sabato 18 dicembre 2010

In cosa consiste il metodo Feuerstein?

Prof. Rafi Feuerstein (figlio di Reuven e suo collaboratore), durante il XX Workshop sul metodo, tenutosi a Torino nel luglio 2009


"Cos'è il metodo Feuerstein? Di cosa si tratta?", queste due domande mi vengono spesso poste da genitori e colleghi ed è per questa ragione che vorrei ritornare sull'argomento.

Il metodo Feuerstein, che prende il nome dallo psicologo che lo ha strutturato, è il frutto dell'interazione tra la teoria della modificabilità cognitiva strutturale (la mente umana è plastica e l'intelligenza è un entità dinamica, frutto dell'interazione del soggetto con l'ambiente circostante) e la pedagogia della mediazione (che vede il "mediatore-educatore" come  filtro tra il soggetto e l'ambiente circostante), per la quale Reuven Feuerstein ha individuato ben 12 criteri fondamentali.
Il metodo è costituito da tre sistemi applicativi:

  • l'L.P.A.D. (Learning Potential Assessement Device), cioè un programma per la valutazione dinamica del potenziale di apprendimento. L'LPAD non fornisce una diagnosi, ma è un modo di operare per conoscere il funzionamento cognitivo del soggetto, per comprendere quali siano le sue difficoltà, in che momento dell'atto mentale esse si collocano (se i deficit sono in input, elaborazione, output), quali sono i punti di forza dell'allievo e da che tipo di mediazione trae vantaggio. Tranne in particolari casi, non è necessario che l'L.P.A.D. anteceda le applicazioni P.A.S., perchè attraverso l'applicazione dei singoli stumenti è comunque possibile comprendere i processi mentali del soggetto e le modalità adeguate per stimolarlo.
  • il P.A.S. (Programma di ampliamento Strumentale) è costituito da una batteria di strumenti carta-matita, che consentono di "allenare" le funzioni cognitive carenti, stimolando la modificabilità. Gli strumenti hanno valore solo in presenza di un mediatore umano sensibile e attento, che orienti il soggetto durante le applicazioni e che fornisca brigging (collegamenti) utili alla generalizzazione degli apprendimenti.
  • il modellamento di Ambienti Modificanti: il soggetto apprende in un contesto, è importante  quindi che questo abbia particolari caratteristiche, ossia che sia privo di pregiudizi, che stimoli il soggetto, che non lo accetti passivamente o che lo compianga, ma che chieda qualche cosa, affinchè la persona possa impegnarsi per trovare strategie, trovando un ruolo attivo nella propria esistenza.  
Ricordo ai lettori del blog il sito del Feuerstein Institute che ha sede in Israele:
http://www.icelp.org/asp/main.asp

Per avere ulteriori informazioni sul metodo e sui corsi di formazione presenti in Italia consiglio la consultazione del blog:
http://unmomentostopensando.blogspot.com/

Un pò di bibliografia:

Feuerstein R. e coll., Non accettarmi come sono, Sansoni Editore, 1995

Feuerstein Reuven, Yacov Rand, Rafi Feuerstein, La disabilità non é un limite. Se mi ami costringimi a cambiare, Libriliberi, Firenze 2005

Kopciowski Camerini J., L’apprendimento mediato. Orientamenti teorici ed esperienze pratiche del metodo Feuerstein, Ed. La Scuola 2002

Vanini, Potenziare la mente? una scommessa possibile: l’ apprendimento mediato secondo il Metodo Feuerstein, Vannini Editrice, Brescia 2003

Vanini Paola Un approccio per la riduzione dell’handicap: la costruzione di ambienti modificanti in «Innovazione Educativa» n. 2/ 2006

2 commenti:

  1. Sono felicissima, finalmente mia figlia sta partecipando ad un corso per il potenziamento cognitivo, peccato però di solo 50 ore...ho molta fiducia nel raggiungimento dell'obiettivo!!

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