giovedì 5 luglio 2012

Fare esperienze di lettura condivisa: “Me lo leggi?”




Sei mesi già ho e son pronto a giocare
coi libri che tu saprai farmi sfogliare.
Tu leggimi un libro e sai che ti dico?
Un libro sarà per sempre mio amico.”

Alberto Pellai (psicoterapeuta dell'età evolutiva)


"Me lo leggi?", di G. Cozza

Un libro che ho recentemente letto con curiosità e piacere è: “Me lo leggi?” di Giorgia Cozza, giornalista comasca che collabora con riviste specializzate in infanzia, maternità, salute della mamma e del bambino.

“Me lo leggi?” è un percorso attraverso la pratica della lettura condivisa, infatti il libro tratta questo tema da differenti prospettive, riportando le testimonianze dei genitori, dei bimbi e degli esperti.

Perché leggere ai bambini e perché farlo sin dai primi mesi di vita?
La protagonista indiscussa della lettura condivisa è la voce, che si fa veicolo d'affettività; la voce diviene dono d'amore per continuare un legame iniziato ancor prima della nascita.

Leggere ad alta voce al proprio bambino ha una triplice valenza: relazionale, affettiva e cognitiva.

Innanzitutto c'è la relazione, la possibilità di rinforzare il legame tra madre e bambino attraverso il suono della voce che il piccolo ha imparato a conoscere e sentire, ancor prima della nascita; la voce della mamma garantisce continuità, è riferimento, rassicura, cura.
Leggere a voce alta per il proprio bambino significa dedicarsi reciprocamente tempo prezioso, è un'esperienza importante di condivisione e di ascolto.

La lettura condivisa ha un grande valore anche per lo sviluppo dell'affettività: il grembo materno è un universo sonoro, il bambino vive immerso nel liquido amniotico, ma anche a stretto contatto con il battito del cuore della mamma e con la voce di questa; voce che sente da fuori, ma anche voce che ascolta da dentro. L'intenzionalità, il trasporto, l'amore con cui si legge al proprio bambino è più rilevante di cosa si legge; l'affettività è necessaria alla creazione di uno spazio emotivo, in cui il piccolo ed i genitori possono emozionarsi insieme, dove il bambino sperimenta emozioni, rivive paure e viene rassicurato.

Un'altra ragione per cui leggere per il proprio bambino è per favorirne lo sviluppo cognitivo. Leggere sin dalla tenera età aiuta il piccolo ad abituarsi all'ascolto, ad implementare i tempi d'attenzione (che inizialmente saranno estremamente brevi), è un valido aiuto per aumentare la comprensione del linguaggio ed arricchire il lessico. Ascoltare la voce che legge aiuta a sviluppare l'immaginazione, l'intelligenza narrativa (ossia la capacità di organizzare il pensiero secondo sequenze logico – temporali). Gli studi documentano che esperienze precoci di lettura condivisa favoriscono il successo scolastico.

Ogni momento può essere adatto per leggere insieme, se si ha voglia di farlo: occorre trovare un angolino tranquillo, spegnere la televisione, i cellulari, il computer e lasciarsi trasportare dalla voce, dalle parole, dalle immagini.

La lettura accompagna le tappe dello sviluppo del bambino: si comincia con la voce che canta la ninna nanna o recita la filastrocca, con i libricini morbidi e sensoriali, poi con libri con immagini e poche parole, per passare a letture e libricini che accompagnano la crescita del piccolo, segnando il momento del passaggio al vasino, l'ingresso alla scuola materna, il tempo in cui il bambino diventa fratello o sorella maggiore.

Libri, favole, racconti, narrazioni di esperienze familiari per condividere emozioni, per affrontare insieme criticità, per tramandare aneddoti, per costruire esperienze.

Non è solo la voce della mamma ed essere preziosa, ma anche la voce del papà è molto apprezzata; la lettura condivisa è piacevole e consolida la relazione anche quando sono i nonni, i fratellini, le tate a leggere per i piccoli.

La possibilità di leggere per il bambino, non finisce con l'ingresso alla scuola primaria, quando il piccolo scolaro diventa un lettore autonomo. I bambini dimostrano di gradire questa pratica di piacere, che è principalmente condivisione di tempo e veicolo di affettività, anche quando ormai sanno leggere in autonomia.

Con il trascorrere degli anni arriverà il momento in cui la lettura condivisa rimarrà un bel ricordo da custodire, che in alcuni casi lascerà spazio alla condivisione di letture, allo scambio di libri, ai reciproci consigli.


1 commento:

  1. il mio bimbo ha la sdd e lavoro molto per allungargli i tempi di attenzione anche leggendo libri, di quelli hce riproducono anche suoni. E ancora piccolo puoi consigliarmi letture appropriate?

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