venerdì 29 aprile 2011

Carol Jozef Wojtyla: "Esiste un qualcosa che è dovuto all'uomo perchè uomo."

Giovanni Paolo II

Il 1°maggio 2011 assisteremo alla beatificazione di Giovanni Paolo II, Carol Jozef Wojtyla, 264° vescovo di Roma e Papa.
Vorrei ricordarlo, in questi giorni non come Papa, ma in veste di educatore amato dai giovani, uomo carismatico e grande comunicatore, che disapprovò il capitalismo sfrenato e pose al centro del suo papato l'Uomo e la sua Dignità.
 
"Ci sono bisogni collettivi e qualitativi che non possono essere soddisfatti mediante i meccanismi del mercato.
Ci sono esigenze umane importanti che sfuggono alla sua logica, ci sono dei beni che, in base alla loro natura, non si possono e non si debbono vendere  o comperare.
E’ stretto dovere di giustizia e di verità impedire che i bisogni umani fondamentali rimangano insoddisfatti e gli uomini che ne sono oppressi periscano.
Esiste un “qualcosa che è dovuto all’uomo perché uomo”.
Questo “qualcosa” dovuto comporta inseparabilmente la possibilità di sopravvivere e di dare un contributo attivo al bene comune dell’umanità
."

(Giovanni Paolo II)

mercoledì 27 aprile 2011

Il pesco di nonna Era.


Mentre sboccia la primavera,
cresce il pesco di nonna Era.

Stringe la terra con profonde radici,
come si stringon le mani gli amici.

Il tronco dal gelo intirizzito,
si erge fiero e inorgoglito.

Dai rami marroni spuntan germogli,
che guardano il prato pien di conigli.

Ci saranno tra le foglie numerosi fiori,
colorato suggello di gioiosi amori.

A giugno la pianta pesche darà,
che nonna Era per te coglierà.

Nadia Scarnecchia

martedì 19 aprile 2011

1° MOVE SEMINAIO: "conoscere, comprendere e affrontare la Sindrome di Asperger". Un'iniziativa dello Gnomo ASPirino.


"Gradualmente, le persone con sindrome di Asperger imparano i codici della condotta sociale, grazie più a un’analisi cognitiva e alle istruzioni che all’istinto naturale. Devono pensare molto a quello che fanno. Di fatto, a volte si può vedere come il bambino abbia bisogno di tempo per pensare a quello che dovrebbe fare o dire; per la persona con sindrome di Asperger, è indispensabile pensare." Tony Attwood
....e lo Gnomo non si ferma mai! ;)

Ugo Parenti, che veste gli abiti dello Gnomo Aspirino, è un papà che si attiva al fine di far conoscere la Sindrome di Asperger (Disturbo Pervasivo dello Sviluppo), è creatore di un'interessante pagina web (http://www.gnomoaspirino.it/ ) dove è possibile reperire diverse informazioni e materiale riguardante questo Disturbo e sulla quale lo Gnomo pubblica le proprie iniziative.

Venerdì 3 e sabato 4 giugno 2011, presso il CENTRO POLIFUNZIONALE del comune di MONTEZZEMOLO, in provincia di CUNEO  http://www.montezemolomiele.it/HOME.html 
è previsto il 1° MOVE SEMINARIO dal titolo: "CONOSCERE, COMPRENDERE e AFFRONTARE LA SINDROME DI ASPERGER" con ISCRIZIONE GRATUITA, ma OBBLIGATORIA (entro il 31/05/2011), mandando una e mail a: eventimontezzemolo@alice.it

Durante il seminario prenderanno voce esperti del settore quali:
_G.Mario ARDUINO (psicologo, responsabile del centro autismo e sindrome di Asperger C.A.S.A. di Mondovì, ASL CN1): "Definizione di Sindrome di Asperger e strategie di intervento";
_Claudio BO (presidente AUTISMO HELP Cuneo Onlus, di Mondovì): "Problemi della vita quotidiana nel caso di un adulto con sindrome di Asperger";
_Enrico VALTELLINA (Filosofo): "Come le perone con sindrome di Asperger hanno riformulato il discorso sulle disabilità relazionali";
_Marco MASTINO: "Resoconto cinema autismo 2011";
_Pietro (vice-presidente del Gruppo Asperger Onlus): "La mia vita da Aspe";
_Paola SALVATORE (psicomotricista in consulenza con l'ASL TO3 ed Educatrice Professionale per il dipsrtimento di salute mentale dell'ASL TO1): "Luca- Percorso psicomotorio con un bambino autistico";
_Francesa VINAI (educatrice, pricologa del Centro Autismo e Sindrome di Asperger C.A.S.A. di Mondovì ASL-CN1): "Aspetti cognitivi ed interventi educativi nella Sindrome di Asperger".
_Stefania GOFFI (Referente Regionale per il Piemonte del Gruppo Asperger): "Il ruolo delle famiglie".

Sarà moderatore del dibattito Ugo PARENTI (Gnomo Aspirino).

Per un miglior servizio è prevista una navetta GRATUITA, dalla stazione F.S. di Ceva, CN.

domenica 17 aprile 2011

I giochi dei bambini della Roma antica.

 
"Fammi giocare solo per gioco
Senza nient’altro, solo per poco
Senza capire, senza imparare
Senza bisogno di socializzare
Solo un bambino con altri bambini
Senza gli adulti sempre vicini
Senza progetto, senza giudizio
Con una fine ma senza l’inizio
Con una coda ma senza la testa
Solo per finta, solo per festa
Solo per fiamma che brucia per fuoco
Fammi giocare per gioco.
"


di Bruno Tognolini, "Diritto al gioco".


In questo blog, talvolta è stato trattato il tema del gioco, parlando dell'importanza che  questo ha per lo sviluppo emotivo, cognitivo, fisico e relazionale del bambino.
I cuccioli di ogni spece imparano e sperimentano attraverso il gioco, così anche i cuccioli d'uomo hanno sempre dedicato  tempo ed inventiva a questa attività.
Per questa ragione Vi invito alla lettura del seguente articolo, che affronta il tema del gioco dei bambini nell'Antica Roma (il link è tratto da: http://piccolituristi.turismoroma.it/index.php/pagine/indice/it , un bellissimo sito, dedicato a bambini e ragazzi, che vogliono conoscere la città di Roma):

"I giochi dei bambini antichi

I bambini nell’antica Roma giocavano spesso per la strada o in piazza. I giochi e i giocattoli di un tempo erano molto semplici e fatti di materiali poveri, come legno, creta, stracci e segatura. Ma alcuni vanno di moda ancora oggi, come la palla, l’altalena, la trottola e l’aquilone. E come oggi, per i giochi di strada i bambini antichi preferivano attività di movimento. Su molte sculture e pitture romane sono raffigurati il salto della cavallina, la mosca cieca o il gioco del nascondino e quello del Cerchione, che era molto diffuso. Ecco come si giocava: camminando si teneva dritto in bilico un grande cerchio di legno e si andava avanti spingendolo con una bacchetta. Chi lo faceva cadere era eliminato. C’era poi il tiro delle noci, che venivano lanciate da lontano e vinceva chi riusciva a farle entrare in piccole buche, chiamate fossette. imageCome succede anche oggi, per strada si giocava a palla, specialmente all’harpastum: quattro o più giocatori, disposti in cerchio e tutti di spalle, dovevano lanciarsi una palla pesante piena di segatura e prenderla non era poi così facile! E le bambine portavano a spasso la loro bambola fatta di stracci. Ma alcune, più benestanti, avevano bambole sofisticate, con le braccia e le gambe snodate, che somigliano molto alle moderne Barbie. Un altro passatempo dei bambini e anche dei grandi era il gioco del tris o filetto: piccoli segni, cerchietti o croci, venivano tracciati in un quadrato diviso in caselle, che funzionava come una piccola scacchiera. E vinceva chi riusciva ad inserire tre segni uguali, prima che l’avversario bloccasse il tris con il proprio segno. Il gioco si faceva in strada o dove capitava, incidendo piccole scacchiere su tavolette, ma anche su pietre o scale di edifici. Proprio come puoi vedere sui gradini della Basilica Giulia al Foro Romano."

mercoledì 13 aprile 2011

La dignità.

 “Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell'esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell'amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il proprio dovere”. Giovanni Falcone

La scuola, la famiglia e le agenzie educative si propongono molteplici obiettivi, per condurre l'individuo verso la realizzazione di Sè stesso. Spesso il conseguimento di un obiettivo educativo è misurato semplicemente con quanto l'individuo è riuscito a imparare o con ciò che ha realizzato. Il fare diviene valore e l'individuo funzione del fare.

Io credo che sia importante ricondurre il valore all'individuo in Sè e il fare debba essere funzionale al rispetto di Sè, dell'Altro e dell'appartenere con coscienza alla società. Credo che il miglior modo per Essere individui, stare al mondo ed interagire con l'Altro sia perseguire come obiettivo la Dignità propria e altrui, sentirla come Valore e operarsi per mantenerla e conservarla. Credo che una buona educazione non possa prescindere dalla Dignità, in tutte le sue forme.


Filasrocca per la Pace.

Renè Magritte: La Grande Famiglia


Vola colomba
dove c'è la bomba,
porta la Pace
così la guerra tace.

Dispiega le ali
fa gli uomini leali,
cancella il dolore
riporta l' amore.

L' ulivo è bandiera
recita una preghiera,
disprezzi la guerra:
vuoi la Pace sulla Terra.

Nadia Scarnecchia

lunedì 11 aprile 2011

CreativaMente: "ludo ergo sum".

Opera dell'artista Tiziana Rinaldi.

"I giochi dei bambini non sono giochi e bisogna considerarli come le loro azioni più serie."
M. de Montaigne

"Ludo ergo sum", non è una delle frasi da tradurre durante l'ora di latino, ma la  filosofia perseguita dal 2002 da un'azienda italiana: CreativaMente, che coinvolge svariate figure professionali tutte dedite alla creazione di giochi educativi.
Il gioco è importante strumento di crescita per il bambino, un nobile mestiere che gli consente di conoscere la realtà, sè stesso ed il proprio modo di muoversi, sentire ed interagire nel mondo.

Per questa ragione ho scelto di condividere con Voi la scoperta di  questi giochi educativi, che si prefiggono obiettivi rilevanti per lo sviluppo del bambino, curando aspetti fondamentali, quali:

-l'apprendimento: il bambino può accrescere le proprie conoscenze giocando, divertendosi e non vivendo situazioni che potrebbero essere portatrici di ansia e quindi rendere stressante l'acquisizione di informazioni.

-L'autostima, o più propriamente la fiducia in sè stesso: giocando il bimbo si sperimenta, ha modo di relazionarsi con altri bambini, di imparare a tollerare la sconfitta (imparando a considerarla semplicemente come un evento e non come una disconferma del proprio valore, perchè quest'ultimo prescinde dall'esito della prestazione) e a gestire la vittoria, non sopravvalutandola.

-Il divertimento: condizione inseparabile da un'autentica esperienza ludica, durante la quale il bambino sceglie di intraprendere qualche cosa principalmente per il piacere del fare.

-La fisicità: il fanciullo, durante il gioco, ha modo di conoscere la realtà e farne esperienza coinvolgendo i cinque sensi e muovendosi nello spazio.

-Le regole: per giocare e divertirsi tutti è necessario comprendere le regole, il senso di queste e quindi imparare a rispettarle. Il gioco è un'ottima opportunità per grandi e piccini per comprendere quando in un mondo senza regole regni il caos ed il malcontento collettivo e di come il rispetto di regole socialmente condivise permetta una rispettosa convivenza e quindi anche di divertirsi giocando!

-La socializzazione: giocare insieme attraverso la condivisione di esperienze ed emozioni e la reciprocità,  consente il consolidamento di amicizie o di relazioni familiari.



Consultando il sito che segue: http://www.creativamentesrl.it/ è possibile conoscere vari giochi per le diverse le fasce d'età. Sono opportunità per consolidare gli apprendimenti giocando tra coetanei o interagendo con gli adulti, che  potrebbero  intervenire, se necessario, per aiutare i piccoli a riflettere sulle strategie, sui rapporti causali e su quanto stanno facendo.

sabato 9 aprile 2011

Personaggi: Hermann Ebbinghaus e la curva dell'oblio.


Hermann Ebbinghaus, nacque nel 1850 a Barmen, si laureò in Filosofia dell'Inconscio presso l'Università di Bonn.
Interessanti furono i suoi studi sull'apprendimento, nello specifico quelli che ebbero come oggetto la memoria, che furono pressochè convalidati dalle scoperte scentifiche successive.
Ebbinghaus rilevò alcune peculiarità della memoria, introducendo la nozione di "curva dell'oblio", ossia  dopo un'ora dall'apprendimento, si ricordano solo il 40% delle nozioni. Studi successivi hanno rilevato che questa quantità è variabile in relazione alle caratteristiche del materiale appreso: infatti se l'apprendimento è significativo per il discente, le informazioni trattenute possono essere superiori a quelle quantificate dal teorico in questione.
Scoperta degna di nota fu il rapporto tra l'apprendimento massivo e quello distributivo, infatti frazionare il carico di apprendimento si è rivelato più redditizio.
Ebbinghaus notò che le informazioni iniziali e finali, contenute in un testo, sono quelle di più semplice memorizzazione.
Gli studi del filosofo, si sono rivelati d'interesse educativo: è consigliabile frazionare i carichi nozionistici somministrati agli studenti (evitando improduttivi sovraccarichi), dare un significato chiaro agli apprendimenti e utilizzare appunti, mappe concettuali e mappe mentali (per chi fosse interessato al tema delle mappe come strumento di apprendimento, di organizzazione, si consiglia la consultazione del sito di Alberto Scocco, docente presso l'Università di Lettere e Filosofia di Macerata: http://www.lemappedelpensiero.it/wordpress/ ).

sabato 2 aprile 2011

Coccinella.


Coccinella piange sconsolata
ha bisogno d' esser aiutata.
Non si piace è disperata:
rossa, rossa e puntinata!

S' ode forte il singhiozzare,
messer grillo la va a consolare!
Balza e salta svelto il grillo
così arriva presto e arzillo.

-Perchè piangi cara coccinella?
Hai i puntini e sei proprio bella!-
La coccinella con un sorriso:
-dici davvero, non mi hai deriso?-

Risponde il grillo assai sgomento:
- son sincero, certo non mento!-
La coccinella: -Grazie grillo caro,
trovare un amico è sempre raro!

Son coccinella con sette puntini,
quella che amano tutti i bambini.
Per aver fortuna confidano in me,
tu sei amico, ne porterò anche a te!-

Nadia Scarnecchia

Creatività d'autunno: l'uva.

  G. ama molto creare, fare l'attività, come dice lei. Io sono ben felice di proporle spunti, sebbene confesso che per m...