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La mediazione della regolazione e del controllo del comportamento.



E' importante educare i bambini e ragazzi al controllo di Sè: è un aspetto fondamentale sia per un buon rendimento scolastico, che per  una vita sociale e relazionale di successo.

"L'obbiettivo di questo criterio è rendere il bambino in grado di gestire il suo comportamento, invece di dipendere principalmente da un controllo esterno. Attraverso l'esperienza di apprendimento mediato il bambino può imparare a gestire le sue risposte e le sue azioni in modo che siano adeguate agli stimoli." (v. R. Feuerstein, Y. Rand, R. Feuerstein. In collaborazione con N. Laniado e G. Pietra, 2005. La disabilità non è un limite. Se mi ami costringimi a cambiare. Firenze. Libri, Liberi) 

La mediazione di questo criterio è finalizzata ad insegnare al soggetto a controllare l'impulsività, affinchè le proprie reazioni non siano dominate esclusivamente dall'emotività. E' rilevante  che il bambino impari a posticipare le gratificazioni, a tollerare le frustrazioni e sia in grado si sostenere la fatica che il conseguimento di un obiettivo comporta. Il mediatore deve creare situazioni di lavoro che progressivamente mettano il soggetto in condizioni in cui rimandare la gratificazione sia necessario al fine di raggiungere quanto prefissato. E' bene introdurre limiti chiari e sensati, affinchè il bambino crescendo impari a porsene autonomamente.
Per la mediazione di questo criterio l'educando va guidato nel riconoscimento delle proprie emozioni, a ragionare sulle reazioni e sui comportamenti, a pensare prima di reagire (creando un intervallo tra stimolo e risposta) e a conoscere i propri processi cognitivi.
L'acquisizione di queste competenze è indispensabile, perchè il bambino possa diveneire un adulto equilibrato e consapevole.

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Le cornicette.

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Cosa fa un educatore socio-culturale?

Vorrei condividere con tutti i lettori quest'interessante spiegazione concernente la professione dell'educatore socio-culturale (tratta da: Atlante delle professioni _ Informalavoro, Torino. http://www.comune.torino.it/lavoro/num18_10/06.htm), perchè dal confronto con colleghi, abbiamo inteso che non è chiaro per molti, quale sia il nostro ruolo e  in che ambito possiamo lavorare. 
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