mercoledì 10 novembre 2010

Se (Lettera al figlio, 1910). R. Kippling

Illustrazione di Sarah Key


Educare (dal latino ex-ducere: tirare fuori) è un atto complesso, bisogna tener conto di molte variabili e le sfumature apparentemente insignificanti possono fare la differenza. Non è facile insegnare a distinguere il bene dal male, anche perchè tal volta la differenza non è così evidente e lo è ancor meno per i bambini o per gli adolescenti .
Per riflettere sull'importanza dell'educazione come strumento per rendere l'individuo un adulto indipendente, libero, con un locus of control interno, capace di mantenere i propri obbiettivi e ideali anche nelle difficoltà, rispettoso degli altri e di sè stesso, vorrei condividere con voi il testo della poesia: "Se" di Rudyard Kippling, premio Nobel per la letteratura con origini britanniche, vissuto a cavallo tra '800-'900; autore sensibile ai temi dell'infanzia anche a causa di esperienze personali.

Se (Lettera al figlio, 1910) 

Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;
Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".
Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!
Rudyard Kipling


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