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Umberto Galimberti: la nostra società ad alto tasso di psicopatia non è adatta a fare figli.




Quando circa vent'anni fa decisi di iscrivermi alla facoltà di Scienze dell'educazione, lo feci perchè in maniera più o meno conscia mi rendevo conto di quanto l'educazione fosse potente e come questa potesse incidere sul benessere di un individuo e determinasse la salute di una società. 

L'educazione, quella vera (dal latino ex ducere), tira fuori da ciascun individuo il proprio potenziale migliore, perchè possa offrirlo alla società a cui partecipa, rendendo gli uomini liberi, innanzitutto da sè stessi. 

L'atto dell'educare è carico di responsabilità: nei confronti della la persona che si educa e nei riguardi della società in cui sarà attore.

Il frutto di una buona educazione è potenzialmente un individuo che non ha comportamenti disadattivi nei riguardi di sè stesso e del prossimo, sebbene oggi più di prima l'individuo debba agire per coscienza (di Sè, dell'Altro e delle conseguenze) e non per timore di un potere espresso da diverse forme. 

L'Educazione vera non è soggetta a mode, tendenze, decaloghi falsamente rassicuranti, è molto di più del domandarsi per quanto allatto al seno o se abbia senso mettere mio figlio nel lettone. E' il frutto del sodalizio tra emozione e cognizione, quindi non può essere immanente, ma è necessariamente trascendente.

Navigando nel web, un po' di tempo fa, ho trovato quest'interessante articolo (datato 6/09/2011): http://wisesociety.it/incontri/umberto-galimberti-la-nostra-societa-ad-alto-tasso-di-psicopatia-non-e-adatta-a-fare-figli/ in cui viene esposto il pensiero del Prof. Umberto Galimberti.

"Se nei primi tre anni di vita i bambini non sono accuditi e ascoltati nel modo giusto rischiano di diventare degli analfabeti emotivi, privi di orientamento. A lanciare l'allarme è il professore di Filosofia della Storia all'Università Ca'Foscari di Venezia. Che aggiunge: per arrivare alla testa dei ragazzi bisogna prima conquistare il loro cuore." (Cit. da Wise Society, People for the future)

La nostra società potrebbe rappresentare una minaccia per l'adeguato sviluppo emotivo delle nuova generazioni, non favorendo lo  sviluppo di mappe emotive, rimanendo legati alla dimensione istintuale. 

"Se le mappe emotive non si formano abbiamo un rapporto squilibrato, una risonanza emotiva inadeguata  rispetto agli eventi da affrontare. (...) Questa reazione è la conseguenza della mancata presenza di mappe emotive e di risonanza di quanto accaduto. Mancanza che non ha consentito loro di riconoscere la differenza tra bene e male. Il filosofo Immanuel Kant diceva che la definizione di bene e male possiamo anche non definirla perché ognuno la comprende e la sente da sé." (U. Galimberti)

Invito ad un'attenta lettura e ad una riflessione onesta, critica ed auto critica circa quanto esposto dal professor Galimberti.

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