Passa ai contenuti principali

Il mestiere dell'educatore...reso quasi impossibile dall'assenza di tutele.

Illustratrice: Aris ( http://blog-aris-blog.blogspot.com/: blog veramente grazioso!)

Cari Lettori,
propongo a tutti Voi, educatori e non, la lettura di questa lettera, con l'intenzione di far conoscere a tutti la realtà di noi educatori,precari nel precariato.
Condivido purtroppo l'amarezza della collega. Gli enti locali non si curano molto di Noi, al punto tale che il Consorso per educatori della prima infanzia a tempo determinato, bandito dal Comune di Orbassano (Torino) nel luglio 2011, elencando i titoli di ammissione al bando, enunciava il diploma magistrale almeno quadriennale ed il diploma di educatore prima infanzia conseguiti col corso Regionale (1000 ore), ma non menzionava le lauree di classe pedagogica, come se la Laurea invece di offrire opportunità, ne precludesse. 

APEI, Alessandro Prisciandaro, presidente APEI (http://nuke.apei.it/) e pedagogista, riporta la lettera di una socia educatrice: " ...siamo continuakente in ricerca, e stressati perché ci fanno lavorare male togliendoci strumenti, non comprandoci il materiale, non dandoci gli spazi...e potrei continuare così per altre 20 righe. A giudicare dalle inserzioni che ci sono sembra si lavori solo al nord, ma assicuro che qui non è affatto così. Certo, "qualcosa" si trova sempre, ma non si può passare la vita a mettere "pezze"! Ho 42 anni, e la laurea non mi ha aperto chissà quali porte, lo sfruttamento è lo stesso, e sul lavoro veniamo considerati e trattati alla stregua di oss e asa. Frustrazione, malcontento e demotivazione regnano sovrani. Nel mio posto di lavoro avevamo formato un'équipe splendida, con persone tutte provenienti da esperienze diverse, chi alla prima esperienza, chi, come me, un po' più "stagionato", ma tutte con entusiasimo e voglia di sperimentarsi e di fare. Però avevamo un difetto: vedevamo "troppe" cose storte e non abbiamo accettato di appoggiare certe politiche poco pulite...ed è stata la fine. Hanno cominciato a prenderci di mira ostacolandoci in tutti i modi, cominciando una guerra silenziosa e sottilissima che poi si è fatta sempre più evidente. Ora lo scontro è assolutamente palese, alcune di noi sono andate via (chi per concorsi, chi per maternità, ecc) e non sono state sostituite, io ho dovuto mettere in mezzo i sindacati perché mi mobbizzano (già 2 provvedimenti disciplinari in un anno fondati su accuse false + atti intimidatori) e le più giovani ancora rimaste sono deluse, arrabbiate e completamente demotivate. L'unico loro pensiero è trovare altro, andare a fare le commesse in un negozio, ma non hanno già più la forza di lottare per la collettività. Alla fine "loro" ce l'hanno fatta, hanno distrutto un gruppo di lavoro bellissimo come era il nostro, vessandoci giorno per giorno, come una goccia cinese."

Commenti

Post popolari in questo blog

"Cortocircuiti emozionali." Spiegati dalla dottoressa Daniela Lucangeli

Condivido questo meraviglioso video, in cui la Professoressa Daniela Lucangeli, spiega i cortocircuiti emozionali, perchè nel mio piccolo credo profondamente nella "scienza servizievole".

Sin da bambina ho sempre amato imparare, ogni nuovo apprendimento mi pareva la conquista di una ricchezza, un tesoro, ma l'ansia, la paura  per me son sempre state in agguato e quindi fino al giorno della tesi (e ne porto i segni ancora ora), ho sempre studiato con la paura di sbagliare, col timore di non essere all'altezza e le mie emozioni mi hanno spesso portato verso l'evitamento o la fuga dal compito.

Proprio per questa ragione invito tutti gli educatori (che siano professionisti del settore o genitori, nonni) ad ascoltare quanto ci insegnano le neuroscienze e l'epigenetica e a sforzarsi di comprendere quanto sia importante trasmettere emozioni positive al bambino che apprende, insegnare a non temere l'errore, ma a considerarlo un punto di partenza per fare meglio …

Le cornicette.

Ricordo ancora con piacere quando al termine dell'esercizio decoravo la pagina con una bella cornicetta, al tempo per me disegnare cornicette era semplicemente un atto divertente, creativo e rilassante.
In realtà tracciare cornicette per un bambino che sta terminando la scuola materna o che frequenta i primi anni della scuola elementare, può essere una risorsa per allenare non solo la creatività, ma per affinare la coordinazione mano occhio e alcuni aspetti cognitivi.
Vediamo insieme come mai la cornicetta è una risorsa...


Per riprodurre una bella cornicetta, bisogna imparare ad osservare bene il modello: esplorarlo sistematicamente, identificarne la forma e le caratteristiche. Quindi è necessario riprodurre il modello, ma a questo fine si deve prima organizzare lo spazio (ossia i quadretti necessari), pianificare, comprendere quante righe tracciare, che orientamento dare alle righe (orizzontale, verticale, obliquo), individuare se si tratta di linee dritte o curve. La cornicetta…

Cosa fa un educatore socio-culturale?

Vorrei condividere con tutti i lettori quest'interessante spiegazione concernente la professione dell'educatore socio-culturale (tratta da: Atlante delle professioni _ Informalavoro, Torino. http://www.comune.torino.it/lavoro/num18_10/06.htm), perchè dal confronto con colleghi, abbiamo inteso che non è chiaro per molti, quale sia il nostro ruolo e  in che ambito possiamo lavorare. 
E' una professione che consente di mettersi in gioco, di crescere, di scoprire proprie mancanze, molto gratificante e certe volte difficile. Una PROFESSIONE a tutti gli effetti.

Continua la presentazione delle schede dei profili professionali descritte nell'Atlante delle Professioni
Chi è?L’educatore socio-culturale promuove la crescita personale, l’inserimento e la partecipazione sociale, accompagna i gruppi, le comunità e le singole persone a sviluppare le potenzialità ludiche, culturali, espressive e relazionali. Tra gli aspetti caratterizzanti la sua attività vi sono: l’ideazion…