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Consigli di lettura: "Il ritorno dello Tsunami" La presa di coscienza: "Il mio Tzunami è differente".



 Credendo di trovarmi intrappolata tra due tsunami: l'adolescenza di mia figlia che avanza e le fragilità della "senescenza" di mia madre, ho iniziato a leggere "Il ritorno dello Tsunami" scritto a quattro mani da Alberto Pellai medico psicoterpeuta e dalla consorte psicopedagogista Barbara Tamborrini.

Ho sperato di trovare tra le pagine consigli e risposte che mi orientassero in questo momento delicato della mia vita. Pur reputando il testo interessante, non si è rivelato per me quanto stavo cercando, però ha contribuito a rendermi consapevole che lo tsunami che mi stava travolgendo maggiormente era il declino di mia madre e non per la senescenza, ma per le gravi disabilità che la affliggono. 
Quello che ho purtroppo imparato negli anni, prima come educatrice professionale, poi come figlia, quando si è caregiver di persona con disabilità si è soli a lottare con una burocrazia che non è di sostegno, che spesso fa solo perdere tempo e il sistema socio assistenziale offre  briciole ai disperati, diversamente è necessario rimboccarsi le maniche e aprire i portafogli.

Ho deciso però di scrivere comunque la recensione di questo testo dedicato alla generazione di mezzo e di introdurla con una frase, quella che ci lega tutti: genitori, figli, caregivers.

"In certi momenti il senso non conta. Contano i legami."

Ci sono momenti dell'esistenza che sono più critici, richiedono un buon equilibrismo, resilienza ed una discreta dose di umiltà. Una condizione esistenziale di questo tipo è quella che vivono molti adulti tra i 40 ed i 60 anni circa, cuscinetti tra due fragilità: quella dei figli adolescenti che progressivamente rivendicano autonomie e indipendenza, per costruire ed affermare la propria identità e la fragilità dei genitori anziani, sempre più longevi, che lottano per mantenere autonomie e competenze.

Questo costante equilibrismo genera, nella generazione di mezzo, un forte carico emotivo e di stress. Come sopravvivere? Rinunciare al controllo assoluto, responsabilizzare i figli permettendo loro di sviluppare life skills, lasciare ai genitori anziani la possibilità di rimanere attivi.

Ho trovato molto interessante il capitolo numero due: "Il cervello degli anziani".

Sebbene la perdita di neuroni inizi intorno ai trent'anni di età, è dopo i settant' anni che diventa più consistente e decisiva. Il nostro meraviglioso cervello risponde al principio dell'abbondanza, per cui abbiamo più neuroni di quelli necessari, ma la compensazione non è infinita, quando si arriva ad una soglia critica la riserva neuronale  non è più sufficiente , quindi col passare del tempo arrivano le difficoltà (problemi di memoria, attenzione, rallentamento della velocità di elaborazione).

Fortunatamente il processo d'invecchiamento può essere rallentato curando alcuni aspetti:
  • seguire un' alimentazione equilibrata 
  • non assumere alcolici e tabacco
  • ridurre ansia e stress
  • curare la quantità e la qualità del sonno
  • porre attenzioni alle attività sociali (relazioni, prestare servizio)
  • prediligere la lettura e le attività intellettuali
e non ultimo:
  • fare regolare attività fisica (l'attività aerobica come la camminata stimola le sinapsi, vascolarizza, riduce l'infiammazione, l'attività muscolare contrasta sarcopenia e osteoporosi)
Il libro conclude proponendo una filmografia, indicando alcuni titoli da guardare, magari con i genitori ed i figli per avere spunti di riflessione condivisa.

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