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Consigli di lettura: "L'età dello Tsunami. Come sopravvivere ad un figlio preadolescente."





Il bisogno di strumenti e consapevolezza, dettato dal duplice e delicato ruolo di madre ed educatrice di preadolescenti presso una scuola secondaria di primo grado, mi ha orientato verso la lettura de "L'età dello tsunami. Come sopravvivere ad un figlio preadolescente" scritto a quattro mani dal medico e psicoterapeuta Alberto Pellai e dalla pedagogista Barbara Tamborini: compagni di avventura non solo nel lavoro, ma anche sposi impegnati nel quotidiano e complesso mestiere di genitori.

La preadolescenza presenta ai giovanissimi e alle figure educative di riferimento nuove sfide, che richiedono ai fanciulli l'acquisizione di un maggior senso di consapevolezza, l'assunzione di maggiori responsabilità e la capacità di riconoscere, gestire emozioni più complesse e relazioni.

L'adulto deve imparare ad accompagnare in maniera adeguata, innanzitutto cercando di autoregolarsi emotivamente senza venir sopraffatto dalle emozioni impetuose dei giovani e capire quando stare a fianco, quando fare un passo avanti o piuttosto uno in dietro.

Il testo aiuta a comprendere che il cervello dei preadolescenti non è un cervello maturo, ma un organo neuroplastico in cui si stanno creando nuove connessioni simpatiche, dove la mielinizzazione (ossia il processo di rivestimento delle fibre nervose con una guaina mielinica per l'isolamento elettrico) è in divenire: causando disregolazione emotiva, ossia il cervello emotivo ha il sopravvento sugli aspetti cognitivi.

La corteccia prefrontale (parte anteriore del lobo frontale), che ha un ruolo determinante per lo svolgimento di funzioni cognitive complesse come: inibizione dell'impulsività, gestione di aggressività ed emozioni, pianificazione, organizzazione, competenze prosociali, problem solving e processi decisionali con valutazione delle conseguenze, terminerà il suo sviluppo intorno ai 25 anni.

Gli autori guidano i lettori verso la comprensione dei rischi e delle fragilità a cui sono esposti i giovani in questa fase evolutiva: più inclini a sviluppare dipendenze, attratti da novità ed emozioni forti, ma senza adeguate competenze per valutare le conseguenze di scelte e azioni. Giovani che faticano ad andare a letto presto, ma che si alzano presto per andare a scuola, corrono il rischio di essere maggiormente disregolati, ansiosi, impulsivi, aggressivi.

Un aspetto importante su cui riflettere, un punto di forza, è che la preadolescenza è un tempo dell'esistenza adatto per coltivare attitudini riflessive: sperimentare la meditazione, avvicinarsi ad un credo religioso con sapienza, giocare con giochi in scatola per sviluppare abilità cognitive e metacognitive (le competenze che permettono di riflettere sui propri pensieri e ragionamenti).

Gli autori offrono un questionario di autovalutazione che rappresenta per l'adulto un invito a mettersi in discussione, scoprendo le proprie vulnerabilità che spesso affondano radici nell'esperienza di attaccamento sperimentata con le proprie figure di riferimento genitoriali.

E' sicuramente uno strumento utile l'ampia e approfondita filmografia presentata al termine del libro, che offre spunti riflessivi per genitori e ragazzi per aprire il dialogo, affrontare o prevenire criticità e crescere insieme.

Una lettura del testo è consigliata a genitori, nonni, educatori, docenti.

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