostenitore della protesta.



Se (Lettera al figlio, 1910). R. Kippling

Illustrazione di Sarah Key


Educare (dal latino ex-ducere: tirare fuori) è un atto complesso, bisogna tener conto di molte variabili e le sfumature apparentemente insignificanti possono fare la differenza. Non è facile insegnare a distinguere il bene dal male, anche perchè tal volta la differenza non è così evidente e lo è ancor meno per i bambini o per gli adolescenti .
Per riflettere sull'importanza dell'educazione come strumento per rendere l'individuo un adulto indipendente, libero, con un locus of control interno, capace di mantenere i propri obbiettivi e ideali anche nelle difficoltà, rispettoso degli altri e di sè stesso, vorrei condividere con voi il testo della poesia: "Se" di Rudyard Kippling, premio Nobel per la letteratura con origini britanniche, vissuto a cavallo tra '800-'900; autore sensibile ai temi dell'infanzia anche a causa di esperienze personali.

Se (Lettera al figlio, 1910) 

Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;
Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".
Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!
Rudyard Kipling


martedì 9 novembre 2010

Chi pensa?

L'illustrazione è "Diritto al pensiero" di Francesca Salucci.



"Cogito ergo sum." Cartesio

Nei post precedenti si è parlato spesso di metacognizione e di potenziamento cognitivo, ma chi è il soggetto di queste attività? Il protagonista dei cambiamenti strutturali di cui si è parlato sino ad ora è il cervello umano, l'organo più complesso e misterioso che si conosca, da cui dipendono i movimenti volontari ed involontari, l'attività dei cinque sensi, la memoria, la comprensione e le emozioni. 
Contenuto nella scatola cranica, in esso possiamo distinguere molte aree tra cui due aree principali: la corteccia, più esterna dove risiedono le strutture atte alla cognizione e l'area subcorticale, collocata all'interno della corteccia nella parte superiore della colonna vertebrale, atta al controllo delle funzioni biologiche e dei comportamenti istintivi. La corteccia, per l'importanza delle sue funzioni occupa una porzione molto estesa del cervello e si sviluppa principalmente dopo la nascita, è divisa in più aree, da ciascuna delle  quali dipendono diverse funzioni cognitive, ciò implica che il cervello è sede di specializzazioni funzionali.
Il cervello è costituito da cellule nervose: i neuroni, intorno ai quali c'è la nevroglia, cioè quell'insieme di cellule del tessuto nervoso che occupano gli spazi tra neuroni e vasi sanguigni, ha funzione trofica e di sostegno e nell'ambito del tessuto nervoso adempie le funzioni che il connettivo svolge nei confronti di tutti gli altri tessuti. 

Il neurone.

I neuroni (ne esistono di diversi tipi), sono costituiti da un corpo centrale (detto soma), all'interno del quale si trova il nucleo contenente il D.N.A., dal corpo cellulare si diramano i dentriti, neuro-recettori che ricevono i segnali in arrivo; dal soma prosegue un lungo filamento, l'assone (rivestito di mielina) che conduce i messaggi in uscita e dala sua base si estendono i neuriti. Il punto d'incontro tra neuriti e dentriti di due cellule adiacenti si chiama sinapsi, o meglio connessione sinaptica.  
All'interno del singolo neurone la trasmissione delle informazioni avviene mediante impulsi elettrici, mentre le informazioni tra neuroni adiacenti passano attraverso il rilascio di neurotrasmettitori.
L'informazione che attraversa un elevato numero di sinapsi crea un "sentiero neuronale", al ripetersi della medesima esperienza l'informazione ripercorrelo stesso sentiero, questo processo detto facilitazione è alla base della memoria e dell'apprendimento. Per questi due fenomeni è stata rilevata l'importanza dell'ippocampo, appartenente al sistema limbico, in cui le sinapsi sono caratterizzate da maggior plasticità, cioè dalla continua capacità del cervello di plasmare se stesso.
La plasticita cerebrale, è la più grande risorsa umana, ragione per cui la genetica non può avere l'ultima parola nel determinare le capacità di apprendimento di un individuo e nucleo teorico sul quale si fondano le metodologie metacognitive.

lunedì 8 novembre 2010

Tutti a bordo - dislessia!!!

                            L'illustrazione è del Maestro Francesco Musante.

"Il solo vero errore è quello dal quale non si impara nulla" John Enoch Powell

Abbiamo già avuto modo di affrontare il tema dei disturbi specifici dell'apprendimento, coscienti di quanto queste difficoltà possano rendere sgradevole il percorso  scolastico  e quanto minino l'autostima di studenti, che con adeguati strumenti dispensativi e compensativi, sostenuti con sensibilità e consapevolezza da familiari e docenti, potrebbero intraprendere un cammino meno arduo coronando sogni e godendo dei traguardi raggiunti.
Proprio per questa ragione vorrei presentarVi il Blog: " Tutti a bordo - dislessia" ( http://tuttiabordo-dislessia.blogspot.com/ ), gestito con passione da due docenti di lettere: Francesca Storace ed Annapaola Capuano, Referenti per Dilessia e Disturbi Specifici dell'Apprendimento, socie dell'Associazione Italiana Dislessia, applicatrici del Metodo Feuerstein.
Il Blog non è destinato solo a  chi si occupa di D.S.A., ma è rivolto a tutti, perchè si avvale di strumenti didattici utilizzabili anche con la LIM, software didattici free, risorse on line e continui aggiornamenti circa il mondo della scuola e la dislessia.


Quello che segue l'articolo è un bellissimo video di presentazione del blog, buona visione!!!

http://tuttiabordo-dislessia.blogspot.com/2010/11/il-nostro-blog-in-video.html

venerdì 5 novembre 2010

Maga Sofia.


Questa qui è maga Sofia
che farà una magia,
se la incontri per la via,
presto, svelta, scappa via!

Lei si aggira per il mondo
con il viso buffo e tondo
pare quasi un mappamondo
se si arrabbia è il finimondo.

Tu non devi far la spia
che si vendica Sofia,
poi compiendo una magia
ti trasforma in arpia.

Ha la sua filosofia
e non dice una bugia,
la sua vita è la magia
ed è piena di energia.

Lei ha un bel gattone
che si chiama Gedeone
è un grosso fannullone
assai ghiotto di polpettone.

Se non sei maga Sofia
e non hai la magia
se tu vuoi scappar via
cerca e usa la fantasia.

Nadia Scarnecchia

Creatività d'autunno: l'uva.

  G. ama molto creare, fare l'attività, come dice lei. Io sono ben felice di proporle spunti, sebbene confesso che per m...