giovedì 6 novembre 2014

Attività per i piccolissimi: proviamo a guardare oltre l'apparenza.


Colori a dita, copyright NadiaScarnecchia@



In queste settimane la mia piccola Giulia (8 mesi e mezzo), a casa e nei pomeriggi in cui frequentiamo il nido aperto, è stata coinvolta nelle tipiche attività che vengono proposte ai bambini in un periodo orientativamente compreso tra i 6 mesi e i due anni e mezzo. Per citare alcuni esempi, faccio riferimento: ai travasi con la farina di polenta, alla possibilità di tracciare su un banco ricoperto con questa farina, al gioco dello strappo, alle esperienze con i colori a dita, alla possibilità di produrre suoni con semplici strumenti o scuotendo scatoline sonore e bottiglie sonore.

Spesso queste esperienze vengono percepite come "semplici" attività per intrattenere e divertire i bimbi piccoli. Certo il divertimento è un obiettivo trasversale: l'apprendimento è legato all'emotività e questo principio non fa eccezione per i lattanti o per i bambini in fascia 0 - 3. Provocatoriamente sostengo che anche il tema d'italiano dovrebbe esser vissuto come un'esperienza divertente e affascinante: la possibilità di comunicare i propri pensieri, le proprie idee e l'orgoglio di sapere che una persona (il docente) deve necessariamente dedicare del tempo a decodificare quanto lo studente ha voluto trasmettere e magari ci rifletterà! 

Scatoline sonore, copyright NadiaScarnecchia@

Parlando delle attività per la prima infanzia vorrei sottolineare, che sono rivolte a stimolare i cinque sensi, ossia il canale attraverso il quale tutti e a maggior  ragione i bimbi in fase senso-motoria apprendono. Le esperienze per i piccolissimi sono principalmente rivolte a stimolare: tatto, udito, vista, gusto ed olfatto. Tali attività sono veicolate dal movimeno: toccare, prendere, mettere dentro, portar fuori, tirare, scuotere.

Travasi, copyright NadiaScarnecchia@

 Un bambino piccolo coinvolto in attività di travaso, strappo, colori a dita o in altre esperienze di gioco/apprendimento è impegnato in un compito non meno serio ed importante di un liceale che svolge la versione di latino o calcola derivate. Forse l'unica differenza è nel sorriso e nell'interesse, che sul volto dei piccolissimi è ancora presente, perchè il piccolo è libero dal sentirsi giudicato, dalla pressione sociale e da uno stile d'apprendimento che ancora troppo spesso stimola la competizione e non la cooperazione ( se non sono gli insegnanti, spesso sono i genitori che affliggono i figli con la sindrome da "primo della classe".) 

Strappo, copyright NadiaScarnecchia@

Quello che vorrei sottolineare che un gioco in apparenza banale come lo strappo insegna ai bambini che ci sono differenti tipi di carta (confronto), a usare le dita della mano (coordinazione), rinforzarle, a migliorare l'uso di pollice ed indice, a dosare la forza e controllare l'impulsività, perchè con la calma è più semlice strappare!

Tra i giochi  che possono essere proposti ai piccoli c'è quello delle sagome ad incastro:un bellissimo approccio alla percezione analitica! Giocando con gli incastri si allena la percezione, l'orientamento spaziale, la precisione ed accuratezza nella raccolta dati, l'uso simultaneo di più fonti d'informazione, l'eslporazione sistematica. I bambini devono iniziare a distinguere i dati rilevanti, da quelli meno importanti, pianificare, confrontare e contenere l'impulsività. Questo semplice gioco per bambini, fatto da sagome di legno, stimola (se pur richiedendo meno complessità e capacità d'astrazione) le funzioni cognitive che saranno necessarie per l'apprendimento della matematica e del disegno tecnico.

Quindi fate giocare i vostri bambini solo per gioco, ma siate consapevoli che i bambini stanno sviluppano abilità necessarie ad apprendimenti di ordine superiore: non è banale!

2 commenti:

  1. Veramente interessante, grazie per questo post! :) Mahée Ferlini

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