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Mediazione dell'alternativa ottimistica.



Feuerstein asserisce che: "il modo con cui una persona guarda al futuro [é] un fattore determinante per modificare la propria struttura cognitiva." (R. Feuerstein, Y. Rand, R. Feuerstein, in collaborazione con N. Laniado e G. Pietra, 2005, La disabilità non è un limite se mi ami costringimi a cambiare". Firenze, Libri Liberi.)

Di fronte alle situazioni si può reagire in maniera diversa, spesso la scelta è tra pessimismo ed ottimismo. Scegliere l'alternativa ottimistica significa guardare avanti, vedere il futuro con occhi speranzosi. Agire con ottimismo significa non accettare passivamente gli eventi, ma operare per cambiare le cose. L'ottimismo mobilita la mente, consente di rivedere i problemi, ricercare strategie alternative, formulare ipotesi e ragionare.
Gli educatori hanno il dovere di essere ottimisti, di credere che investendo tempo ed energie tutti gli allievi possano raggiungere nuovi traguardi, il mediatore deve saper trasmettere questa prospettiva anche all'allievo: non c'è ragione di dare giudizi o sentenze, non possiamo sapere con certezza quali potenzialità ha la persona dentro di sè. Nessuno ha il diritto di togliere agli altri la speranza ed è proprio quest'ultima un motore potente. Danilo Dolci diceva: "Ciascuno cresce solo se sognato." (P.Vanini, 2005. Potenziare la mente? Una scommessa possibile. L'approccio mediato secondo il metodo Feuerstein. Gussago,BS; ed. Vannini.) 

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Condivido questo meraviglioso video, in cui la Professoressa Daniela Lucangeli, spiega i cortocircuiti emozionali, perchè nel mio piccolo credo profondamente nella "scienza servizievole".

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