martedì 28 settembre 2010

Cos'è l'intelligenza?

"I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi. Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti. Insieme sono una potenza che supera l'immaginazione."
(A. Einstein)


Non è facile spiegare cosa sia l'intelligenza, infatti benchè sia studiata da oltre un secolo, non si è ancora giunti ad una definizione univoca. I primi studi sull'intelligenza vennero intrapresi all'alba del Novecento, tra i pionieri ci fu Francis Galton, sostenitore della teoria dell'ereditarietà dell'intelligenza, iniziò ad occuparsi di sensazioni, riflessi e risposte. Dopo Galton altri proseguirono le ricerche in questo ambito, delineando una pluralità di correnti di pensiero. Binet, definì l'intelligenza una facoltà fondamentale caratterizzata da "abilità a ben giudicare", "comprendere adeguatamente" e "ragionare correttamente". I comportamentisti sotto la guida di Watson, definirono l'intelligenza in termini operativi, pertanto elaborarono dei test per misurare le abilità umane nei diversi ambiti.
Col passare degli anni si andarono delineando due  teorie opposte: la teoria monofattoriale e la teoria multifattoriale. La teoria monofattoriale ha come principale esponente Spearman, che nel 1923 propose una concezione gerarchica dell'intelligenza, che è stimata come la capacità generale (fattore g), mentre le abilità specifiche costituiscono i fattori secondari (fattori s): es. le  abilità aritmetiche, spaziali e linguistiche. In antitesi alla teoria citata, Guildford sostenne la teoria multifattoriale, secondo la quale l'intelligenza è articolata in un numero ampio di abilità distinte ed autonome, che sono specializzate per l'esecuzione di compiti specifici.
Nel 1938 Thurstone elaborò la  teoria  delle 7 abilità mentali primitive, per la quale l'intelligenza è il prodotto di sette fattori: una buona capacità di comprensione ed espressione verbale, saper stabilire relazioni virtuali nello spazio, buone capacità percettive, capacità di pensiero induttivo e deduttivo, capacità numeriche e memoria.
Una concezione recente e nuova dell'intelligenza è quella di Gardner, principale rappresentante della teoria  delle intelligenze multiple, che indica 7 macro-raggruppamenti dell'intelligenza: intelligenza linguistica, intelligenza logico-matematica, intelligenza spaziale, intelligenza cenestetica, intelligenza musicale, intelligenza personale e intelligenza naturalistica.
Attualmente Goleman, ha elaborato il concetto di intelligenza emotiva, l'area ad essa preposta è il sistema limbico (talamo, ippocampo, amigdala), che regola anche i meccanismi della memoria e dell'apprendimento. Sopra il tronco cerebrale, vicino alla parte inferiore di questo sistema, si trovano due amigdale (amigdala, dalla parola che in greco significa mandorla), una su ciascun lato del cervello. Questa "piccola mandorla" è specializzata negli aspetti emozionali, è proprio l'amigdala che dà significato agli eventi ed archivia le emozioni; il suo ruolo è così importante, che se per ragioni mediche deve  essere resecata chirurgicamente, ne consegue la "cecità emotiva", ossia l'incapacità di provare emozioni: piangere, ridere, aver paura. L'intelligenza emotiva implica anche la capacità di autocontrollo, il riconoscimento delle emozioni altrui, la gestione delle relazioni, la perseveranza e la capacità di motivarsi.
Infine  va citata la teoria tripolare di Sternberg, in base alla quale l'intelligenza si esprime attraverso tre abilità essenziali: l'intelligenza analitica (permette l'analisi dell'insieme e dei dettagli: implicata nel successo scolastico), l'intelligenza creativa ed infine l'intelligenza pratica. Secondo Sternberg, il soggetto per apprendere deve costruire attivamente le proprie  conoscienze.

(Illustrazione di Lorenzo Milito)

1 commento:

  1. (^_^)

    “Non ti fidare,
    ragazzo mio,
    di quelli che promettono
    di farti ricco dalla mattina alla sera.
    Per il solito,
    o sono matti
    o imbroglioni!”

    Il 24 novembre 1826 nasceva Carlo Collodi
    (al secolo Carlo Lorenzini)
    lo scrittore che dette vita a un classico della letteratura per ragazzi cui insegnamenti sono validi ancora oggi:
    Pinocchio.

    Tradotto in 240 lingue, è forse il libro più venduto della storia delle letteratura italiana.

    Pinocchio, una storia di marionette (1883), Carlo Collodi / Illustrazione Enrico Mazzanti

    https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10202096169639838&set=a.4027426218118.160747.1655440170&type=1&theater

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