Passa ai contenuti principali

Passeggiar in bicicletta.



Forza spingi sui pedali
ti parrà d' aver le ali,
se poi incontri la salita
ci sarà da far fatica.

La salita un poco pesa
ma c'è pure la discesa:
è certamente più divertente
avanzare pedalando niente.

Su cavalca la tua bici
fai dei giri con gli amici,
pedalare in compagnia
porta a tutti l' allegria!

Nadia Scarnecchia 


Le belle giornate tiepide sono un'eccellente occasione per fare movimento e attività fisica all'aria aperta.

Passeggiare in bicicletta è una piacevole opportunità per esercitare l'equilibrio, la coordinazione e allenare l'attenzione.

Servirsi della bicicletta per i piccoli spostamenti è un'abitudine utile a salvaguardare l'ambiente dalle immissioni inquinanti e dall'inquinamento acustico (il rombo dei motori e il suono dei clacson, non sono certo comparabili al canto degli uccellini tra i rami).

Pedalare è un'attività aerobica, che se praticata con regolarità, aiuta il mantenimento di una muscolatura tonica ed il controllo del peso (non dimentichiamo che un'ampia percentuale della popolazione italiana ha problemi di sovrappeso), prevenendo futuri problemi cardiovascolari o articolari.

Le passeggiate in bicicletta, per i parchi appositamente attrezzati o per le piste ciclabili, sono divertenti opportunità per l'educazione stradale dei bambini: conoscere e rispettare la segnaletica e acquisire comportamenti corretti sono i prerequisiti per una circolazione sicura e consapevole (mi raccomendo: non dimenticate di indossare il casco!).

Commenti

  1. Ciao Nadia! Questa filastrocca ci piace un sacco. Noi usiamo la bicicletta tutti i giorni per muoverci in città. Tristemente però molte delle mamme del nostro asilo usano la macchina per portare i loro bambini al nido anche se abitano molto vicino. Questa è una cosa che ci ha fatto molto pensare sull'idea di cercare di trasmettere ai nostri piccoli l'amore e l'importanza del l'uso di questo mezzo. Tanti saluti.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

"Cortocircuiti emozionali." Spiegati dalla dottoressa Daniela Lucangeli

Condivido questo meraviglioso video, in cui la Professoressa Daniela Lucangeli, spiega i cortocircuiti emozionali, perchè nel mio piccolo credo profondamente nella "scienza servizievole".

Sin da bambina ho sempre amato imparare, ogni nuovo apprendimento mi pareva la conquista di una ricchezza, un tesoro, ma l'ansia, la paura  per me son sempre state in agguato e quindi fino al giorno della tesi (e ne porto i segni ancora ora), ho sempre studiato con la paura di sbagliare, col timore di non essere all'altezza e le mie emozioni mi hanno spesso portato verso l'evitamento o la fuga dal compito.

Proprio per questa ragione invito tutti gli educatori (che siano professionisti del settore o genitori, nonni) ad ascoltare quanto ci insegnano le neuroscienze e l'epigenetica e a sforzarsi di comprendere quanto sia importante trasmettere emozioni positive al bambino che apprende, insegnare a non temere l'errore, ma a considerarlo un punto di partenza per fare meglio …

Le cornicette.

Ricordo ancora con piacere quando al termine dell'esercizio decoravo la pagina con una bella cornicetta, al tempo per me disegnare cornicette era semplicemente un atto divertente, creativo e rilassante.
In realtà tracciare cornicette per un bambino che sta terminando la scuola materna o che frequenta i primi anni della scuola elementare, può essere una risorsa per allenare non solo la creatività, ma per affinare la coordinazione mano occhio e alcuni aspetti cognitivi.
Vediamo insieme come mai la cornicetta è una risorsa...


Per riprodurre una bella cornicetta, bisogna imparare ad osservare bene il modello: esplorarlo sistematicamente, identificarne la forma e le caratteristiche. Quindi è necessario riprodurre il modello, ma a questo fine si deve prima organizzare lo spazio (ossia i quadretti necessari), pianificare, comprendere quante righe tracciare, che orientamento dare alle righe (orizzontale, verticale, obliquo), individuare se si tratta di linee dritte o curve. La cornicetta…

Le Alpi (Ma Con Gran Pena Le ReCa Giù).

Quando frequentavo la scuola elementare (molti anni or sono, aimè!) la maestra ci insegnò una buffa frase, per ricordare il nome delle Alpi: Ma Con Gran Pena Le ReCa Giù.


Per divertirmi un pò, ho inventato questa filastrocca, dedicata a tutti i bimbi che stanno imparando a conoscere queste splendide montagne!



Ma Con Gran Pena Le Re Ca Giù: ma che freddo fa qua sù, qua su per la montagna è più fresco che in campagna!
Ma Con Gran Pena Le Re Ca Giù: un giro per le Alpi farai tu, non le scorderai mai, mai ora che il nome imparerai.
Marittime, non dimenticare, son le Alpi vicino al mare. Cozie, dal buffo nome gli abitanti mangian tome.
Ma Con Gran Pena Le Re Ca Giù: ora tu ne sai di più. Gaie e Pennine, da ricordare ci puoi andare a sciare.
Lepontine, alti monti per i laghi sono le fonti. Retiche, fresche montagne puoi raccoglier le castagne.
Ma Con Gran Pena Le Re Ca Giù: per le Alpi viaggi tu. Carniche: Alpi Orientali per praticar sport invernali.
Giulie, dallo splendido nome fanno appassionar molte persone. …