venerdì 2 marzo 2012

Educatori di tutta Italia scriviamo al Governo.


Cari Colleghi Educatori,

Vi invito a leggere e a scrivere al Forum di Palazzo Chigi.

L'articolo che state per leggere è tratto da: http://www.reset-italia.net/2012/02/02/educatori-di-tutta-italia-scriviamo-al-governo/


La partita del corso di laurea in Educatore Professionale conseguito presso le facoltà di Scienze della Formazione dell’Educazione è ancora aperta. L’UDU (Unione degli Universitari) ha annunciato un ricorso all’Antitrust mentre un centinaio di laureandi e laureati di Roma Tre stanno svolgendo assemblee organizzative per promuovere una doppia azione legale nei confronti del Ministeri dell’Istruzione e della Salute e delle Università interessate.


Una vertenza che riguarda il futuro lavorativo di tanti studenti universitari e laureati nei corsi di Educatore Professionale conseguiti nelle Facoltà diverse da Medicina. Infatti l’Accordo Stato Regioni del 10 febbraio 2011 all’art. 6 (punto k) escluderebbe molte migliaia di educatori professionali in tutta Italia dal riconoscimento di equivalenza del loro titolo ai fini dell’esercizio professionale sia subordinato sia autonomo in ambito sanitario.


In base a tale accordo, entro il mese di giugno 2012 sarebbe possibile fare domanda alla Regioni per chiedere l’equivalenza della propria laurea in Educatore Professionale con le lauree già abilitate della Facoltà di Medicina. 

L’esclusione dalla procedura di equivalenza dei laureati di Scienze della Formazione e dell’Educazione sarebbe una vera storpiatura giuridica e una profonda ingiustizia ai danni di migliaia di giovani. Basta esaminare attentamente il profilo della classe di laurea dell’Università di Roma Tre approvata dallo stesso Ministero dell’Università per capire come su un titolo di studio che ha la stessa denominazione e che abbraccia dal punto di vista formativo ambiti disciplinari socio-sanitari ci sia un vulnus giuridico anticostituzionale,  una grossa disparità di trattamento e di opportunità lavorative. 
In attesa di mettere in atto iniziative organizzate dal punto di vista legale e politico, è importante farsi sentire.
SCRIVETE TUTTI!


Dove scrivere? Qui: http://www.governo.it/scrivia/RedWeb_Form.htm

1 commento:

  1. Condivido con Voi la mia lettera:

    "Gentili Ministri,

    sono Nadia Scarnecchia, laureata con ottimi voti in scienze dell'educazione a Torino, con l'indirizzo educatore socio-culturale per i servizi educativi e culturali. Dopo la laurea ho arricchito la mia preparazione specializzandomi in metodi di educazione cognitiva quali: il metodo Feuerstein ed il Programma Bright Start di Haywood. Ho inoltre partecipato a seminari e convegni, perché credo nell'importanza della formazione continua. La mia passione per il settore è tale, che nel tempo libero curo un blog inerente tematiche educative.
    Scrivo per denunciare la grave ingiustizia e disparità di trattamento provocata da una serie di decreti ministeriali e legislativi che hanno conferito alle facoltà di Medicina il monopolio di formare e abilitare alla professione gli educatori professionali con la classe di laurea SNT2.
    Le mie esperienze professionali sono deludenti e sconfortanti: contratti a progetto o a prestazione occasionale retribuiti con estrema calma che mi hanno indotta ad anticipare soldi per mesi, pagamenti talvolta inferiori ai 7 euro lordi. Ho sperato di poter partecipare a dei concorsi per educatore di asilo nido, ma nella Provincia di Torino, nell'anno 2011 non sempre il bando contemplava il possesso di laurea di classe pedagogica, in favore della qualifica professionale di educatrice prima infanzia conseguita in seguito ad un corso di 1000 ore.
    Ho quindi provato a partecipare ad un bando per la formazione di una graduatoria da utilizzare per assunzioni a tempo determinato nel profilo di insegnante di attività integrative – servizio di sostegno ad alunni con disabilità presso i cesm categoria C1, indetto dalla Città di Torino, con scadenza bando in data 15/07/2011, ma ancora oggi non è stata stilata una graduatoria.
    Le possibilità d'impiego per noi educatori di classe pedagogica sono decisamente ridotte e i pochi lavori che ancora non ci sono preclusi contemplano retribuzioni che consentono un tenore di vita al limite della povertà.
    Mi sento profondamente delusa e amareggiata come cittadina italiana, ancor prima che come educatrice, perché tanto si sente parlare di merito quanto pare di assistere al disinteresse delle Istituzioni, che troppo spesso affrontano le questioni trasformandole in una contesa tra fazioni, piuttosto che in un problema comune da risolvere nell'interesse dei cittadini e del Paese.

    Cordiali saluti,
    Nadia Scarnecchia"

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