lunedì 25 giugno 2012

Rosa CuorDiPetalo e il mondo delle piccole cose.


Illustrazione di Karin Taylor.

"Talvolta ci lasciamo travolgere dai ritmi frenetici della vita: diventiamo distratti, perdiamo di vista le piccole cose, i dettagli, quelle minuscole sfumature che possono fare la differenza.
Dedico questa fiaba ai grandi e ai piccini, affinchè sappiano trovare sempre la magia che si cela dietro ogni evento, perchè ogni piccola cosa possa essere fonte di gioia."

Rosa CuorDiPetalo profumava d'acqua di rose, era piccola e delicata come un bocciolo vestito di rugiada ed era solita portare tra i capelli una piccola rosa. Per molti era una bambina come tante, ma alcune persone ben informate dicevano con certezza che fosse una fata venuta da NonSiSaDove.

La piccola Rosa viveva sulla collina, in una minuscola casa circondata da rose e fiori di campo, baciata ogni mattina dal sole e rallegrata dal cinguettio di allegri passerotti. Rosa ogni mattina riempiva il suo sguardo di meraviglia ammirando il leprotto dal codino bianco, che saltellava lesto dietro al cespuglio, poi ascoltava attenta il tordo zirlare, quindi respirava profondamente l'odore dell'erba tagliata e infine annusava le sue rose per scegliere quella più adatta ad adornare la sua folta chioma.

Ogni mattina, tranne i giorni in cui la pioggia pareva incessante, Rosa CuorDiPetalo passeggiava per la collina diretta verso il vecchio rudere e la torre antica: quel che rimaneva di un villaggio medioevale, un tempo popolato da artigiani, colorato dai panni appesi al sole e ravvivato dalle grida dei mercanti ed ora dimenticato da tutti, eccetto da Rosa.
Al termine della passeggiata Rosa sedeva sempre sulla vetta 
della torre, osservava, scrutava curiosa ogni dettaglio, ogni movimento, ascoltava ogni respiro. Guardando verso il Paese vedeva una miriade di case, una moltitudine di persone tutte così diverse e così simili tra loro: si muovevano con affanno verso una meta a loro stessi sconosciuta. Guardando dalla torre pareva tutto così strano, così buffo e il motivo di quell'affanno senza meta risultava incomprensibile. Rosa esaminava quella folla frettolosa confidando di cogliere il bagliore di un sorriso, ma ogni giorno vedeva i volti divenire un po' più tristi. La meraviglia di tutto era nei dettagli, ma i dettagli non si notano correndo.... 
 
Rosa che ogni mattina riempiva di meraviglia il suo sguardo, che ogni notte chiudeva gli occhi per addormentarsi al canto del silenzio, sapendo che una tonda luna d'argento avrebbe vegliato sui suoi sonni, pensava con tristezza agli abitanti del Paese che ogni giorno perdevano un po' del loro sorriso, correndo verso mete ignote. Per Rosa questi abitanti dai musi lunghi ed il sorriso spento erano una spina nel cuore e come sapete non si può vivere con una spina nel cuore e comunque anche fosse possibile, non sarebbe piacevole! Si sa, le spine devono proteggere gli steli delle rose, diversamente vanno tolte...

Rosa, che come i ben informati raccontano con certezza era una fata, preparò un'essenza di rose, il cui profumo venne diffuso dal Sole per tutto il Paese, affinché i tristi e affannati abitanti potessero respirare il dolce profumo delle rose vestite di rugiada del mattino.

Al primo respiro gli abitanti dal sorriso spento si resero conto che quel mattino l'aria aveva un profumo diverso e per un attimo si fermarono a pensare che profumo fosse e dove l'avessero già sentito. Michele, il bambino più discolo del villaggio ad un certo punto gridò: - Rose, ci sono le rose qui intorno! Cerchiamole.- Tutti gli abitanti, che solitamente non facevano caso a quello che Michele diceva, cominciarono a cercare le rose e mentre guardavano ovunque notarono che tra le crepe dei marciapiedi c'erano fili d'erba su cui correvano instancabili formiche, che i muretti erano popolati dalle lucertole. L'inverno era finito e questo era ben visibile dai boccioli e dalle tenere foglioline di smeraldo a cui nessuno aveva badato, sul comignolo di una casa aveva addirittura nidificato una cicogna. Così cercando le rose le persone avevano scoperto un mondo minuscolo e nemmeno troppo, fatto di piccole cose, ricco di vita: ciascuna crepa, ogni silenzio, celava una sorpresa.

 Nessuno sa, nemmeno i soliti ben informati, se gli abitanti del Paese abbiano scoperto quanto fece per loro Rosa CuorDiPetalo, ma è noto a tutti che il sorriso tornò ad illuminare i loro volti, che smisero di correre per camminare più lentamente, per poter ammirare i dettagli, perché si sa: la meraviglia è nelle piccole cose.

Nadia Scarnecchia

(La fiaba ha partecipato alla 45a edizione del Premio Andersen, Sestri Levante, 9 giugno 2012)

venerdì 22 giugno 2012

Lo Sciopero delle matite.




- No. Non c'è più rispetto: è inaccettabile!- disse con voce squillante la matita blu: una matita di mezz'età, elegante e slanciata. Paolino aveva nuovamente spuntato la matita, perché calcava troppo. La maestra lo aveva avvertito che sarebbe andata così, però si sa come sono i bambini, ci mettono energia in quello che fanno!

- Aiu.....che modi! Ti rendi conto che mi hai fatto cadere?- borbottò la matita rossa, che per vocazione era sempre arrabbiata. Claretta l'aveva appoggiata sul lato destro del banco e poiché si muoveva sempre, come se avesse gli spilli sulla sedia, con una gomitata l'aveva buttata giù. La matita era caduta come una pera dal pero e si era rotta la punta.
La matita rosa, una giovane matitina vanitosa, attendeva trepidante che Giulia le affinasse la punta con la stessa impazienza con cui Biancaneve aspettava il Principe Azzurro. Peccato che Giulia fosse una chiacchierona, aveva sempre tante belle cose da raccontare, così parlando si distraeva, temperava troppo a lungo e regolarmente la matita rosa: “tac” rimaneva spuntata e sconsolata.

La situazione divenne complessa: le matite sempre pronte a riempire di colore i disegni dell'album, disponibili a sottolineare le decine e persino le doppie giunsero alla conclusione di non essere rispettate. La matita rossa, che come avete compreso era accidiosa, disse: -Facciamo sciopero: scio-pe-ro! Da oggi, con o senza punta, non coloriamo più!- Dovete sapere che gli scioperi delle matite sono come l'epidemia di varicella, se va in sciopero una matita, viene seguita dalle matite di tutta la classe. 
 
Quando Mario provò a colorare di rosso un cuore per la sua mamma, la matita scrisse nulla: niente, nemmeno un puntino sbiadito. Nel frattempo Adele, che era un po' annoiata e un po' dispettosa, afferrò la matita grigia per scrivere sul banco, ma fu inutile: pareva avesse la mina trasparente.
Le matite erano furibonde, erano quasi diventate nere. A proposito, lo conoscete il motto delle matite in sciopero? Ve lo dico io: “Matite spuntate, matite infuriate.” La situazione si faceva seria, durante l'ora di disegno nessun bambino disegnò e la maestra, pensando che fossero i bambini a scioperare, scrisse (con la penna) una nota sul registro. I bambini, durante l'intervallo si consultarono ed essendo svegli, capirono subito che l'avevano fatta grossa. Non era possibile che ogni giorno, che dico...ogni ora, qualche matita perdesse la punta.

Giulia, che come vi ho detto era loquace, ma anche sensibile, prese la matita rosa, la temperò in silenzio e con cura la ripose nell'astuccio. La matita rosa, giovane e vanitosa, si fece scappare un sorriso di compiacimento. Paolino prelevò dal portapenne l'elegante matita blu e la guidò sul foglio con un tocco che pareva una carezza e si sa, con le buone maniere si ottiene tutto. Persino l'irascibile matita rossa, che Claretta continuava a fissare malinconica mentre giaceva nel mezzo del banco, si dispiacque un po' per essersi arrabbiata così tanto.

Quando arrivò l'ora della lezione di grammatica, la maestra disse agli scolari di sottolineare gli articoli determinativi con la matita verde. Dopo un attimo di sconcerto i bambini timorosi, provarono a seguire la consegna e con stupore constatarono che ogni matita faceva il proprio lavoro. Michele, che era pignolo, provò a scrivere su un foglio di brutta anche con le altre matite: tutto era tornato alla normalità!

Che dite, gli scolari avranno imparato la lezione? Le matite vanno trattate con rispetto.

Nadia Scarnecchia


mercoledì 20 giugno 2012

Un viaggio per imparare.

Illustrazione di Rachelle Anne Miller


"La nostra meta non è mai un luogo dove andare, ma un modo nuovo di vedere le cose." Henry Miller

Imparare non può essere un'imposizione, la volontà di apprendere dovrebbe nascere da un bisogno. Certe volte non ci si accorge di avere un bisogno fin quando un'esperienza, un evento, l'ascolto di parole, muovono qualche cosa dentro di noi, allora il bisogno si costruisce, prende forma, si fa vivo e diventa desiderio. 

La curiosità che un viaggio voluto desta dentro ciascuno di noi, può essere una preziosa molla per voler sapere, conoscere, scoprire: un'occasione per imparare! 

Viaggiare è ricerca, scoperta, condivisione, confronto, meraviglia. Spostarsi attraverso la vita e i luoghi, ci forma e ci trasforma. 

Il viaggio, la gita, a volte una "semplice" visita presso un museo, fanno scoprire la geografia dei luoghi, consentono di cogliere tracce del passato storico attraverso l'arte e l'architettura, la cucina tipica di una località ci racconta le tradizioni, i prodotti locali, la musica e la letteratura ci parlano delle dominazioni e delle culture con cui gli indigeni sono entrati in contatto, guardandoci intorno possiamo comprendere qual'è il settore economico di rilievo. Viaggiare consente di mettere in relazione i diversi campi del sapere in modo attivo, intenzionale, non per dovere, ma per curiosità.

Per questa ragione ho scelto di dar visibilità al progetto ideato e promosso da due Blogger, rispettivamente curatrici di : Learning is experience e The Family Company (fate click sul titolo dei blog per conoscere il progetto e le ideatrici).

Il progetto è: "Impariamo viaggiando".


Il logo scelto dalle Blogger per promuovere il loro progetto.

Il viaggio, la scoperta di altro rispetto alla propria quotidianità, si fa occasione di apprendimento.

Il progetto ha due obiettivi: 

1. rendere le proprie vacanze, una gita o una semplice visita ad un museo un'occasione di apprendimento;

2.  raccogliere in un unico documento le testimonianze e i suggerimenti dei viaggiatori che vorranno aderire al progetto. I "racconti di viaggio" verranno trasformati in una splendida guida in pdf, che sarà inviata a tutti i partecipanti. 

Ai Blogger che prenderanno parte al progetto, sarà possibile pubblicare la guida nel proprio sito e renderla disponibile per i lettori.

Come potete partecipare all'evento? 

Da oggi fino al 18 settembre, raccontate un  viaggio che sia diventato un momento di apprendimento, per voi, i vostri bimbi o per tutta la famiglia. Non deve essere necessariamente un viaggio lungo: è sufficiente un fine settimana fuori porta, una gita, una visita al museo. L’importante è che abbia luogo durante l’estate 2012.

@ Qualche spunto: dove siete stati? Cosa avete imparato? Perché? Come avete coinvolto i vostri bimbi? 

@ Se possibile, impreziosite il racconto con immagini e fotografie, in modo da poter meglio evocare ciò che voi o i vostri bimbi avete imparato durante il viaggio. 

@ Potete raccontarcelo, scrivendo un post sul vostro blog oppure, se non avete un blog, inviando una mail a posta.familyco@gmail.com e a profpalmy@gmail.com

@ Per le partecipanti blogger, vi chiediamo di inserire il logo dell’iniziativa nella sidebar del vostro sito.

@ Infine, lasciate il link al vostro post nel box commenti dei Blog delle ideatrici del progetto (per chi non avesse un blog, segnalate nel box commenti che avete inviato il racconto via mail).
Buon viaggio e lieta scoperta.... :D


giovedì 14 giugno 2012

L'intelligenza numerica.

La Dott.ssa Lucangeli ( PhD in Psicologia dello Sviluppo ), intervistata da Dario Ianes, parla dell'intelligenza numerica.

L'intelligenza numerica è sì innata, ma ha bisogno di essere potenziata. Il cervello è plastico, ma evolve ciò che è potenziato, diversamente c'è una perdita di competenze.

 Nel potenziare l'intelligenza numerica non è peculiare l'aspetto verbale (sebbene il linguaggio verbale sia il mediatore principale di comprensione), è invece necessario e fondamentale potenziare il dominio cognitivo sotteso agli aspetti numerici e del calcolo. 

La didattica del calcolo deve seguire le vie cognitive, avvalersi di strategie mentali, strategie individuali, controllo del risultato in termini di possibilità e di stima.



venerdì 8 giugno 2012

Il Prof. Giacomo Stella parla di DSA e Dislessia.

L'8 giugno 2012, nel corso della trasmissione UnoMattina (in onda su Rai Uno), sono stati ospiti Giacomo Stella, Professore di Psicologia Clinica presso l'Università di Modena - Reggio Emilia e Raffaele Ciambrone, Dirigente del Ministero dell'Istruzione.

Sono stati toccati temi inerenti i DSA, la Dislessia, facendo riferimenti alla legge 170/2010.




Si ringrazia il curatore del Blog: "Dislessia? Io ti conosco", per aver messo in rete e condiviso il video.

Alta leggibilità.



"Più di due milioni di adulti sono analfabeti completi, quasi quindici milioni sono semianalfabeti, altri quindici milioni sono a rischio di ripiombare in tale condizione." Tullio De Mauro, in: "La cultura degli italiani", ed. Laterza, 2004

Partendo dall'assunto che leggere è un diritto per tutti e la lettura deve poter essere prima di tutto un piacere, diventa necessario porre attenzione ai bisogni del lettore durante il processo di lettura.

Le persone che possono avere un problema di lettura costituiscono una popolazione vasta ed eterogenea: i lettori dislessici meritano una particolare attenzione, ma è utile essere sensibili anche alle difficoltà di lettori sordi e con handicap neurosensoriali (e non), importante non dimenticare la percentuale di studenti non madrelingua che hanno diritto al piacere della lettura, infine non vanno trascurati i "lettori pigri".

Porre attenzione al lettore, ai suoi bisogni, quindi concentrarsi sulle caratteristiche del testo e sulle possibili barriere tipografiche è un modo intelligente di prevenire l'analfabetismo di ritorno e la potenziale dispersione scolastica, con i fenomeni ad essa correlati.

Per questa ragione ho scelto di presentarVi bianconero@ (dal progetto: Alta Leggibilità), ossia una font italiana ad alta leggibilità, di cui possono fruire gratuitamente istituzioni e privati per un uso non commerciale (dopo aver letto il contratto d'uso, compilato il modulo ed inoltrato la richiesta).

Nella mappa potrete leggere le peculiarità del progetto e del font:


Mappa realizzata con XMind (CLICKARE SULL' IMMAGINE per ingrandirla)



Per approfondire il tema o richiedere il font, consultare:   http://www.biancoeneroedizioni.com/shop/pages.aspx?id=26&fb_source=message

Ringrazio Sabrina Fusi,volontario e socio fondatore di O.S.D. Genova e Tiglullio Onlus per avermi fatto conoscere il font.

Creatività d'autunno: l'uva.

  G. ama molto creare, fare l'attività, come dice lei. Io sono ben felice di proporle spunti, sebbene confesso che per m...