mercoledì 14 novembre 2012

Il valore del "prendersi cura di..."

 
Qualche tempo fa un bambino mi disse che voleva dei bulbi di fiori. Gli domandai per quale ragione li desiderasse così tanto e la sua risposta mi colpì, perchè era piena d'amore: voleva i bulbi dei fiori, perchè non aveva nessuno di cui prendersi cura. Grazie a quei fiori ogni giorno avrebbe potuto indirizzare gesti, pensieri...

Questo mi fece venire in mente un noto passo de "Il Piccolo Principe" di Antoine de Saint-Euxpery: 

"Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perchè è lei che ho innaffiata. Perchè è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perchè è lei che ho riparata col paravento. Perchè su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perchè è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perchè è la mia rosa".

Se il desiderio di prendersi cura dell'Altro è così forte già in un bambino, se il prendersi cura di un fiore, di un animale rende così felici, fa sentire così importanti, orienta verso una meta l'esistenza: quanto possiamo trarre felicità dal prenderci cura gli Uni degli Altri e Insieme della Società in cui viviamo?
(Dedicata a L. e alla sorellina C. per la sensibilità.)
 
Con l'augurio che ogni giorno sboccino fiori nuovi...
 

2 commenti:

  1. adoro questo passaggio del "Piccolo Principe"...è bello tu abbia dedicato un post alla sensibilità dei piccoli. Ancora una volta, quanto ci insegnano... GRAZIE

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    1. Grazie a te! Sì, ogni incontro con i bimbi cambia me, loro ti aiutano tanto a riflettere...

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