venerdì 10 settembre 2010

Chi è Reuven Feuerstein?


A chi lo osserva per la prima volta, Reuven Feuerstein appare come un uomo imponente, con la barba bianca e lunga come quella dei saggi e dei patriarchi, porta in testa un inseparabile basco nero, ha l'aspetto rassicurante. Il suo cognome di origine tedesca significa pietra focaia, cioè pietra necessaria per produrre  scintille ed è quasi una profezia: Feuerstein è l'uomo che con le sue teorie fa scoccare una scintilla di speranza, perchè spiega che l'intelligenza non è fissa ed immutabile, ma un'entità dinamica che può essere potenziata.
Docente di Psicologia dell'Educazione presso l'Università di Bar di Tel Avive e professore presso il George Peabody college della Vanderbilt University di Nashville, in Tennessee, inoltre è il responsabile dei servizi psicologici dell'Organizzazione Aliya, per la gioventù israeliana, che aiuta i bambini orfani, abbandonati o caratteriali. In Israele dirige "The Feuerstein Institute" (ex ICELP, fondato nel 1992). Questo luogo rappresenta il cuore dell'attività di Feuerstein, dove si intrecciano ricerca, formazione, intervento terapeutico e sostegno ai soggetti cognitivamente svantaggiati e alle loro  famiglie.
La vita di Feuerstein è un percorso articolato e denso di esperienze dalle tinte forti, che ben spiegano la tenacia e la determinazione di quest'uomo. R. Feuerstein naque nel 1921, in un villaggio della Romania, da una numerosa  famiglia di rabbini. Apprese la lettura dai testi e all'età di tre anni era in grado di farlo in due lingue, mentre ad otto aveva già un allievo di quindici anni a cui insegnava a leggere le preghiere ebraiche. Prima dell'invasione nazista il prof. Feuerstein insegnò a Bucarest, presso i campi creati dai sionisti per preparare alla vita in Israele, fu proprio in questo periodo che Feuerstein iniziò ad interessarsi alla pedagogia e al potenziamento cognitivo dei soggetti con deficit. Nel 1938 la romania  fu assediata dala Germania nazista e Feuerstein fu internato in un campo di concentramento per circa nove mesi.
Tornato finalmente a Bucarest, potè riprendere gli studi che concluse anni dopo conseguendo la laurea in Psicologia presso il "Jean Jeaques Rosseau Institute" di Ginevra al fianco di Piaget e di Rey e con il dottorato presso la Sorbona di Parigi, nel 1970.
Nel 1944 Feuerstein fu arrestato e miracolosamente liberato dopo poche ore, quindi venne imbarcato verso Israele, dove si occupò dei bambini provenienti da tutto il mondo, scampati alle persecuzioni naziste. Qui ebbe modo di occuparsi anche dei bambini ebrei  provenienti dalla Libbia, dallo Yemen e dal Marocco e dei profughi etiopi, giunti grazie all'operazione "Mosè". "A contatto con questi bambini e adolescenti scampati alla persecuzione nazista ed affluiti in Israele da ogni parte del mondo, Feuerstein si convinse, che un intervento di recupero corretto deve prescindere dalla misurazione degli apprendimenti passati per valutare direttamente il potenziale intellettivo." (G. Bonansea, S. Damnotti, A Picco, 1996, Oltre l'insuccesso scolastico, SEI, Torino)
Negli anni '50 ogni abitante di Israele portava con sè una tragedia personale da superare, quindi Israele aveva il dovere di essere ottimista e credere che il proprio destino non fosse una condanna. Basandosi su questa convinzione F. costruì i propri fondamenti teorici, entrando a contatto con l'esperienza educativa del movimento Kibuttziano fondata sugli studi di M. Montessori, B. Otto, G. Wineken, riprendendo da Vigostkij la  teoria della modificabilità cognitiva  strutturale, avvicinandosi agli studi di Jung e di Piaget.
Alla luce di queste esperienze F. sviluppò una concezione dinamica dell'intelligenza, non definita dalla genetica, ma  frutto  dell'interazione tra il soggetto e l'ambiente  socio - culturale in cui vive e significativamente condizionata dalla qualità dell'insegnamento. Gli esseri umani sono sistemi aperti, la mente umana è plastica e per ciò le facoltà cognitive possono essere potenziate, ma per il conseguimento di questo scopo è necessario creare un ambiente attivo modificante, che non si lmiti ad accettare il soggetto portatore di handicap così com'è, ma si adoperi per renderlo autonomo e per far sì che il soggetto impari ad apprendere dall'esposizione diretta agli stimoli.
E' proprio sulla base di queste competenze che Feuerstein e la sua equipe hanno elaborato un programma  di valutazione dinamica del potenziale di apprendimento (L.P. A.D.) e una batteria di strumenti carta matita, per l'ampliamento strumentale (P.A.S.), adottato in molti Paesi al mondo e ne esiste  anche una versione Braille. 
Nel 1999, a Torino, il Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Torino, ha conferito all'insigne psicologo la laurea honoris  causa.

(Dalla tesi di laurea triennale in Scienze dell'educazione di Nadia Scarnecchia, materia Pedagogia Sperimentale: "La teoria della modificabilità cognitiva strutturale secondo Reuven Feuerstein", relatore Prof. R. Trinchero)

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