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Incontri sull'apprendimento ad Alessandria.

Cari Lettori del Blog, condivido con Voi l'invito ad un ciclo di tre incontri rivolti ad insegnanti, educatori, genitori sulla Pedagogia della Mediazione e il Metodo Feuersteina cura dell'Associazione “Sperimentando” ed il Centro Down. -Domenica 15 febbraio dalle 9,45 alle 12,30 "La mediazione del senso di competenza. Come far crescere la motivazione ad imparare nei nostri bambini-ragazzi?" - Domenica 8 marzo dalle 9,45 alle 12,30 "Giochiamo? l'utilizzo dei giochi per pensare meglio divertendosi" -Domenica 12 aprile dalle 9,45 alle 12,30 "La mediazione in famiglia: come insegnare a pensare ai nostri bambini?" Un'analisi dei criteri di mediazione. Gli incontri sono aperti a tutti e gratuiti e serviranno anche come supervisione per i corsisti PAS e PAS Basic. Condurranno gli incontri Augusta Cavigliasso e Veronica Sincovich . E' gradita l'iscrizione: cell.3395429092 sperimentando.al@gmail.com Sede: Associazione Centro ...

La nascita di una paternità speciale. "Ti seguirò fuori dall'acqua", Dario Fani.

  "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi". A. de Saint Exeupery,  da"Il Piccolo Principe" Ho concluso la lettura di un libro che mi ha toccato il cuore per il tema trattato e condivido con Voi l'esperienza, perchè spero possa essere d'aiuto a chi sceglie o si trova inaspettatamente ad affrontare una genitorialità apparentemente diversa. Il libro in oggetto è "Ti seguirò fuori dall'acqua" , di Dario Fani; parla della nascita di una paternità speciale e credo scriva d'amore, con una narrativa scorrevole, con parole semplici ed accessibili a molti.  Il testo è il dialogo mentale di un uomo con suo figlio in incubatrice, un pesciolino rosso in un acquario. Dario viveva di corsa, gli piaceva "vincere facile", dopo i quarant'anni riesce finalmente a concretizzare il proprio desiderio di paternità. Il giorno più bello della sua vita, ...

Attività per piccolissimi: prepariamo insieme un alberello natalizio.

  "Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista." (San Francesco D'Assisi) In qualità di educatrice ho avuto l'opportunità di lavorare con i piccolissimi solo durante uno stage al nido, però mi è sempre piaciuto molto proporre ai bambini attività creative (ricordo con nostalgia quanto fatto alle elementari negli anni del Progetto Calimero). La mia voglia di condurre attività, il desiderio di offrire a mia figlia stimoli ed opportunità che le permettano di sperimentare, hanno dato vita ad un alberello natalizio .   Condivido, con un pizzico d'orgoglio (cuore di mamma!), questa bella esperienza, qualora altre mamme, nonne o tate siano alla ricerca di "esperienze natalizie" per i loro pargoli! L' o biettivo principale del lavoro è quello di:  _ fare esperienze sensoriali; _ sviluppare la motricità fine, l'uso ...

Attività per i piccolissimi: proviamo a guardare oltre l'apparenza.

Colori a dita, copyright NadiaScarnecchia@ In queste settimane la mia piccola Giulia (8 mesi e mezzo), a casa e nei pomeriggi in cui frequentiamo il nido aperto, è stata coinvolta nelle tipiche attività che vengono proposte ai bambini in un periodo orientativamente compreso tra i 6 mesi e i due anni e mezzo. Per citare alcuni esempi, faccio riferimento: ai travasi con la farina di polenta, alla possibilità di tracciare su un banco ricoperto con questa farina, al gioco dello strappo, alle esperienze con i colori a dita, alla possibilità di produrre suoni con semplici strumenti o scuotendo scatoline sonore e bottiglie sonore. Spesso queste esperienze vengono percepite come "semplici" attività per intrattenere e divertire i bimbi piccoli. Certo il divertimento è un obiettivo trasversale: l'apprendimento è legato all'emotività e questo principio non fa eccezione per i lattanti o per i bambini in fascia 0 - 3. Provocatoriamente sostengo che anche il tema d'it...

Halloween e il fantasma del piedino...

Paura? Copyright:NadiaScarnecchia@ Nel cuore dell'autunno, il 31 ottobre fa ritorno la ricorrenza di Halloween; zucche arancioni, pipistrelli, fantasmi e dolcetti sono i protagonisti di questa ricorrenza di origine celtica, che è stata adottata da altri Paesi, a volte scatenando polemiche. L'Halloween a cui faccio riferimento è quel momento dell'anno in cui frotte di bambini mascherati salgono per le scale del mio palazzo e suonando il campanello domandano: "Dolcetto o scherzetto?", quindi tuffano le loro manine nel sacchetto delle caramelle ringraziando con un sorriso che cela l'emozione per la conquistata leccornia, per essere tutti insieme tra amici, per essersi mascherati, per ricevere le attenzioni degli adulti che li accompagnano, per aver avuto l'occasione per uscire la sera "come i grandi"! E' un Halloween fatto di convivialità, amicizia, condivisione e creatività, una sorta di Carnevale d'autunno, che nulla ha a che vede...

S.O.S. Tata, ma....

  Copyright@NadiaScarnecchia Il nuovo ruolo di mamma mi ha permesso di confrontarmi con un problema che probabilmente coinvolge molti genitori: quello della ricerca di una tata! Sono molte le ragioni per cui una famiglia con prole può aver bisogno di una baby sitter: un preococe rientro lavorativo per cui la coppia non si sente di affidare un bimbo così piccolo ad una comunità come quella rappresentata dal nido preferendo che venga seguito all'interno dell'ambiente domestico, il bisogno di coprire poche ore d'assenza o la necessità di fronteggiare eventuali emergenze ed imprevisti. In tutte queste situazioni sicuramente i genitori desiderano affidare il proprio cucciolo ad una persona educata, onesta, sensibile, dolce, equilibrata, inoltre se la tata è anche creativa nessuno disdegna! La tata deve sicuramente essere empatica, questa è una dote che dipende dall'ambiente, dalle esperienze familiari e di vita della tata. Circa questi aspetti tutti i genitori sono...

Mamma ed educatore professionale, due "mestieri" diversi con punti di contatto.

Giulia fa  la nanna.   Navigando sul web o parlando con conoscenti, mi è capitato spesso di leggere commenti circa le competenze educative delle mamme. Proprio da queste letture e dall'ascolto, è nata la mia riflessione che ho piacere di condividere... Diverse volte mi è capitato di ascoltare frasi del tipo: "Però Tizia non può capire, non ha figli!", non di rado la Tizia in questione era un'educatrice formata con anni d'esperienza!  Non è nemmeno raro percepire da parte dei genitori sfiducia nelle figure che ruotano intorno ai propri figli (pediatri, educatori, insegnanti, psicologi), come se nessuno eccetto loro avesse interesse nel tutelare il minore.  E' difficile, dal mio punto di vista separare l'essere mamma dal fare l'educatrice, perchè come genitore l'agire è determinato dall'intenzionalità educativa, ossia dalla volontà di aiutare mia figlia a sviluppare risorse, competenze e piano piano condurla verso una progressiva autono...