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La scuola nella società complessa: un piccolo spunto di riflessione.


Illustrazione di Cara Carmina.

La complessa società moderna con le sue dinamiche, è spesso causa di incertezza e disorientamento, quindi si rivela necessario maturare risorse per adattarsi al cambiamento, fronteggiare la complessità, imparando a riprogettarsi. Uno degli obiettivi principali dell'educazione e delle figure educative è quello di aiutare i soggetti a sviluppare strategie per affrontare efficacemente le situazioni nuove.

"Per prepararsi alla società di domani non bastano conoscenze e capacità di metterle in pratica acquisite una volta per tutte. E' indispensabile soprattutto l'attitudine ad apprendere e comunicare." (Consiglio europeo Bruxelles, 1993) Tratto da:"Il Programma di Arricchimento Strumentale", di Reuven Feuerstein, Raphael S. Feuerstein, Luis Falik e Yaacov Rand. 

Attraverso l'apprendimento e l'esercizio costante, i soggetti possono imparare a costruire personali strategie per imparare ad imparare. L'intelligenza è un entità dianamica, non determinata irrimediabilmente della genetica, ma frutto dell'interazione del soggetto con l'ambiente circostante e con gli stimoli che da questo riceve. Ogni individuo è modificabile, a prescindere dall'età, dall'eventuale esistenza di  patologia  e dalla gravità di questa.

La scuola  è il luogo in cui i ragazzi apprendono i contenuti, ma è importante che imparino soprattutto a pensare, ad elaborare strategie per migliorare la propria flessibilità e rendere lo studio maggiormente efficiente: è il luogo in cui i giovani devono sviluppare curiosità ed interessi, motivarsi nei confronti dell'apprendimento non semplicemente finalizzato al rendimento scolastico, ma all'arricchimento personale, all'assunzione di un ruolo attivo nei confronti dello studio, ma ancor più in relazione agli eventi della vita. La scuola è il luogo dove imparare a pensare, cooperare, condividere.

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Condivido questo meraviglioso video, in cui la Professoressa Daniela Lucangeli, spiega i cortocircuiti emozionali, perchè nel mio piccolo credo profondamente nella "scienza servizievole".

Sin da bambina ho sempre amato imparare, ogni nuovo apprendimento mi pareva la conquista di una ricchezza, un tesoro, ma l'ansia, la paura  per me son sempre state in agguato e quindi fino al giorno della tesi (e ne porto i segni ancora ora), ho sempre studiato con la paura di sbagliare, col timore di non essere all'altezza e le mie emozioni mi hanno spesso portato verso l'evitamento o la fuga dal compito.

Proprio per questa ragione invito tutti gli educatori (che siano professionisti del settore o genitori, nonni) ad ascoltare quanto ci insegnano le neuroscienze e l'epigenetica e a sforzarsi di comprendere quanto sia importante trasmettere emozioni positive al bambino che apprende, insegnare a non temere l'errore, ma a considerarlo un punto di partenza per fare meglio …

Le cornicette.

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Cosa fa un educatore socio-culturale?

Vorrei condividere con tutti i lettori quest'interessante spiegazione concernente la professione dell'educatore socio-culturale (tratta da: Atlante delle professioni _ Informalavoro, Torino. http://www.comune.torino.it/lavoro/num18_10/06.htm), perchè dal confronto con colleghi, abbiamo inteso che non è chiaro per molti, quale sia il nostro ruolo e  in che ambito possiamo lavorare. 
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Chi è?L’educatore socio-culturale promuove la crescita personale, l’inserimento e la partecipazione sociale, accompagna i gruppi, le comunità e le singole persone a sviluppare le potenzialità ludiche, culturali, espressive e relazionali. Tra gli aspetti caratterizzanti la sua attività vi sono: l’ideazion…