Parlare del padre, attraverso la lettura.

Un tema che mi ha sempre affascinato è quello del padre, probabilmente perchè questa  figura è scivolata via dalla mia vita in maniera improvvisa nel pieno della mia  adolescenza, all'alba della nostra possibile riconciliazione.

Solo ora mi rendo conto di aver dedicato più letture al padre, rispetto al tema della maternità, nonostante il mio ruolo di madre.

Vi propongo tre libri profondamente diversi che parlano del padre, dedicati a tre fasce d'età differenti, sebbene io sia assolutamente convinta che non ci sia età per un libro, ma solo il bisogno d'incontrare quel particolare titolo, quelle parole, quelle immagini o quella grafica in un determinato momento della vita e la vita non ha regole e tanto meno età, se non quella che  ci sentiamo dentro.


  Comincio da un romanzo per "adulti", edito da Garzanti: "Danny l'eletto", di Chaim Potok.



"Una parola vale una moneta, il silenzio ne vale due." Talmud

Questo libro mi è stato consigliato da una delle tre persone che hanno segnato la mia vita e che posso in maniera differente considerare padri. Con questa persona ho un grande debito di riconoscenza, che probabilmente non so esprimere a parole, perchè ha fatto per me più di quanto gli fosse dovuto. È un libro che ho tenuto sullo scaffale della libreria per circa 10 anni, col proposito di leggerlo e non mi sono mai sentita pronta, sino allo scorso anno, quando ho letteralmente divorato il libro in pochi giorni.

È la narrazione di un'amicizia tra due ragazzi, ma è contemporaneamente la storia della relazione tra padri e figli: dei conflitti, dei silenzi, della difficoltà di essere padri e di essere figli. 

Fare i padri, essere padri va ben oltre il concepimento ed è una immensa responsabilità, alla luce di tutto il bagaglio di vita e cultura che ogni padre porta dentro di sé. Il padre lascia inevitabilmente un' eredità spirituale, in maniera più o meno consapevole, più o meno intenzionale e questa in qualche modo segna la vita dei figli.

Un libro non semplice, per la ricchezza di contenuti e riferimenti culturali, che non può lasciare indifferente il lettore e che fa pensare.



  Il secondo libro è un classico della letteratura italiana per "ragazzi":"Pinocchio", di Collodi, edito da Battello a Vapore.




Pinocchio non è il figlio ideale, è di legno, non è ubbidiente, non rispetta le regole, promette e non mantiene, dice le bugie. Eppure, nella sua imperfezione, Pinocchio è il figlio desiderato da Geppetto.

Geppetto non abbandona mai Pinocchio e sebbene il burattino non sia fedele al padre, il padre mantiene sempre la sua promessa di fedeltà. Lo cerca, lo aspetta, lo accogliere, si fa testimone dei valori che si aspetta dal figlio, crede in lui e l'esempio, la fiducia, la coerenza di Geppetto germogliano come semi in Pinocchio, che si trasforma: da burattino di legno a bravo ragazzo, in carne ed ossa, ma Geppetto padre non attribuisce a sé il merito della metamorfosi di Pinocchio, ma al figlio, perché un padre è testimone, ma non può imporre al figlio chi deve divenire. 


Collodi descrive un padre molto distante dal padre padrone dell'800. Sembra quasi abbia letto Recalcati in "Cosa resta del padre?", lettura consigliatissima sul tema, che non oso recensire, perchè non mi ritengo all'altezza.

 
  L'ultimo libro è per i più "piccoli":"Indovina quanto ti voglio bene" di S.McBratney, delicatamente illustrato da Anita Jeram, edito da Nord-Sud Edizioni.
 

 
Il libro esprime dolcemente con immagini e metafore infantili il grande rapporto d'amore, quasi una gara a chi più ama l'altro, quanto vasto può essere l'amore tra padri e figli. Un amore infantile, senza conflitti o tensioni, ma in cui il padre è l'ideale. Leprottino dice in ogni modo a papà Leprotto che gli vuole tanto bene e anche papà gli conferma l'amore immenso che nutre per lui.

Buona lettura, leggete sempre, soprattutto quando la vita vi pare più dura e meno clemente, perchè i libri possono essere la vostra risorsa e dimostratelo ai vostri figli!

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