lunedì 6 giugno 2011

Mediazione della consapevolezza della modificabilità umana e del proprio cambiamento.

"Metamorfosi pittografica di pesco in fiore", di Nazario Melchionda. 




Questo tipo di mediazione è uno dei cardini del pensiero di Feuerstein: " Si tratta del modo in cui le nuove strutture cognitive diventano attive nell'individuo, rendendolo capace di modificarsi intenzionalmente. Esistere significa avere un'identità che rimane la stessa, al di là di qualsiasi cambiamento si possa produrre in se stessi. Vivere, d'altro canto significa trovarsi in un costante processo di cambiamento, quasi due bisogni antagonisti, esistere e vivere, richideono una costante ricerca di equilibrio per conciliarsi e realizzarsi." (Tratto da: R.Feuerstein, Y, Rand, R. Feuerstein, in collaborazione con N. Laniado e G. Petra , 2005. La disabilità non è un limite. Se mi ami, costringimi a cambiare. Firenze, Libri Liberi).

E' scientificamente provato che la mente umana è plastica, tutti i soggetti se opportunamente stimolati possono modificare le proprie strutture cognitive e la propria chimica. Il cambiamento è sempre possibile e per ogni individuo, a prescindere dall'età, dal tipo di patologia e dalla gravità della stessa. In questo devono credere principalmente gli educatori, per stimolare il soggetto al cambiamento, per aiutarlo a prenderne atto, a comprendere che se ha fatto dei progressi, impegnandosi potrà farne degli altri. L'educatore deve creare nel soggetto il bisogno di cambiare.

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