Passa ai contenuti principali

Un libro per amico: chi trova un amico trova un tesoro...



Emanuele Luzzati




"Se i libri fossero di torrone,
ne leggerei uno a colazione.

Se un libro fosse fatto di prosciutto,
a mezzogiorno lo leggerei tutto.

Se i libri fossero di marmellata,
a merenda darei una ripassata.

Se i libri fossero frutta candita,
li sfoglierei leccandomi le dita.

Se un libro fosse di burro e panna,
lo leggerei prima della nanna."  

R. Piumini


E' noto, che la lettura sotto forma di pratica condivisa, è un'esperinza che dovrebbe accompagnare ogni fanciullo sin dai primi periodi della propria vita.

Può essere utile non interrompere quest'esperienza di condivisione quando il bambino comincia la scuola ed impara a leggere autonomamente; la capacità di essere autonomo nella lettura, non implica necessariamente che debba essere sospesa un'esperienza fatta di condivisione di tempo ed emozioni.

La lettura condivisa, oltre ad essere apprezzabile per la dimensione  affettiva e relazionale, è rilevante per lo sviluppo cognitivo (v. Fare esperienze di lettura condivisa.).

Per questa ragione l'esperienza di lettura condivisa può essere protratta anche in età scolare, quando il bambino dovrebbe essere capace di leggere in autonomia. 

Quando un bimbo ha una difficoltà, che rende meno semplice il processo di lettura e quindi la decodifica del testo richiede uno sforzo tale da compromettere la fluidità e condizionare la comprensione, è bene che il genitore o l'educatore quando c'è possibilità di averne uno, si faccia mediatore tra il bambino e la lettura. 

Difficilmente un bimbo con un problema di questo tipo prende spontaneamente un libro e legge per il piacere di farlo. Che l'adulto legga per/con lui, stimoli a mettere in relazione, faccia domande per facilitare il processo di comprensione, per mediare la successione temporale ed il rapporto causa effetto!

Questa pratica non persegue il fine di rendere la lettura un processo noioso o simile al compito scolastico, ma deve essere orientata a non far mancare al fanciullo i benefici di quest'esperinza. 

Il modo di fare le cose insieme può fare la differenza: se questi momenti si trasformano in un'interrogazione incalzante saranno sicuramente spiacevoli e faticosi, ma se questi divengono un'occasione di scambio, l'opportunità per scegliere insieme un testo accattivante, un'occasione per stare insieme, un modo per soffermarsi sulle immagini, per confrontarsi sulle sensazioni, allora può essere un bel momento d'incontro e reciprocità.

L'intenzionalità e la reciprocità sono fondamenteli nelle esperienze educative.

Nella sezione del blog: "Alta leggibilità", potete trovare alcuni link utili pertinenti con questo tema. 

I suggerimenti dell'educatrice:


_ Leggi al tuo bambino sin dai primi mesi di vita.

_ Sce
gli nella tua casa un angolo tranquillo, un angolo morbido, accogliente.

_ Scegli con cura le letture, cerca immagini accattivanti, che accompagnino le parole.

_ Leggere ad alta voce al proprio bambino ha una triplice valenza: relazionale, affettiva e cognitiva.

_ Non smettere di leggere a tuo figlio quando inizia la scuola, continua a leggere per lui, come gesto d'amore, per condividere del tempo.

_ Leggi a tuo figlio, anche se in potenza sa farlo, quando ha difficoltà nella lettura: queste difficoltà non lo stimolano a leggere autonomamente, ma non farlo rinunciare a quest'esperinza, ai benefici di un buon libro, di un bel racconto, accompagnalo tu con la tua voce!

Commenti

Post popolari in questo blog

"Cortocircuiti emozionali." Spiegati dalla dottoressa Daniela Lucangeli

Condivido questo meraviglioso video, in cui la Professoressa Daniela Lucangeli, spiega i cortocircuiti emozionali, perchè nel mio piccolo credo profondamente nella "scienza servizievole".

Sin da bambina ho sempre amato imparare, ogni nuovo apprendimento mi pareva la conquista di una ricchezza, un tesoro, ma l'ansia, la paura  per me son sempre state in agguato e quindi fino al giorno della tesi (e ne porto i segni ancora ora), ho sempre studiato con la paura di sbagliare, col timore di non essere all'altezza e le mie emozioni mi hanno spesso portato verso l'evitamento o la fuga dal compito.

Proprio per questa ragione invito tutti gli educatori (che siano professionisti del settore o genitori, nonni) ad ascoltare quanto ci insegnano le neuroscienze e l'epigenetica e a sforzarsi di comprendere quanto sia importante trasmettere emozioni positive al bambino che apprende, insegnare a non temere l'errore, ma a considerarlo un punto di partenza per fare meglio …

Le cornicette.

Ricordo ancora con piacere quando al termine dell'esercizio decoravo la pagina con una bella cornicetta, al tempo per me disegnare cornicette era semplicemente un atto divertente, creativo e rilassante.
In realtà tracciare cornicette per un bambino che sta terminando la scuola materna o che frequenta i primi anni della scuola elementare, può essere una risorsa per allenare non solo la creatività, ma per affinare la coordinazione mano occhio e alcuni aspetti cognitivi.
Vediamo insieme come mai la cornicetta è una risorsa...


Per riprodurre una bella cornicetta, bisogna imparare ad osservare bene il modello: esplorarlo sistematicamente, identificarne la forma e le caratteristiche. Quindi è necessario riprodurre il modello, ma a questo fine si deve prima organizzare lo spazio (ossia i quadretti necessari), pianificare, comprendere quante righe tracciare, che orientamento dare alle righe (orizzontale, verticale, obliquo), individuare se si tratta di linee dritte o curve. La cornicetta…

Le Alpi (Ma Con Gran Pena Le ReCa Giù).

Quando frequentavo la scuola elementare (molti anni or sono, aimè!) la maestra ci insegnò una buffa frase, per ricordare il nome delle Alpi: Ma Con Gran Pena Le ReCa Giù.


Per divertirmi un pò, ho inventato questa filastrocca, dedicata a tutti i bimbi che stanno imparando a conoscere queste splendide montagne!



Ma Con Gran Pena Le Re Ca Giù: ma che freddo fa qua sù, qua su per la montagna è più fresco che in campagna!
Ma Con Gran Pena Le Re Ca Giù: un giro per le Alpi farai tu, non le scorderai mai, mai ora che il nome imparerai.
Marittime, non dimenticare, son le Alpi vicino al mare. Cozie, dal buffo nome gli abitanti mangian tome.
Ma Con Gran Pena Le Re Ca Giù: ora tu ne sai di più. Gaie e Pennine, da ricordare ci puoi andare a sciare.
Lepontine, alti monti per i laghi sono le fonti. Retiche, fresche montagne puoi raccoglier le castagne.
Ma Con Gran Pena Le Re Ca Giù: per le Alpi viaggi tu. Carniche: Alpi Orientali per praticar sport invernali.
Giulie, dallo splendido nome fanno appassionar molte persone. …