giovedì 31 marzo 2011

Educazione ambientale: la Terra e noi...?


"La materia vivente collega acqua, aria, terra e sole."

La Terra e la Vita su di essa sono le cose più preziose che abbiamo. Questo pare un dato così scontato da non renderci conto di quanto questi siano Beni essenziali e di come sia necessario averne rispetto.
La fame si diffonde colpendo circa 1.000.000.000 di persone: così mentre i poveri frugano tra i rifiuti per sopravviverre, noi andiamo in cerca di risorse ed energia.
Non tutelareare il nostro Pianeta, violandone l'integrità e apportando radicali cambiamenti apparentemente vantaggiosi per l'economia, finisce per danneggiare irrimediabilmente l'Ambiente e la Vita.

Con lo scopo di riflettere su questo tema vi propongo questo meraviglioso video:
http://www.youtube.com/watch?v=I1fQ-3-CEFg&feature=player_embedded

sabato 26 marzo 2011

Mediazione dell'individualità e della differenza psicologica.

Pesci rossi.

"La mediazione dell'individualità e della differenza psicologica è, per certi versi, l'opposto della condivisione. La condivisione è la fusione tra due persone, l'individualità e la differenza mettono, al contrario, l'accento su come distinguersi dagli altri." (R. Feuerstein, Y. Rand, R. Feuerstein, in coll. con N. Laniado e g. Petra, 2005:  La disabilità non è un limite. Se mi ami costringimi a cambiare, Firenze, Libri liberi.)

E' molto importante che i bambini imparino a percepire se stessi come individui differenziati dagli altri, con proprie particolarità, pensieri, interessi e opinioni. E' necessario consentire ai bambini di essere se stessi, di concepirsi come unici ed irripetibili, sebbene nel rispetto dell'individualità altrui.
Questo criterio è necessario per l'autorealizzazione, che Maslow annovera tra i bisogni peculari degli esseri umani, una personalità sana è spinta ad avere un "proprio progetto" e a cercare di realizzarlo. Anche Erickson ritiene che la presa di coscienza della propria individualità è necessaria per costruire un'identità personale: un'identità diffusa determina periodi di stallo e gravi sofferenze personali.
Gli agenti educativi devono essere coscienti dell'importanza di aiutare i soggetti a strutturare una loro identità e di quanto il loro contributo sia determinante in questa direzione. Gli educatori hanno il ruolo di aiutare i ragazzi a costruirsi un locus of control interno, affinchè gli educandi divengano capaci di riflettere sui propri pensieri e stati d'animo. Il bambino deve essere rispettato per le proprie opinioni e ne va rispettata la sua dignità, va guidato a trovare un proprio interesse, una fonte di soddisfazione personale.
Un educatore che voglia aiutare il bambino a divenire un adulto con un'identità stabile non può essere iperprotettivo, ma deve stimolare il soggetto ad assumersi responsabilità proporzionate all'età e alle competenze del soggetto in questione, senza concedere una prematura autonomia ed è bene evitare gli autoritarismi, perchè è preferibile un atteggiamento assertivo.
Per i bambini è molto significativo ed incoraggiante sentire di avere il supporto emotivo delle figure educative di riferimento, ma considerare il fanciullo un estensione di sè e proiettare sulla sua esistenza le proprie aspirazioni, può essere molto dannoso.

martedì 22 marzo 2011

Un pollo Napoleone.



Un pollo mattacchione
pensò d'esser Napoleone.

Tutti i giovani galletti
credette suoi paggetti.

Una giovane gallina
fu la sua Giuseppina.

Si convinse per davvero,
il pollaio esser l' Impero.

Coi tacchini le battaglie,
il bottino eran granaglie.

Il suo Impero non fu eterno,
crollò prima dell' inverno.

Il giorno di Ferragosto,
il pollo fu cotto arrosto!

Nadia Scarnecchia

giovedì 17 marzo 2011

17 marzo 2011: i 150 anni dell'Italia unita.

Le frecce tricolori.

"Una d’arme, di lingua, d’altare,
Di memorie, di sangue e di cor." A. Manzoni
Sono trascorsi 150 anni da quel dì in cui l'Italia fu unificata. Venti Regioni ricche di tradizioni, dialetti, riunite sotto una sola bandiera, il tricolore: il verde dei nostri prati, il bianco delle nostre montagne innevate, il rosso del sangue dei nostri caduti.
La nostra Patria, la terra dei padri, senso di appartenenza condiviso e progetto comune dei suoi sudditi. Una sola parola, che per ciascuno racchiude molti significati. Un'Italia costituzionalmente unita da un secolo e mezzo, ma non sempre "Una" nel cuore dei suoi abitanti.

Con l'augurio che i 150 anni della Nostra Patria, risveglino un sentimento di appartenenza e di identità collettiva, perchè solo se uniti, seppur nelle difficoltà, si può perseguire il bene del Paese e dei suo Popolo.

mercoledì 16 marzo 2011

J. Korckzac: "Come amare il bambino."

Installazione: "Lo schiudersi di Tulipa". Artista: Sara Tardonato



"Mancano cento giorni alla primavera. Non c'è ancora uno stelo d'erba, nè una gemma, ma nella terra e nelle radici è già presente la direttiva della primavera, che in segreto attende, trama, si cela, urge sotto la neve, nei rami nudi, nel vento gelido, per esplodere infine con la fioritura improvvisa. E' da osservatori ufficiali vedere solo disordine nel tempo variabile di una giornata di marzo; lì, nella profondità c'è qualcosa che matura momento dopo momento secondo una logica, qualcosa che si accumula e si ordina."

Un uomo mite, ma non un pavido: Janusz Korczak, nacque a Varsavia nel lontano 1878, da una famiglia di origine ebrea.
Laureato in medicina e specializzato in pediatria, dedicò la sua vita ed opera all'infanzia. Autore di: "Come amare il bambino", pubblicato nel 1920, palesa  contenuti di grande attualità, mostrando una visione olistica
(όλος, in greco: totalità) dell'infanzia, secondo la quale il benessere, la crescita e salute del bambino sono una triade inscindibile. Per tanto il suo approccio verso il bambino, non fu soltanto di carattere medico, ma tenne in grande considerazione la pedagogia, la psicologia, la sociologia, la religione, la poesia.
Lavorando presso l'orfanotrofio di Varsavia, apprese a guardare il mondo con gli occhi dei bambini e si fece portavoce dei loro diritti: "I diritti del bambino al rispetto", opera del 1924.
La vita di Korzack (il cui vero nome era: Henryc Goldszmit), si avviò verso il tramonto il 5 agosto 1942, quando i soldati nazisti circondarono l'orfanotrofio di Varsavia. Il medico avrebbe avuto l'opportunità di salvarsi per i  meriti a lui riconosciuti, ma rifiutò: perchè un padre non abbandona mai i suoi figli.

 "(Vogliamo) un educatore che non schiaccia, ma libera, non trascina, ma innalza, non opprime, ma forma, non impone, ma insegna, non esige, ma chiede....." J. Korckzac

domenica 13 marzo 2011

Il topino del dentino.


Arriva il giorno in cui il dentino inizia a dondolare: dondola oggi, dondola domani il dente saluta la bocca per fare spazio ad una piccola finesta....in attesa di un dente nuovo di zecca Vi lascio una filastrocca. ;)


Il topino dal nasino rosa
gira, gira e poco riposa.

Ogni giorno si dà da fare,
fa un lavoro particolare.

Va a casa dei bambini
per cercar i dentini.

Salta svelto sul lettino,
guarda sotto il cuscino.

quando trova un dentino
lascia sempre un soldino.

Nadia Scarnecchia

sabato 12 marzo 2011

Mio fratello Simple, di Marie-Aude Murail (Romanzo). Dal margine verso il centro, storia di un'inclusione.

"Mio fratello Simple", romanzo scritto da Marie-Aude Murail.2009, Giunti Editore 


"Simple, seduto a gambe incrociate sul letto, nascondeva qualcosa dietro di sè. Ripetè "cucù" con un tono promettente. Da dietro la sua schiena spuntarono due orecchie di tessuto floscio e grigiastro."  (Cap.I,  Dove il signor Migliotiglio distrugge il telefono. P. 11.)

A centro del romanzo, che nasce dalla penna di Marie-Aude Maurail, vincitrice del Premio Paolo Ungaretti Unicef nel 2008, c'è il forte legame tra Simple e suo fratello minore Kleber, che vorrebbe sottrarlo al destino in Istituto. 
Simple, il cui vero nome è Barnabè Malouri, è un ragazzo di 23 anni, semplice e ingenuamente simpatico, con un ritardo mentale: si autodefinisce"i-dio-ta", in contro tendenza al politiamente corretto, perchè l'essenza non sta nelle etichette, ma nelle persone. Simple ha un inseparabile amico, il Signor Migliotigio, un coniglio di pezza non troppo nuovo, con cui ha un intenso rapporto.
Kleber, nonostante la giovane età e gli impegni liceali, sceglie di prendersi cura del fratello maggiore, sebbene non sia cosa semplice. L'amore di Kleber per il fratello, la simpatia e la disarmante spontaneità  di quest'ultimo, daranno vita ad un progressivo cambiamento delle persone che vivono intorno a loro, che impareranno ad accettare Simple e a volergli molto bene.
La storia di Simple, non parla di esclusione, il giovane ritardato è un soggetto al margine del vivere e del sentire comune, che ha la possibilità di essere incluso.
Il tutto è affrontato con molta ironia, così tra le pagine, che trattano un tema importante, si celano tante calde risate.

lunedì 7 marzo 2011

Le iniziative dello Gnomo Aspirino. 1° laboratorio di fotografia: "Raccontiamo le emozioni".


Cari Lettori,


vorrei informarVi di un'iniziativa organizzata dallo Gnomo Aspirino (M.llo Ugo Parenti) a TORINO, nei giorni 02 - 16 aprile 2011:

 1° LABORATORIO di FOTOGRAFIA: "  RACCONTIAMO LE EMOZIONI"
realizzato grazie alla collaborazione del Gruppo Asperger Onlus (referente Regionale per il Piemonte, dott. Stefania Goffi), della Società Fotografica Subalpina ( presidente, dott. Alessandro Scatolini, psicologo), dell'Accademia Fotografica Torinese (dott. Antonio Crisà, fotografo).


Il laboratorio nasce con il  proposito di stimolare i ragazzi verso una miglior interpretazione del mondo in chiave emozionale.
Il corso è a numero chiuso (max 15 partecipanti), rivolto a tutti i bambini/ragazzi con sindrome di Asperger e ai loro fratelli/sorelle.
Il laboratorio avrà la durata di due giornate:
  • sabato 2 aprile 2011, dalle h.10.00 alle h.17.00 : presso la sede della Società Fotografica Subalpina, in via Po, 43, a Torino;
  • sabato 16 aprile 2011, dale h. 14.30 alle 18.00: presso l'Accademia Torinese della Fotografia, in XXIV Maggio, 3/3, a Moncalieri (TO).
E' prevista una quota di partecipazione.
Per iscrizioni ed informazioni: gnomoaspirino@libero.it
Ulteriori informazioni sul laboratorio sono reperibili nel sito: http://www.gnomoaspirino.it/



sabato 5 marzo 2011

Mediazione del comportamento di condivisione.

Illustrazione di Nicoletta Costa.



Tra i criteri di mediazione illustrati dal prof. Reuven Feuerstein è significativo il comportamento di condivisione, poichè "...esprime il bisogno dell'individuo di uscire dal proprio sè per cooperare con gli altri e far sì che gli altri, a loro volta, partecipino alle vicende". (R. Feuerstein, Y. Rand, R. Feuerstein, In collaborazione con N. Laniado e G. Pietra (2005). "La disabilità non è un limite, se mi ami, costringimi a cambiare." Firenze, Libri Liberi.)  

Affinchè il soggetto sia capace di condividere con gli altri le esperienze, le proprie opinioni, è necessario che superi la prospettiva egocentrica, sviluppando l'empatia, ossia imparando a vedere le cose anche da punti di vista esterni. Questa abilità è uno degli elementi portanti dell'intelligenza emotiva, che permette ai  soggetti un buon successo lavorativo. L'interazione madre-bambino si rivela determinante per lo sviluppo di questa capacità: sin dai primi mesi il neonato impara a concentrare la propria attenzione sugli occhi del genitore, mentre è meno semplice imparare a  seguire lo sguardo materno e quindi spostare la propria attenzione su quanto la mamma osserva.
La condivisione è un bisogno innato nei bambini. E' bene che in famiglia si condividano le esperienze della giornata e si chieda al bambino di esprimere la propria opinione. La scuola, in quanto agenzia educativa che consente al bambino di sperimentare le dinamiche di gruppo, è il luogo ideale per esercitare il comportamento di condivisione, all'interno della classe gli alunni possono esprimere le proprie considerazioni, confrontarsi, imparando ad  ascoltare gli alltri e ad intervenire quando è il proprio turno.

Creatività d'autunno: l'uva.

  G. ama molto creare, fare l'attività, come dice lei. Io sono ben felice di proporle spunti, sebbene confesso che per m...