Passa ai contenuti principali

Personaggi: Hermann Ebbinghaus e la curva dell'oblio.


Hermann Ebbinghaus, nacque nel 1850 a Barmen, si laureò in Filosofia dell'Inconscio presso l'Università di Bonn.
Interessanti furono i suoi studi sull'apprendimento, nello specifico quelli che ebbero come oggetto la memoria, che furono pressochè convalidati dalle scoperte scentifiche successive.
Ebbinghaus rilevò alcune peculiarità della memoria, introducendo la nozione di "curva dell'oblio", ossia  dopo un'ora dall'apprendimento, si ricordano solo il 40% delle nozioni. Studi successivi hanno rilevato che questa quantità è variabile in relazione alle caratteristiche del materiale appreso: infatti se l'apprendimento è significativo per il discente, le informazioni trattenute possono essere superiori a quelle quantificate dal teorico in questione.
Scoperta degna di nota fu il rapporto tra l'apprendimento massivo e quello distributivo, infatti frazionare il carico di apprendimento si è rivelato più redditizio.
Ebbinghaus notò che le informazioni iniziali e finali, contenute in un testo, sono quelle di più semplice memorizzazione.
Gli studi del filosofo, si sono rivelati d'interesse educativo: è consigliabile frazionare i carichi nozionistici somministrati agli studenti (evitando improduttivi sovraccarichi), dare un significato chiaro agli apprendimenti e utilizzare appunti, mappe concettuali e mappe mentali (per chi fosse interessato al tema delle mappe come strumento di apprendimento, di organizzazione, si consiglia la consultazione del sito di Alberto Scocco, docente presso l'Università di Lettere e Filosofia di Macerata: http://www.lemappedelpensiero.it/wordpress/ ).

Commenti

Post popolari in questo blog

"Cortocircuiti emozionali." Spiegati dalla dottoressa Daniela Lucangeli

Condivido questo meraviglioso video, in cui la Professoressa Daniela Lucangeli, spiega i cortocircuiti emozionali, perchè nel mio piccolo credo profondamente nella "scienza servizievole".

Sin da bambina ho sempre amato imparare, ogni nuovo apprendimento mi pareva la conquista di una ricchezza, un tesoro, ma l'ansia, la paura  per me son sempre state in agguato e quindi fino al giorno della tesi (e ne porto i segni ancora ora), ho sempre studiato con la paura di sbagliare, col timore di non essere all'altezza e le mie emozioni mi hanno spesso portato verso l'evitamento o la fuga dal compito.

Proprio per questa ragione invito tutti gli educatori (che siano professionisti del settore o genitori, nonni) ad ascoltare quanto ci insegnano le neuroscienze e l'epigenetica e a sforzarsi di comprendere quanto sia importante trasmettere emozioni positive al bambino che apprende, insegnare a non temere l'errore, ma a considerarlo un punto di partenza per fare meglio …

Le cornicette.

Ricordo ancora con piacere quando al termine dell'esercizio decoravo la pagina con una bella cornicetta, al tempo per me disegnare cornicette era semplicemente un atto divertente, creativo e rilassante.
In realtà tracciare cornicette per un bambino che sta terminando la scuola materna o che frequenta i primi anni della scuola elementare, può essere una risorsa per allenare non solo la creatività, ma per affinare la coordinazione mano occhio e alcuni aspetti cognitivi.
Vediamo insieme come mai la cornicetta è una risorsa...


Per riprodurre una bella cornicetta, bisogna imparare ad osservare bene il modello: esplorarlo sistematicamente, identificarne la forma e le caratteristiche. Quindi è necessario riprodurre il modello, ma a questo fine si deve prima organizzare lo spazio (ossia i quadretti necessari), pianificare, comprendere quante righe tracciare, che orientamento dare alle righe (orizzontale, verticale, obliquo), individuare se si tratta di linee dritte o curve. La cornicetta…

Cosa fa un educatore socio-culturale?

Vorrei condividere con tutti i lettori quest'interessante spiegazione concernente la professione dell'educatore socio-culturale (tratta da: Atlante delle professioni _ Informalavoro, Torino. http://www.comune.torino.it/lavoro/num18_10/06.htm), perchè dal confronto con colleghi, abbiamo inteso che non è chiaro per molti, quale sia il nostro ruolo e  in che ambito possiamo lavorare. 
E' una professione che consente di mettersi in gioco, di crescere, di scoprire proprie mancanze, molto gratificante e certe volte difficile. Una PROFESSIONE a tutti gli effetti.

Continua la presentazione delle schede dei profili professionali descritte nell'Atlante delle Professioni
Chi è?L’educatore socio-culturale promuove la crescita personale, l’inserimento e la partecipazione sociale, accompagna i gruppi, le comunità e le singole persone a sviluppare le potenzialità ludiche, culturali, espressive e relazionali. Tra gli aspetti caratterizzanti la sua attività vi sono: l’ideazion…