Passa ai contenuti principali

Cos'è la valutazione dinamica di Feuerstein (L.P.A.D)?



Per poter spiegare cos'è la valutazione L.P.A.D. (valutazione dinamica della propensione all'apprendimento) è doveroso chiarire i concetti di valutazione dinamica e di potenziale d'apprendimento.
Per comprendere il significato della valutazione dinamica è necessario un paragone con la psicometria tradizionele che Feuerstein definisce statica.
Nel corso dei test tradizionali, l'esaminatore presenta un compito, osserva il comportamento del soggetto, infine assegna un punteggio che è basato sugli esiti  di un campione che ha eseguito in precedenza il test. Il risultato del test coincide con la sua intelligenza. Feuerstein definisce questo tipo di  valutazione statica, per due motivi:

1. si ritiene che i punteggi finali siano rappresentativi dell'intelligenza  dell'individuo (quindi il risultato diviene una sorta di predizione o di sentenza);

2. non si fa nulla per orientare le risposte del soggetto.

Nel corso della valutazione statica non si pone l'accento sui processi mentali dell'individuo, partendo dall'assunto che l'intelligenza sia immodificabile, vengono dunque considerati i punteggi e si considera l'intelligenza sotto il profilo quantitativo.  La modalità di conduzione dei test psicometrici è standardizzata, come se allo stesso stimolo tutti dovessero dare analoghe risposte, non tenendo conto degli aspetti emotivi e dell'impatto che le emozioni hanno sui processi di apprendimento.
La valutazione dinamica dell'intelligenza si fonda sulla consapevolezza che l'essere umano è cognitivamente modificabile e che l'intelligenza è un costrutto, un processo. Si osserva che c'è differenza tra il modo di operare dei soggetti e le loro potenzialità di apprendimento.
Le ragioni per cui gli esiti di un test possono essere insoddisfacenti sono diverse: riluttanza nel dare risposte, stanchezza, demotivazione o il linguaggio con cui è proposto il test non è comprensibile. La valutazione dinamica concentra il focus dell'attenzione sui processi mentali dell'individuo che si approccia al compito. La modalità di conduzione  non è standardizzata, ma tiene conto dei diversi parametri cognitivi ed affettivi del valutato, in modo da comprendere quali sono le modalità che favoriscono l'apprendimento e la modificabilità del soggetto e così da poter offrire un'adeguata mediazione. Vengono quindi osservati gli aspetti cognitivi, i processi mentali e la componente emotiva. La valutazione dinamica è qualitativa.

Commenti

Post popolari in questo blog

"Cortocircuiti emozionali." Spiegati dalla dottoressa Daniela Lucangeli

Condivido questo meraviglioso video, in cui la Professoressa Daniela Lucangeli, spiega i cortocircuiti emozionali, perchè nel mio piccolo credo profondamente nella "scienza servizievole".

Sin da bambina ho sempre amato imparare, ogni nuovo apprendimento mi pareva la conquista di una ricchezza, un tesoro, ma l'ansia, la paura  per me son sempre state in agguato e quindi fino al giorno della tesi (e ne porto i segni ancora ora), ho sempre studiato con la paura di sbagliare, col timore di non essere all'altezza e le mie emozioni mi hanno spesso portato verso l'evitamento o la fuga dal compito.

Proprio per questa ragione invito tutti gli educatori (che siano professionisti del settore o genitori, nonni) ad ascoltare quanto ci insegnano le neuroscienze e l'epigenetica e a sforzarsi di comprendere quanto sia importante trasmettere emozioni positive al bambino che apprende, insegnare a non temere l'errore, ma a considerarlo un punto di partenza per fare meglio …

Le cornicette.

Ricordo ancora con piacere quando al termine dell'esercizio decoravo la pagina con una bella cornicetta, al tempo per me disegnare cornicette era semplicemente un atto divertente, creativo e rilassante.
In realtà tracciare cornicette per un bambino che sta terminando la scuola materna o che frequenta i primi anni della scuola elementare, può essere una risorsa per allenare non solo la creatività, ma per affinare la coordinazione mano occhio e alcuni aspetti cognitivi.
Vediamo insieme come mai la cornicetta è una risorsa...


Per riprodurre una bella cornicetta, bisogna imparare ad osservare bene il modello: esplorarlo sistematicamente, identificarne la forma e le caratteristiche. Quindi è necessario riprodurre il modello, ma a questo fine si deve prima organizzare lo spazio (ossia i quadretti necessari), pianificare, comprendere quante righe tracciare, che orientamento dare alle righe (orizzontale, verticale, obliquo), individuare se si tratta di linee dritte o curve. La cornicetta…

Le Alpi (Ma Con Gran Pena Le ReCa Giù).

Quando frequentavo la scuola elementare (molti anni or sono, aimè!) la maestra ci insegnò una buffa frase, per ricordare il nome delle Alpi: Ma Con Gran Pena Le ReCa Giù.


Per divertirmi un pò, ho inventato questa filastrocca, dedicata a tutti i bimbi che stanno imparando a conoscere queste splendide montagne!



Ma Con Gran Pena Le Re Ca Giù: ma che freddo fa qua sù, qua su per la montagna è più fresco che in campagna!
Ma Con Gran Pena Le Re Ca Giù: un giro per le Alpi farai tu, non le scorderai mai, mai ora che il nome imparerai.
Marittime, non dimenticare, son le Alpi vicino al mare. Cozie, dal buffo nome gli abitanti mangian tome.
Ma Con Gran Pena Le Re Ca Giù: ora tu ne sai di più. Gaie e Pennine, da ricordare ci puoi andare a sciare.
Lepontine, alti monti per i laghi sono le fonti. Retiche, fresche montagne puoi raccoglier le castagne.
Ma Con Gran Pena Le Re Ca Giù: per le Alpi viaggi tu. Carniche: Alpi Orientali per praticar sport invernali.
Giulie, dallo splendido nome fanno appassionar molte persone. …