domenica 25 maggio 2014

Umberto Galimberti: la nostra società ad alto tasso di psicopatia non è adatta a fare figli.




Quando circa vent'anni fa decisi di iscrivermi alla facoltà di Scienze dell'educazione, lo feci perchè in maniera più o meno conscia mi rendevo conto di quanto l'educazione fosse potente e come questa potesse incidere sul benessere di un individuo e determinasse la salute di una società. 

L'educazione, quella vera (dal latino ex ducere), tira fuori da ciascun individuo il proprio potenziale migliore, perchè possa offrirlo alla società a cui partecipa, rendendo gli uomini liberi, innanzitutto da sè stessi. 

L'atto dell'educare è carico di responsabilità: nei confronti della la persona che si educa e nei riguardi della società in cui sarà attore.

Il frutto di una buona educazione è potenzialmente un individuo che non ha comportamenti disadattivi nei riguardi di sè stesso e del prossimo, sebbene oggi più di prima l'individuo debba agire per coscienza (di Sè, dell'Altro e delle conseguenze) e non per timore di un potere espresso da diverse forme. 

L'Educazione vera non è soggetta a mode, tendenze, decaloghi falsamente rassicuranti, è molto di più del domandarsi per quanto allatto al seno o se abbia senso mettere mio figlio nel lettone. E' il frutto del sodalizio tra emozione e cognizione, quindi non può essere immanente, ma è necessariamente trascendente.

Navigando nel web, un po' di tempo fa, ho trovato quest'interessante articolo (datato 6/09/2011): http://wisesociety.it/incontri/umberto-galimberti-la-nostra-societa-ad-alto-tasso-di-psicopatia-non-e-adatta-a-fare-figli/ in cui viene esposto il pensiero del Prof. Umberto Galimberti.

"Se nei primi tre anni di vita i bambini non sono accuditi e ascoltati nel modo giusto rischiano di diventare degli analfabeti emotivi, privi di orientamento. A lanciare l'allarme è il professore di Filosofia della Storia all'Università Ca'Foscari di Venezia. Che aggiunge: per arrivare alla testa dei ragazzi bisogna prima conquistare il loro cuore." (Cit. da Wise Society, People for the future)

La nostra società potrebbe rappresentare una minaccia per l'adeguato sviluppo emotivo delle nuova generazioni, non favorendo lo  sviluppo di mappe emotive, rimanendo legati alla dimensione istintuale. 

"Se le mappe emotive non si formano abbiamo un rapporto squilibrato, una risonanza emotiva inadeguata  rispetto agli eventi da affrontare. (...) Questa reazione è la conseguenza della mancata presenza di mappe emotive e di risonanza di quanto accaduto. Mancanza che non ha consentito loro di riconoscere la differenza tra bene e male. Il filosofo Immanuel Kant diceva che la definizione di bene e male possiamo anche non definirla perché ognuno la comprende e la sente da sé." (U. Galimberti)

Invito ad un'attenta lettura e ad una riflessione onesta, critica ed auto critica circa quanto esposto dal professor Galimberti.

venerdì 2 maggio 2014

Così il bebè scopre il libro..

 
Da: http://www.natiperleggere.it/



"Il bambino si costruisce  un modello interno di se stesso in base a come ci si è preso cura di lui." J. Bowlby


Giorno per giorno i cuccioli d'uomo scoprono il mondo, guidati dalla mediazione della mamma, del papà e dei nonni. Veicolo di mediazione sono il tocco e la voce: potenti strumenti che la mamma ed il papà hanno a disposizione per favorire l'incontro tra il bebè ed i libri. 

Sebbene sia ormai noto che leggere ai bambini abbia importanti valenze per il potenziamento di abilità cognitive, linguistiche e favorisca il futuro apprendimento scolastico, non dobbiamo dimenticare che è la relazione l'aspetto importante che rende speciale il tempo dei libri.

Inizialmente i libri devono essere principalmente strumento di gioco e di piacere. Il cucciolo d'uomo, rannicchiatto tra le braccia di mamma o di papà, verrà incuriosito da libricini sfogliati insieme, mentre la voce adulta descrive e racconta.

I primi libri (proposti nei primi mesi di vita del bambino) devono essere piccini, facilmente manegiabili, in stoffa e materiali morbidi, caratterizzati da immagini semplici, essenziali, dai colori vivaci, senza parole o con pochissime parole. Il piccolo sarà incuriosito dalle forme, dai colori, dai materiali, ascolterà la voce che descrive assumendo toni differenti e l'adulto incoraggerà il piccolo a toccare ed esplorare i materiali.


L'Angolo dell'educatrice:

per avvicinare i piccoli al mondo dei libri sono molto interessanti le proposte editoriali di una casa editrice britannica: Usborne, specializzata in libri per bambini e ragazzi.

@ Interessanti ed apprezzati dai piccolissimi sono i morbidi libri in stoffa, come: "Amici animali."

@ Molto graziosi e da portare con sè quando si va ai giardinetti, a trovare la nonna o a fare la coda dal pediatra, sono i libri da passeggino, dotati di un anello di plastica da aggangiare al passeggino, come: "La fattoria."

@  Per i piccoli lettori che hanno acquisito maggiore padronanza dell'uso delle manine, rappresentano una divertente esperienza tattile i carezza libri, come: "Primi libri tattili. Animali."

Non dimenticate mai che il vero protagonista di questo momento dev'essere la relazione, il piacere reciproco della condivisione del tempo e dello spazio. Il messaggio che va trasmesso è l'Amore, tutti gli altri aspetti se pur pregevoli sono secondari.

Perchè proporre i libri ai bebè?
- per divertirsi insieme e condividere
- per stimolare la vista, l'osservazione, le capacità d'ascolto e attenzione
- per stimolare il tatto e la manualità
-per potenziare le abilità cognitive, il linguaggio, la memoria

E' importante la relazione ed il messaggio è l'Amore.

Creatività d'autunno: l'uva.

  G. ama molto creare, fare l'attività, come dice lei. Io sono ben felice di proporle spunti, sebbene confesso che per m...