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BEN X (romanzo): leggere per “sentire”.


“Ricorda sempre che sei unico, esattamente come tutti gli altri.”
Anonimo

Nel corso del blog si è già dato spazio al tema della lettura e all'importanza che questa riveste nella prima infanzia come possibilità per rinforzare la relazione con l'adulto, come mezzo per lo sviluppo del linguaggio e per indurre rappresentazioni mentali, per esercitare la fantasia, il pensiero ipotetico e per la stimolazione di altre funzioni cognitive.
Con ragazzi più grandi la lettura può essere utilizzata da insegnanti ed educatori, come strumento per affrontare temi educativi, sui quali discutere ed impostare attività.
E' per questa ragione che oggi vorrei presentarvi un libro, un romanzo per la precisione, adatto ai ragazzi ed utile ed interessate anche per gli adulti, per affrontare insieme il tema della diversità:

BEN X, di Nic Balthazar.

Ben è un adolescente, ma è un po' diverso dai coetanei. Non è una diversità visibile, non ha un quoziente intellettivo basso, non ha disabilità evidenti, né delinque e differisce dai compagni nemmeno per il colore della pelle. La sua diversità è nel “sentire”il mondo, nella difficoltà di interazione con i coetanei, che stupidamente ne fanno l'oggetto di crudeli scherzi, perché a sua volta “sentono” e non “comprendono” la diversità di Ben, che convive con una forma di autismo marginale: la Sindrome di Asperger.
Il mondo di Ben è on line, è un mondo virtuale, fatto di video giochi e di musica nelle orecchie, per proteggersi dal mondo che cambia continuamente, perché costantemente cambiano le regole.
Ad un certo punto nella vita di Ben c'è una svolta che inizia in chat, con l'incontro inizialmente virtuale con Scarlite e trova quindi il compimento nel suicidio inscenato da Ben. La finzione della morte come possibilità di rinascita: un atto simbolico compiuto da Ben, per riuscir a far guardare oltre la diversità chi lo scherniva e forse per concedere a se stesso un'altra possibilità: “Non sono mai stato felice, ma non sono mai stato tanto felice”.

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