Passa ai contenuti principali

S.O.S. Tata, ma....

 
Copyright@NadiaScarnecchia


Il nuovo ruolo di mamma mi ha permesso di confrontarmi con un problema che probabilmente coinvolge molti genitori: quello della ricerca di una tata!

Sono molte le ragioni per cui una famiglia con prole può aver bisogno di una baby sitter: un preococe rientro lavorativo per cui la coppia non si sente di affidare un bimbo così piccolo ad una comunità come quella rappresentata dal nido preferendo che venga seguito all'interno dell'ambiente domestico, il bisogno di coprire poche ore d'assenza o la necessità di fronteggiare eventuali emergenze ed imprevisti.

In tutte queste situazioni sicuramente i genitori desiderano affidare il proprio cucciolo ad una persona educata, onesta, sensibile, dolce, equilibrata, inoltre se la tata è anche creativa nessuno disdegna! La tata deve sicuramente essere empatica, questa è una dote che dipende dall'ambiente, dalle esperienze familiari e di vita della tata. Circa questi aspetti tutti i genitori sono concordi. 

C'è invece una questione, che come educatrice-mamma, mi sta profondamente a cuore:quella relativa alla formazione della tata. Personalmente vorrei una  tata con competenze pedagogiche, non perforza laureata ovviamente, ma che abbia fatto studi nel settore!

Come educatrice, credendo profondamente nel valore dell'educazione come atto che sottende intenzionalità e reciprocità (quando si agisce o si parla con l'educando, anche con un lattante, dev'esserci il desiderio di stabilire un contatto, perchè il piccolo possa comprendere il messaggio e dare un output), trascendenza (l'intenzione di andare oltre il momento. Per esempio se stiamo leggendo un libro insieme: stiamo imparando a condividere esperienza, stiamo ampliando il linguaggio, la rappresentazione mentale, il pensiero ipotetico, scoprendo la relazione causale e temporale tra gli eventi), mediazione del significato (quando comunico al bambino di non fare una cosa, di fare un determinato percorso, spiego sempre il perchè, cerco di aiutarlo a dare un senso all'agire).  La figura educativa di riferimento, anche la tata quindi, deve aiutare il bambino a tirar fuori abilità, sapendolo incoraggiare, stimolare, trovando parole e gesti adatti per costruire  senza ferire. Per fare tutto questo non basta essere persone sensibili, amare i bambini, ma soprattutto in momenti particolari, è necessario conoscere le tappe evolutive, possedere almeno i rudimenti di pedagogia e non guasta avere pregresse esperienze in ambito educativo, perchè  una cosa è certa: ogni bambino è unico!

Quando si pensa alla ricerca della baby sitter si pensa prevalentemente ad una figura femminile e se aprendo la porta ci si trovasse davanti un uomo, quali sarebbero i sentimenti di mamma e papà? Cambierebbero le aspettative?

Sarei ben lieta di conoscere le opinioni e testimonianze dei lettori circa il tema della ricerca della tata: cosa vi aspettate? Con che criteri ne avete scelta una? Avete esperienze dirette come babysitter? 

Per la stesura di questo post, ringrazio le persone con cui ho avuto l'opportunità di confrontarmi tramite FaceBook: Claudia Manfredini (mamma), Davide Di Pierro (esperto in teatro per ragazzi, zio),  Ismaela Evangelista (psicologa e psicoterapeuta), Nicoletta Vitrugno (mamma), Cinzia Ragusa (educatrice), Daniela Di Mauro (mamma) e Sabina M. Radaelli (mamma). Ringrazio mia figlia Giulia, perchè mi permette ogni giorno di crescere e confrontarmi con nuovi bisogni e situazioni.

Commenti

  1. sai che è una questione non semplice, la tua Nadia...hai sollevato una riflessione profonda. Non sono ancora mamma, ma sono stata baby sitter. A volte sono stata chiamata da persone che mi conoscevano personalmente già da tempo (vicini di casa, genitori di vecchi bambini del nido). Spesso mi è arrivata la richiesta proprio da genitori di bambini che frequentavano il nido, ma un'educatrice non potrebbe intrattenere rapporti extralavorativi con le famiglie (sia professionalmente sia contrattualmente) e ho indicato nomi di amiche fidate, che magari in quel periodo non stavano lavorando

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Le cornicette.

Cornicette: fiori. Ricordo ancora con piacere quando al termine dell'esercizio decoravo la pagina con una bella cornicetta , al tempo per me disegnare cornicette era semplicemente un atto divertente, creativo e rilassante. In realtà tracciare cornicette per un bambino che sta terminando la scuola materna o che frequenta i primi anni della scuola elementare, può essere una risorsa per allenare non solo la creatività, ma per affinare la coordinazione mano occhio e alcuni aspetti cognitivi. Vediamo insieme come mai la cornicetta è una risorsa... Cornicetta: insetti. Per riprodurre una bella cornicetta, bisogna imparare ad osservare bene il modello : esplorarlo sistematicamente, identificarne la forma e le caratteristiche. Quindi è necessario riprodurre il modello, ma a questo fine si deve prima organizzare lo spazio (ossia i quadretti necessari), pianificare , comprendere quante righe tracciare, che orientamento dare alle righe (orizzontale, verticale, obliquo), indivi...

Coloritura Facilitata.

Mi piace molto proporre a mia figlia (4 anni compiuti da poco) delle attività. Pare si diverta e a volte è lei stessa a chiedermi con impazienza di farle fare qualcosa. Ammetto che per me è una gioia, perchè essendo una mia passione, mi sembra di trasmetterle qualche cosa di me, una sorta di eredità non materiale che le rimarrà. Per divertimento ho deciso di far sperimentare a G. la coloritura facilitata, solitamente è una strategia che si usa con bimbi che hanno difficoltà nel colorare con precisione e nel rispettare i bordi . Per chi non conoscesse la tecnica è molto semplice: si traccia il disegno col pennarello, quindi i bordi della figura vengono ripassati con colla vinilica ed una volta asciutti saranno in rilievo, creando un bell'effetto che a me ricorda  la gelatina.  Prima d'iniziare a colorare ho chiesto a G. di nominare le parti del Calimero e di passare il dito indice della mano con cui colora (la destra) sui contorni in rilievo. Mi sono r...

I giochi dei bambini della Roma antica.

  "Fammi giocare solo per gioco Senza nient’altro, solo per poco Senza capire, senza imparare Senza bisogno di socializzare Solo un bambino con altri bambini Senza gli adulti sempre vicini Senza progetto, senza giudizio Con una fine ma senza l’inizio Con una coda ma senza la testa Solo per finta, solo per festa Solo per fiamma che brucia per fuoco Fammi giocare per gioco. " di Bruno Tognolini , " Diritto al gioco " . In questo blog, talvolta è stato trattato il tema del gioco, parlando dell'importanza che  questo ha per lo sviluppo emotivo, cognitivo, fisico e relazionale del bambino. I cuccioli di ogni spece imparano e sperimentano attraverso il gioco, così anche i cuccioli d'uomo hanno sempre dedicato  tempo ed inventiva a questa attività. Per questa ragione Vi invito alla lettura del seguente articolo, che affronta il tema del gioco dei bambini nell'Antica Roma (il link è tratto da: http://piccolituristi.turismoroma.it/index.php/pa...