mercoledì 29 giugno 2011

"Il bambino è competente. Valori e conoscenze in famiglia". Jesper Juul


"I figli smettono di collaborare perchè l'hanno fatto troppo e per troppo tempo, oppure perchè la loro integrità è stata ferita. Mai perchè non sono collaborativi." J. Juul

Gentili Lettori,
volevo presentare a quanti ancora non lo conoscono "Il bambino è competente. Valori e conoscenze in famiglia", scritto da Jesper Juul ( http://www.jesperjuul.com/il_bambino__competente.asp ), terapeuta familiare danese, nato nel 1948 ed autore di numerose pubblicazioni per genitori e professionisti; già direttore del Kempler Institute di Scandinavia (centro di perfezionamento in terapia familiare), attualmente è capo di una scuola europea per genitori: "family-lab" (per saperne di più: http://www.familylab-italy.it/ ).
I cambiamenti che negli ultimi decenni hanno interessato tutta la società, hanno necessariamente modificato il concetto di famiglia: non più un'istituzione di tipo totalitaristico, vincolata al matrimonio come strumento di accettazione sociale, dove il "potere" era accentrato nelle mani del capofamiglia, ma una scelta  dettata da ragioni emotive ed esistenziali. Questo passaggio condiziona inevitabilmente le relazioni tra i suoi membri, sia i rapporti all'interno della coppia genitoriale che l'interazione tra i genitori e figli.
Il libro di J. Juul e in generale il suo modo di fare terapia familiare, prendono le distanze da metodi educativi "preconfezionati" che offrono soluzioni pronte ed impersonali, offrendo regolette, ma pone l'accento sull'ascolto, sul rispetto dell'integrità e della dignità altrui.
Il bambino non è considerato una tabula rasa, da rendere obbediente e collaborativo, ma un individuo con pari dignità di un adulto, con delle potenzialità e risorse, un soggetto che va visto e non solo guardato, una persona da trattare con rispetto, con cui dialogare, a cui non imporre regole basate su ruoli rigidi, ma a cui proporre e con cui confrontarsi.
La dignità dell'individuo, nello specifico del bambino e dell'adolescente, riveste un ruolo di centralità nel libro; lo stesso autore spiega, anche riportando esperienze professionali, che troppo spesso quando un bambino non collabora, forse lo ha già fatto per molto tempo o è stato ferito nell'integrità, quindi diventa importante comprendere, dialogare, ascoltare ed esporsi.
Il libro, scritto con un linguaggio semplice ed accessibile a tutti, induce a ragionare su molti aspetti della relazione educativa ed è questo il motivo per cui ho scelto di scrivere di esso, perchè induce a riflettere su se stessi e sulle proprie modalità relazionali.
Se qualcuno tra Voi, avesse già letto il testo o fosse intenzionato a falo, mi farebbe molto piacere conoscere le Vostre impressioni.


2 commenti:

  1. Ciao ciao Apenna riaprono i negozi corro a comprare questo libro. Da quello che hai scritto sembra interessantissimo.Credo sia importantissimo riflettere sempre sulla relazione educativa. Complimenti per il tuo blog ci sono spunti educativi veramente di gran valore. Natty

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