mercoledì 12 febbraio 2014

UPPA (Un Pediatra Per Amico): "Talebani di casa nostra."

Dal web.
 
Come educatrice ed ora anche in veste di futura mamma di Giulia (dovrebbe nascere a ore o a giorni!), mi è spesso capitato di leggere e ascoltare le perplessità di alcuni genitori circa i vaccini (che talvolta vengono ritenuti un “complotto delle multinazionali”).

Sebbene il vaccino, come qualunque farmaco, possa innegabilmente essere causa d'effetti collaterali a volte irreversibili, per cultura ed esperienze familiari ho sempre pensato fosse una grande opportunità (la mia bisnonna morì di tetano, lasciando dolorosamente orfani la nonna ed i suoi fratelli). 

Per questa ragione ci tengo a riportare l'articolo diffuso da UPPA (Un Pediatra Per Amico), affinchè ognuno possa fare le proprie scelte consapevolmente, ricordandosi anche che interagendo nel sistema sociale, ogni nostro comportamento impatta inevitabilmente e condiziona anche quello degli altri membri della società.

"La Poliomielite non se la ricorda più nessuno; anche a me, che pure ho studiato negli anni ’60 del secolo scorso, non è mai stata insegnata. Ho solo un vago ricordo della paura dei miei genitori, quando ci fu un’epidemia negli anni ’50, poi ricordo di essere stato vaccinato; ogni tanto noto per strada un uomo o una donna (ormai anziani) che zoppica per gli esiti di questi malattia (si chiamava anche “paralisi infantile”); i morti sono stati dimenticati da un pezzo.
Eppure la Polio ancora esiste in alcuni paesi del mondo: uno di questi è l’Afganistan.
Non solo esiste, ma si è diffusa molto nei decenni passati, durante il governo dei talebani, che si erano opposti alla vaccinazione di massa, ritenendo che questa fosse una “diavoleria” e un “complotto delle multinazionali” (vi ricorda qualcosa questa teoria?).
Poi persino i talebani cedettero, la vaccinazione di massa riprese e i casi di poliomielite cominciarono a diminuire di nuovo.
È notizia dell' 11 febbraio, e apre l’home page del sito della BBC, la diagnosi di un caso di poliomielite a Kabul: si tratta di una bambina il cui padre lavora come taxista e attraversa spesso il confine con il Pakistan. Mentre i talebani afgani si sono convinti dell’utilità della vaccinazione e hanno smesso di ostacolarla, i loro confratelli pakistani continuano a fare propaganda contro i vaccini e perciò, dall’altra parte del confine, ci sono ancora moltissimi bambini non vaccinati. E da loro il contagio si diffonde.
Come è piccolo il Mondo!
Anche noi abbiamo i nostri talebani antivaccinali, anche se, per fortuna, non hanno molti seguaci. 
Immaginiamo però per un attimo cosa accadrebbe se anche da noi ci fossero centinaia di migliaia di bambini non vaccinati: il Mondo è piccolo e i confini si attraversano facilmente dappertutto e potremmo un domani registrare dei casi anche qui.
Abbiamo tanta paura di un po’ di febbre e ricorriamo all’ospedale per qualche bollicina o per il mal di orecchie: chissà cosa faremmo se dovessimo temere la “paralisi infantile”!
UPPA ha sempre avuto un atteggiamento equilibrato sulle vaccinazioni, abbiamo per esempio criticato l’allarmismo e l’inutile (e fallimentare) campagna di vaccinazioni contro l’influenza “aviaria” del 2009 e poi “suina” del 2010 (ricordate?), per questo qualcuno ci ha arruolato, a nostra insaputa, fra i nemici dei vaccini.
Be’, ci teniamo a precisarlo, non è così.

Vincenzo Calia"

 

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