Passa ai contenuti principali

Camminare con i bambini.

Dal web.

“Camminare è una delle prime cose che un bambino vuole fare, è una delle ultime cose che ognuno di noi vuole abbandonare.” (Sussman A., Geede R., The Magic of Walking, Simon and Shuster, 1967)

Il camminare nasce con l'uomo, è un istinto. Il bambino, generalmente dopo aver gattonato, inizia a sentir il bisogno di alzarsi in piedi e piano piano, prima incerto, poi con progressiva sicurezza, il cucciolo d'uomo s'incammina orgoglioso.

Cosa c'è di più bello per un bambino che ricevere le attenzioni dei genitori, dei nonni e trascorrere con loro momenti indimenticabili? Il camminare è un'ottima occasione per condividere e sperimentare il piacere di stare insieme. E' necessario iniziare con brevi percorsi semplici, rispettando i tempi dei bambini e se necessario inserire qualche pausa.
Non va sottovalutato il potere del rinforzo: dite ai vostri bambini quanto vi piace condividere con loro il cammino e sottolineate i loro piccoli traguardi.

Camminare con i più piccoli è un' attività d'esplorazione, non il semplice muoversi insieme, ma un esercizio di ricerca di nuovi stimoli per andare avanti, per accrescere nei vostri figli o nipoti il senso della scoperta e la curiosità, insomma una metafora della vita.

Non c'è un luogo ideale per camminare insieme: qualsiasi occasione ed ogni luogo si prestano alla pratica di quest'attività ecologica, salutare e a misura d'uomo.
Si può camminare in città, per scoprire insieme luoghi ricchi di storia e folklore; è rilassante passeggiare per giardini e parchi urbani osservando la natura in divenire attraverso le stagioni, alla ricerca di ghiande, di foglie dalle molteplici geometrie e sfumature, catturando l'attenzione dei più piccoli.
Si possono organizzare gite immersi nella natura, magari coinvolgendo altre famiglie con bambini, trasformando la passeggiata in un'occasione di socializzazione.

Nel quotidiano, perché il camminare dovrebbe divenire per adulti e bambini un bisogno giornaliero, si può andare a piedi all'asilo o a scuola, iniziando la giornata con un salutare rito di condivisione, riducendo lo stress: camminare aiuta il cervello a produrre endorfine (neuromodulatori che regalano un senso di benessere).

Insegnare ai bambini ad apprezzare quest'atto motorio che ci appartiene sin da tempi remoti, consentendo loro di farne quotidiana esperienza, li rende consapevoli di quanto possa essere meraviglioso e prezioso il nostro corpo, come questo ci permetta di spostarci, raggiungere obiettivi e dominare lo spazio.

S'impara sempre tanto camminando e l'opportunità di poterlo fare, anche se sembra un atto così scontato, è un dono rinnovato che riceviamo.


Dal web.



Commenti

Post popolari in questo blog

"Cortocircuiti emozionali." Spiegati dalla dottoressa Daniela Lucangeli

Condivido questo meraviglioso video, in cui la Professoressa Daniela Lucangeli, spiega i cortocircuiti emozionali, perchè nel mio piccolo credo profondamente nella "scienza servizievole".

Sin da bambina ho sempre amato imparare, ogni nuovo apprendimento mi pareva la conquista di una ricchezza, un tesoro, ma l'ansia, la paura  per me son sempre state in agguato e quindi fino al giorno della tesi (e ne porto i segni ancora ora), ho sempre studiato con la paura di sbagliare, col timore di non essere all'altezza e le mie emozioni mi hanno spesso portato verso l'evitamento o la fuga dal compito.

Proprio per questa ragione invito tutti gli educatori (che siano professionisti del settore o genitori, nonni) ad ascoltare quanto ci insegnano le neuroscienze e l'epigenetica e a sforzarsi di comprendere quanto sia importante trasmettere emozioni positive al bambino che apprende, insegnare a non temere l'errore, ma a considerarlo un punto di partenza per fare meglio …

Le cornicette.

Ricordo ancora con piacere quando al termine dell'esercizio decoravo la pagina con una bella cornicetta, al tempo per me disegnare cornicette era semplicemente un atto divertente, creativo e rilassante.
In realtà tracciare cornicette per un bambino che sta terminando la scuola materna o che frequenta i primi anni della scuola elementare, può essere una risorsa per allenare non solo la creatività, ma per affinare la coordinazione mano occhio e alcuni aspetti cognitivi.
Vediamo insieme come mai la cornicetta è una risorsa...


Per riprodurre una bella cornicetta, bisogna imparare ad osservare bene il modello: esplorarlo sistematicamente, identificarne la forma e le caratteristiche. Quindi è necessario riprodurre il modello, ma a questo fine si deve prima organizzare lo spazio (ossia i quadretti necessari), pianificare, comprendere quante righe tracciare, che orientamento dare alle righe (orizzontale, verticale, obliquo), individuare se si tratta di linee dritte o curve. La cornicetta…

Le Alpi (Ma Con Gran Pena Le ReCa Giù).

Quando frequentavo la scuola elementare (molti anni or sono, aimè!) la maestra ci insegnò una buffa frase, per ricordare il nome delle Alpi: Ma Con Gran Pena Le ReCa Giù.


Per divertirmi un pò, ho inventato questa filastrocca, dedicata a tutti i bimbi che stanno imparando a conoscere queste splendide montagne!



Ma Con Gran Pena Le Re Ca Giù: ma che freddo fa qua sù, qua su per la montagna è più fresco che in campagna!
Ma Con Gran Pena Le Re Ca Giù: un giro per le Alpi farai tu, non le scorderai mai, mai ora che il nome imparerai.
Marittime, non dimenticare, son le Alpi vicino al mare. Cozie, dal buffo nome gli abitanti mangian tome.
Ma Con Gran Pena Le Re Ca Giù: ora tu ne sai di più. Gaie e Pennine, da ricordare ci puoi andare a sciare.
Lepontine, alti monti per i laghi sono le fonti. Retiche, fresche montagne puoi raccoglier le castagne.
Ma Con Gran Pena Le Re Ca Giù: per le Alpi viaggi tu. Carniche: Alpi Orientali per praticar sport invernali.
Giulie, dallo splendido nome fanno appassionar molte persone. …