giovedì 25 agosto 2011

Il mestiere dell'educatore...reso quasi impossibile dall'assenza di tutele.

Illustratrice: Aris ( http://blog-aris-blog.blogspot.com/: blog veramente grazioso!)

Cari Lettori,
propongo a tutti Voi, educatori e non, la lettura di questa lettera, con l'intenzione di far conoscere a tutti la realtà di noi educatori,precari nel precariato.
Condivido purtroppo l'amarezza della collega. Gli enti locali non si curano molto di Noi, al punto tale che il Consorso per educatori della prima infanzia a tempo determinato, bandito dal Comune di Orbassano (Torino) nel luglio 2011, elencando i titoli di ammissione al bando, enunciava il diploma magistrale almeno quadriennale ed il diploma di educatore prima infanzia conseguiti col corso Regionale (1000 ore), ma non menzionava le lauree di classe pedagogica, come se la Laurea invece di offrire opportunità, ne precludesse. 

APEI, Alessandro Prisciandaro, presidente APEI (http://nuke.apei.it/) e pedagogista, riporta la lettera di una socia educatrice: " ...siamo continuakente in ricerca, e stressati perché ci fanno lavorare male togliendoci strumenti, non comprandoci il materiale, non dandoci gli spazi...e potrei continuare così per altre 20 righe. A giudicare dalle inserzioni che ci sono sembra si lavori solo al nord, ma assicuro che qui non è affatto così. Certo, "qualcosa" si trova sempre, ma non si può passare la vita a mettere "pezze"! Ho 42 anni, e la laurea non mi ha aperto chissà quali porte, lo sfruttamento è lo stesso, e sul lavoro veniamo considerati e trattati alla stregua di oss e asa. Frustrazione, malcontento e demotivazione regnano sovrani. Nel mio posto di lavoro avevamo formato un'équipe splendida, con persone tutte provenienti da esperienze diverse, chi alla prima esperienza, chi, come me, un po' più "stagionato", ma tutte con entusiasimo e voglia di sperimentarsi e di fare. Però avevamo un difetto: vedevamo "troppe" cose storte e non abbiamo accettato di appoggiare certe politiche poco pulite...ed è stata la fine. Hanno cominciato a prenderci di mira ostacolandoci in tutti i modi, cominciando una guerra silenziosa e sottilissima che poi si è fatta sempre più evidente. Ora lo scontro è assolutamente palese, alcune di noi sono andate via (chi per concorsi, chi per maternità, ecc) e non sono state sostituite, io ho dovuto mettere in mezzo i sindacati perché mi mobbizzano (già 2 provvedimenti disciplinari in un anno fondati su accuse false + atti intimidatori) e le più giovani ancora rimaste sono deluse, arrabbiate e completamente demotivate. L'unico loro pensiero è trovare altro, andare a fare le commesse in un negozio, ma non hanno già più la forza di lottare per la collettività. Alla fine "loro" ce l'hanno fatta, hanno distrutto un gruppo di lavoro bellissimo come era il nostro, vessandoci giorno per giorno, come una goccia cinese."

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