Passa ai contenuti principali

Italiani...in equilibrio sopra la follia?! Le nuove sfide dell'educazione.



"Cosa succede quando la crisi non è più l'eccezione alla regola, ma essa stessa regola nella nostra società?" (L'epoca della passioni tristi, 2003, M. Benasayag e G. Smith.)


Nell'Ospite inquietante Umberto Galimberti, guardava in faccia il nichilismo (la perdita di valore dei valori supremi), indicandolo come responsabile dei malesseri esistenziali giovanili. Adolescenti prigionieri di un volere che non trova meta, che preferiscono volere il nulla, piuttosto che non volere.
Nell'Intelligenza Emotiva, Daniel Goleman, da una finestra oltreoceano, racconta dei limiti dell'assenza di un'educazione emotiva, dell'incapacità di riconoscere le proprie emozioni, di controllarle, di sentire l'altro, relazionarsi adeguatamente confrontandosi dialetticamente, la capacità di motivare sè stessi ed essere resilienti.
Dati scientifici predicono che per i nati dopo il 1945 il rischio di andare incontro ad un grave episodio depressivo nel corso della loro vita è tripla rispetto alla possibilità che questo fosse per i loro nonni.

Su questo filone, Vi propongo un recente articolo del Censis, pubblicato su La Repubblica (6 giugno 2011) che descrive il malessere degli italiani, in balia di sè stessi: emerge un quadro che rappresenta individui fragili, che non riconoscono il valore delle regole, stimandole aggirabili. Pulsioni indomabili dominatrici, aggressività crescente e sullo sfondo la depressione.
http://www.repubblica.it/cronaca/2011/06/06/news/censis_aggressivit-17272806/

Condivido questo articolo senza alcuna intenzione di etichettare gli italiani, ma solo come spunto di riflessione, innanzitutto su noi stessi e con l'obiettivo di domandarci cosa può fare l'educazione per prevenire o contenere tutto questo.
Questo Paese, come molti altri, si sta confrontando con le insicurezze dell'epoca globale, con rapidi e imprevedibili cambiamenti, possibilità che paiono accessibile e lontane. Le persone in equilibrio precario smarriscono e si smarriscono.
L'educazione alle emozioni può aiutare a gestire questo scenario? Domandarsi il senso delle regole e riflettere sull'importanza del constollo di Sè, può modificare le cose?
Ora più che mai è tempo per tutti di investire nell'educazione e di domandarsi qual'è la sua importanza sociale. E' il momento che l'educazione aiuti gli individui a conoscersi e scoprirsi, non ad omologarsi, che insegni a identificare le proprie emozioni, a riconoscerle nell'Altro, per riflettere su alternative di comportamento e scoprire il valore del confronto. E' importante "che aiuti" a vedere l'Altro come una Persona, con Dignità e Valore, che non sta nel profitto realizzato, ma nella sua Esistenza. Credo che questa sia una della più importanti sfide che l'educazione debba affrontare in questi tempi.

Commenti

Post popolari in questo blog

Le cornicette.

Cornicette: fiori. Ricordo ancora con piacere quando al termine dell'esercizio decoravo la pagina con una bella cornicetta , al tempo per me disegnare cornicette era semplicemente un atto divertente, creativo e rilassante. In realtà tracciare cornicette per un bambino che sta terminando la scuola materna o che frequenta i primi anni della scuola elementare, può essere una risorsa per allenare non solo la creatività, ma per affinare la coordinazione mano occhio e alcuni aspetti cognitivi. Vediamo insieme come mai la cornicetta è una risorsa... Cornicetta: insetti. Per riprodurre una bella cornicetta, bisogna imparare ad osservare bene il modello : esplorarlo sistematicamente, identificarne la forma e le caratteristiche. Quindi è necessario riprodurre il modello, ma a questo fine si deve prima organizzare lo spazio (ossia i quadretti necessari), pianificare , comprendere quante righe tracciare, che orientamento dare alle righe (orizzontale, verticale, obliquo), indivi...

Coloritura Facilitata.

Mi piace molto proporre a mia figlia (4 anni compiuti da poco) delle attività. Pare si diverta e a volte è lei stessa a chiedermi con impazienza di farle fare qualcosa. Ammetto che per me è una gioia, perchè essendo una mia passione, mi sembra di trasmetterle qualche cosa di me, una sorta di eredità non materiale che le rimarrà. Per divertimento ho deciso di far sperimentare a G. la coloritura facilitata, solitamente è una strategia che si usa con bimbi che hanno difficoltà nel colorare con precisione e nel rispettare i bordi . Per chi non conoscesse la tecnica è molto semplice: si traccia il disegno col pennarello, quindi i bordi della figura vengono ripassati con colla vinilica ed una volta asciutti saranno in rilievo, creando un bell'effetto che a me ricorda  la gelatina.  Prima d'iniziare a colorare ho chiesto a G. di nominare le parti del Calimero e di passare il dito indice della mano con cui colora (la destra) sui contorni in rilievo. Mi sono r...

I giochi dei bambini della Roma antica.

  "Fammi giocare solo per gioco Senza nient’altro, solo per poco Senza capire, senza imparare Senza bisogno di socializzare Solo un bambino con altri bambini Senza gli adulti sempre vicini Senza progetto, senza giudizio Con una fine ma senza l’inizio Con una coda ma senza la testa Solo per finta, solo per festa Solo per fiamma che brucia per fuoco Fammi giocare per gioco. " di Bruno Tognolini , " Diritto al gioco " . In questo blog, talvolta è stato trattato il tema del gioco, parlando dell'importanza che  questo ha per lo sviluppo emotivo, cognitivo, fisico e relazionale del bambino. I cuccioli di ogni spece imparano e sperimentano attraverso il gioco, così anche i cuccioli d'uomo hanno sempre dedicato  tempo ed inventiva a questa attività. Per questa ragione Vi invito alla lettura del seguente articolo, che affronta il tema del gioco dei bambini nell'Antica Roma (il link è tratto da: http://piccolituristi.turismoroma.it/index.php/pa...