Passa ai contenuti principali

Rom: nomadi per tradizione e per scelta altrui.


“Ama le nuvole, le macchine, i libri,
ma prima di tutto ama l'uomo.
Senti la tristezza del ramo che secca,
dell'astro che si spegne,
dell'animale ferito che rantola,
ma prima di tutto senti la tristezza
e il dolore dell'uomo.”
tratto da “Prima di tutto l'uomo (ultima lettera al figlio)” di Nazim Hikmet

Noti come gitani o volgarmente “zingari”, i Rom o meglio Rrom, sono un popolo originario dell'India del Nord che a partire dal XI secolo è migrato verso l'Asia Minore, per poi stanziarsi principalmente nell'Europa centrale ed orientale, nei Balcani ed anche negli Stati Uniti, dove sono giunti in seguito alla diaspora che li ha visti protagonisti.
Nel corso della storia sono stati spesso vittime di tremende persecuzioni ed oggetto di radicati pregiudizi. La cronaca ha contribuito a renderli noti per i fatti di devianza, piuttosto che per le tradizioni e per la cultura che li contraddistingue, con un sistema di valori che dà molta importanza alla famiglia, in cui gli anziani del gruppo sono rispettati perché considerati saggi.
Benché non abbiano una lunga tradizione letteraria scritta, la loro cultura è stata tramandata oralmente attraverso narrazioni e canti, in cui si parla spesso di natura e di gioia.
I Rom sono nuovamente al centro di polemica, a causa delle decisioni della politica francese che vuole l'espulsione dei Rom dalla Francia, azione non condannata da alcuni esponenti della classe politica italiana. Scelte che fanno riflettere sull'etica della società contemporanea, presso la quale troppo spesso si preferisce adottare politiche e atteggiamenti di esclusione delle minoranze e della devianza, piuttosto che elaborare ed investire in programmi di inclusione o prevenzione.
Viviamo con un sistema di valori assoggettato all'economia e alla tecnica, dove l'essere umano diviene strumento del capitalismo; interagiamo all'interno di una collettività in cui troppi credono nell'esistenza di due universi di persone distinti ed indipendenti.
La comunità attuale è tal volta cieca di fronte all'umanità di cui ogni individuo è portatore, rigida al cospetto di ogni differenza, assolutista nel credersi l'unica foriera di valori, prepotente, incapace di mediazione e di dialogo. Una “civiltà” troppo propensa alla categorizzazione e al giudizio spietato di tutto ciò che pare distante dalla moda, per nulla disponibile, terribilmente chiusa, tremendamente disumana?

Commenti

Post popolari in questo blog

"Cortocircuiti emozionali." Spiegati dalla dottoressa Daniela Lucangeli

Condivido questo meraviglioso video, in cui la Professoressa Daniela Lucangeli, spiega i cortocircuiti emozionali, perchè nel mio piccolo credo profondamente nella "scienza servizievole".

Sin da bambina ho sempre amato imparare, ogni nuovo apprendimento mi pareva la conquista di una ricchezza, un tesoro, ma l'ansia, la paura  per me son sempre state in agguato e quindi fino al giorno della tesi (e ne porto i segni ancora ora), ho sempre studiato con la paura di sbagliare, col timore di non essere all'altezza e le mie emozioni mi hanno spesso portato verso l'evitamento o la fuga dal compito.

Proprio per questa ragione invito tutti gli educatori (che siano professionisti del settore o genitori, nonni) ad ascoltare quanto ci insegnano le neuroscienze e l'epigenetica e a sforzarsi di comprendere quanto sia importante trasmettere emozioni positive al bambino che apprende, insegnare a non temere l'errore, ma a considerarlo un punto di partenza per fare meglio …

Le cornicette.

Ricordo ancora con piacere quando al termine dell'esercizio decoravo la pagina con una bella cornicetta, al tempo per me disegnare cornicette era semplicemente un atto divertente, creativo e rilassante.
In realtà tracciare cornicette per un bambino che sta terminando la scuola materna o che frequenta i primi anni della scuola elementare, può essere una risorsa per allenare non solo la creatività, ma per affinare la coordinazione mano occhio e alcuni aspetti cognitivi.
Vediamo insieme come mai la cornicetta è una risorsa...


Per riprodurre una bella cornicetta, bisogna imparare ad osservare bene il modello: esplorarlo sistematicamente, identificarne la forma e le caratteristiche. Quindi è necessario riprodurre il modello, ma a questo fine si deve prima organizzare lo spazio (ossia i quadretti necessari), pianificare, comprendere quante righe tracciare, che orientamento dare alle righe (orizzontale, verticale, obliquo), individuare se si tratta di linee dritte o curve. La cornicetta…

Cosa fa un educatore socio-culturale?

Vorrei condividere con tutti i lettori quest'interessante spiegazione concernente la professione dell'educatore socio-culturale (tratta da: Atlante delle professioni _ Informalavoro, Torino. http://www.comune.torino.it/lavoro/num18_10/06.htm), perchè dal confronto con colleghi, abbiamo inteso che non è chiaro per molti, quale sia il nostro ruolo e  in che ambito possiamo lavorare. 
E' una professione che consente di mettersi in gioco, di crescere, di scoprire proprie mancanze, molto gratificante e certe volte difficile. Una PROFESSIONE a tutti gli effetti.

Continua la presentazione delle schede dei profili professionali descritte nell'Atlante delle Professioni
Chi è?L’educatore socio-culturale promuove la crescita personale, l’inserimento e la partecipazione sociale, accompagna i gruppi, le comunità e le singole persone a sviluppare le potenzialità ludiche, culturali, espressive e relazionali. Tra gli aspetti caratterizzanti la sua attività vi sono: l’ideazion…