Passa ai contenuti principali

"Il bambino è competente. Valori e conoscenze in famiglia". Jesper Juul


"I figli smettono di collaborare perchè l'hanno fatto troppo e per troppo tempo, oppure perchè la loro integrità è stata ferita. Mai perchè non sono collaborativi." J. Juul

Gentili Lettori,
volevo presentare a quanti ancora non lo conoscono "Il bambino è competente. Valori e conoscenze in famiglia", scritto da Jesper Juul ( http://www.jesperjuul.com/il_bambino__competente.asp ), terapeuta familiare danese, nato nel 1948 ed autore di numerose pubblicazioni per genitori e professionisti; già direttore del Kempler Institute di Scandinavia (centro di perfezionamento in terapia familiare), attualmente è capo di una scuola europea per genitori: "family-lab" (per saperne di più: http://www.familylab-italy.it/ ).
I cambiamenti che negli ultimi decenni hanno interessato tutta la società, hanno necessariamente modificato il concetto di famiglia: non più un'istituzione di tipo totalitaristico, vincolata al matrimonio come strumento di accettazione sociale, dove il "potere" era accentrato nelle mani del capofamiglia, ma una scelta  dettata da ragioni emotive ed esistenziali. Questo passaggio condiziona inevitabilmente le relazioni tra i suoi membri, sia i rapporti all'interno della coppia genitoriale che l'interazione tra i genitori e figli.
Il libro di J. Juul e in generale il suo modo di fare terapia familiare, prendono le distanze da metodi educativi "preconfezionati" che offrono soluzioni pronte ed impersonali, offrendo regolette, ma pone l'accento sull'ascolto, sul rispetto dell'integrità e della dignità altrui.
Il bambino non è considerato una tabula rasa, da rendere obbediente e collaborativo, ma un individuo con pari dignità di un adulto, con delle potenzialità e risorse, un soggetto che va visto e non solo guardato, una persona da trattare con rispetto, con cui dialogare, a cui non imporre regole basate su ruoli rigidi, ma a cui proporre e con cui confrontarsi.
La dignità dell'individuo, nello specifico del bambino e dell'adolescente, riveste un ruolo di centralità nel libro; lo stesso autore spiega, anche riportando esperienze professionali, che troppo spesso quando un bambino non collabora, forse lo ha già fatto per molto tempo o è stato ferito nell'integrità, quindi diventa importante comprendere, dialogare, ascoltare ed esporsi.
Il libro, scritto con un linguaggio semplice ed accessibile a tutti, induce a ragionare su molti aspetti della relazione educativa ed è questo il motivo per cui ho scelto di scrivere di esso, perchè induce a riflettere su se stessi e sulle proprie modalità relazionali.
Se qualcuno tra Voi, avesse già letto il testo o fosse intenzionato a falo, mi farebbe molto piacere conoscere le Vostre impressioni.


Commenti

  1. Ciao ciao Apenna riaprono i negozi corro a comprare questo libro. Da quello che hai scritto sembra interessantissimo.Credo sia importantissimo riflettere sempre sulla relazione educativa. Complimenti per il tuo blog ci sono spunti educativi veramente di gran valore. Natty

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

"Cortocircuiti emozionali." Spiegati dalla dottoressa Daniela Lucangeli

Condivido questo meraviglioso video, in cui la Professoressa Daniela Lucangeli, spiega i cortocircuiti emozionali, perchè nel mio piccolo credo profondamente nella "scienza servizievole".

Sin da bambina ho sempre amato imparare, ogni nuovo apprendimento mi pareva la conquista di una ricchezza, un tesoro, ma l'ansia, la paura  per me son sempre state in agguato e quindi fino al giorno della tesi (e ne porto i segni ancora ora), ho sempre studiato con la paura di sbagliare, col timore di non essere all'altezza e le mie emozioni mi hanno spesso portato verso l'evitamento o la fuga dal compito.

Proprio per questa ragione invito tutti gli educatori (che siano professionisti del settore o genitori, nonni) ad ascoltare quanto ci insegnano le neuroscienze e l'epigenetica e a sforzarsi di comprendere quanto sia importante trasmettere emozioni positive al bambino che apprende, insegnare a non temere l'errore, ma a considerarlo un punto di partenza per fare meglio …

Le cornicette.

Ricordo ancora con piacere quando al termine dell'esercizio decoravo la pagina con una bella cornicetta, al tempo per me disegnare cornicette era semplicemente un atto divertente, creativo e rilassante.
In realtà tracciare cornicette per un bambino che sta terminando la scuola materna o che frequenta i primi anni della scuola elementare, può essere una risorsa per allenare non solo la creatività, ma per affinare la coordinazione mano occhio e alcuni aspetti cognitivi.
Vediamo insieme come mai la cornicetta è una risorsa...


Per riprodurre una bella cornicetta, bisogna imparare ad osservare bene il modello: esplorarlo sistematicamente, identificarne la forma e le caratteristiche. Quindi è necessario riprodurre il modello, ma a questo fine si deve prima organizzare lo spazio (ossia i quadretti necessari), pianificare, comprendere quante righe tracciare, che orientamento dare alle righe (orizzontale, verticale, obliquo), individuare se si tratta di linee dritte o curve. La cornicetta…

Le Alpi (Ma Con Gran Pena Le ReCa Giù).

Quando frequentavo la scuola elementare (molti anni or sono, aimè!) la maestra ci insegnò una buffa frase, per ricordare il nome delle Alpi: Ma Con Gran Pena Le ReCa Giù.


Per divertirmi un pò, ho inventato questa filastrocca, dedicata a tutti i bimbi che stanno imparando a conoscere queste splendide montagne!



Ma Con Gran Pena Le Re Ca Giù: ma che freddo fa qua sù, qua su per la montagna è più fresco che in campagna!
Ma Con Gran Pena Le Re Ca Giù: un giro per le Alpi farai tu, non le scorderai mai, mai ora che il nome imparerai.
Marittime, non dimenticare, son le Alpi vicino al mare. Cozie, dal buffo nome gli abitanti mangian tome.
Ma Con Gran Pena Le Re Ca Giù: ora tu ne sai di più. Gaie e Pennine, da ricordare ci puoi andare a sciare.
Lepontine, alti monti per i laghi sono le fonti. Retiche, fresche montagne puoi raccoglier le castagne.
Ma Con Gran Pena Le Re Ca Giù: per le Alpi viaggi tu. Carniche: Alpi Orientali per praticar sport invernali.
Giulie, dallo splendido nome fanno appassionar molte persone. …