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Apprendimento ed emozioni.




"S'impara soltanto divertendosi."
Anatole France, Il delitto di Sylvestre Bonnard, 1881

Per alcuni studenti l'apprendimento è spesso fonte di noia o di ansia, che non sono gli stati d'animo migliori per imparare con successo e trovare piacevole quanto si deve fare.
Mihaly Csikszentmihalyi, psicologo, definisce col nome di flusso lo stato emotivo in cui si ottengono le migliori prestazioni in ambito sportivo, scolastico, artistico. E'la situazione in cui le emozioni sono canalizzate, energizzanti ed il soggetto si cimenta con "compiti"che assorbono completamente il proprio interesse, provando piacere, non preoccupandosi più dalla prestrazione, ma trovando la motivazione in quello che sta facendo, è un momento di totale dedizione al compito.
Il flusso è ragiungibile con maggior facilità, quando la persona svolge attività che non risultano essere eccessivamente banali da causare noia, ma nemmeno così complesse da determinare ansia. 
Gardner, lo psicologo che teorizzò le intelligenze multiple, approfondisce questo discorso generalizzandolo all'ambito scolastico. Per promuovere un apprendimento significativo la scuola ed i docenti dovrebbero comprendere i talenti, le attitudini degli studenti, puntando sui punti di forza del soggetto, affinchè provi piacere e dedizione in quello che fa.
Un ragazzo che fa esperienza del flusso durante l'esecuzione di un'attività è maggiormente motivato nel migliorare le propie prestazioni, perchè sperimenta il successo e ragionando su questo aumenta il senso di competenza, tutto ciò lo predisporrà ad accettare nuove sfide, anche negli ambiti in cui incontra più difficoltà.
Riflettendo su questo, si evince  quanto sia importante che la scuola ed il mondo dell'educazione promuovano le individualità (non l'inividualismo), affinchè ogni persona possa imparare quali siano i propri interessi, coltivandoli, provando piacere nell'apprendere nuove cose.
Per approfondire il tema dell'intelligenza emotiva si consiglia la lettura di: "Intelligenza emotiva. Che cos'è. Perchè può renderci felici." di Daniel Goleman  

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"Cortocircuiti emozionali." Spiegati dalla dottoressa Daniela Lucangeli

Condivido questo meraviglioso video, in cui la Professoressa Daniela Lucangeli, spiega i cortocircuiti emozionali, perchè nel mio piccolo credo profondamente nella "scienza servizievole".

Sin da bambina ho sempre amato imparare, ogni nuovo apprendimento mi pareva la conquista di una ricchezza, un tesoro, ma l'ansia, la paura  per me son sempre state in agguato e quindi fino al giorno della tesi (e ne porto i segni ancora ora), ho sempre studiato con la paura di sbagliare, col timore di non essere all'altezza e le mie emozioni mi hanno spesso portato verso l'evitamento o la fuga dal compito.

Proprio per questa ragione invito tutti gli educatori (che siano professionisti del settore o genitori, nonni) ad ascoltare quanto ci insegnano le neuroscienze e l'epigenetica e a sforzarsi di comprendere quanto sia importante trasmettere emozioni positive al bambino che apprende, insegnare a non temere l'errore, ma a considerarlo un punto di partenza per fare meglio …

Le cornicette.

Ricordo ancora con piacere quando al termine dell'esercizio decoravo la pagina con una bella cornicetta, al tempo per me disegnare cornicette era semplicemente un atto divertente, creativo e rilassante.
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Vediamo insieme come mai la cornicetta è una risorsa...


Per riprodurre una bella cornicetta, bisogna imparare ad osservare bene il modello: esplorarlo sistematicamente, identificarne la forma e le caratteristiche. Quindi è necessario riprodurre il modello, ma a questo fine si deve prima organizzare lo spazio (ossia i quadretti necessari), pianificare, comprendere quante righe tracciare, che orientamento dare alle righe (orizzontale, verticale, obliquo), individuare se si tratta di linee dritte o curve. La cornicetta…

Cosa fa un educatore socio-culturale?

Vorrei condividere con tutti i lettori quest'interessante spiegazione concernente la professione dell'educatore socio-culturale (tratta da: Atlante delle professioni _ Informalavoro, Torino. http://www.comune.torino.it/lavoro/num18_10/06.htm), perchè dal confronto con colleghi, abbiamo inteso che non è chiaro per molti, quale sia il nostro ruolo e  in che ambito possiamo lavorare. 
E' una professione che consente di mettersi in gioco, di crescere, di scoprire proprie mancanze, molto gratificante e certe volte difficile. Una PROFESSIONE a tutti gli effetti.

Continua la presentazione delle schede dei profili professionali descritte nell'Atlante delle Professioni
Chi è?L’educatore socio-culturale promuove la crescita personale, l’inserimento e la partecipazione sociale, accompagna i gruppi, le comunità e le singole persone a sviluppare le potenzialità ludiche, culturali, espressive e relazionali. Tra gli aspetti caratterizzanti la sua attività vi sono: l’ideazion…