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Consigli di lettura: "L'età dello Tsunami. Come sopravvivere ad un figlio preadolescente."

Il bisogno di strumenti e consapevolezza, dettato dal duplice e delicato ruolo di madre ed educatrice di preadolescenti presso una scuola secondaria di primo grado, mi ha orientato verso la lettura de "L'età dello tsunami. Come sopravvivere ad un figlio preadolescente" scritto a quattro mani dal medico e psicoterapeuta Alberto Pellai e dalla pedagogista Barbara Tamborini : compagni di avventura non solo nel lavoro, ma anche sposi impegnati nel quotidiano e complesso mestiere di genitori. La preadolescenza presenta ai giovanissimi e alle figure educative di riferimento nuove sfide, che richiedono ai fanciulli l'acquisizione di un maggior senso di consapevolezza, l'assunzione di maggiori responsabilità e la capacità di riconoscere, gestire emozioni più complesse e relazioni. L'adulto deve imparare ad accompagnare in maniera adeguata , innanzitutto cercando di autoregolarsi emotivamente senza venir sopraffatto dalle emozioni impetuose dei giovani e capire quand...
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Educare alla responsabilità: oltre il mio sguardo.....

Illustrazione di Heatherlee Chan Ho scelto di riflettere con voi sul tema della responsabilità, un argomento che ritengo non sia mai ridondante, perchè non è soltanto importante, ma è necessario. Non è possibile vivere un'esistenza degna di questo nome, che prescinda dalla responsabilità. Noi educatori, qualunque sia il nostro ruolo (docenti, educatori professionali, sacerdoti, genitori, nonni) abbiamo il dovere di essere responsabili per poter educare alla responsabilità . Non saremo mai perfetti, qualche scivolone farà parte del percorso, ma non è pensabile abdicare alla nostra podestà educativa. In seguito ad alcuni episodi che regolarmente osservo nella scuola secondaria, su cui ho pochissimo, forse nullo margine di intervento, perchè sono l'educatrice e questa figura professionale, gestita dalle cooperative e non facente parte dell'organico della scuola italiana non viene assegnata alla classe, ma solo al bambino con disabilità, che spesso è quello che si comporta me...

Libri per crescere dentro: "Il bene quotidiano", Etty Hillesum

"Il bene quotidiano", Etty Hillesum "E là, dove si è, esserci al cento per cento. Il mio "fare" consisterà nell' "essere"." Etty Hillesum Il libro di cui voglio parlarvi non narra una storia, ma è una raccolta di pensieri. L'autrice Etty Hillesum era una giovane ragazza proveniente da una famiglia ebrea, nata ad Amsterdam nel 1914. Laureata in giurisprudenza, appassionata studentessa di letteratura russa, lettrice delle poesie di R.M.Rilke, sognava di diventare una scrittrice. Terminerà i suoi giorni, giovanissima, nel campo di sterminio. Durante l'occupazione nazista dell'Olanda affidò ad un diario i propri pensieri, che oggi giungono a noi. Una raccolta introspettiva, profonda, da leggere, rileggere e meditare in diversi momenti della propria vita. Sono parole che rifiutano l'odio, traboccanti di fede e di vita: sempre attuali. Non è un libro che ha bisogno di parole e commenti, è un libro che necessita il silenzio dell...

Pedagogia della natura: rifiorire.

  Sono molto legata alla natura , trovo che sia un grande dono per noi e sostengo che dovremmo averne estremo rispetto e cura. La natura ci insegna molte cose, questa è una delle ragioni per cui è importante riconnetterci, cogliendo occasioni per immergerci in essa. Il mondo naturale ci offre molti spunti di riflessione, se ci poniamo con predisposizione e animo contemplativo. La bellezza dei fiori ci invita ad imparare da essi, coniugando il verbo: rifiorire . Ogni fiore, raggiunto il massimo splendore, avvizzisce i petali e cade. Attraversa successivamente un periodo di latenza, in cui è spoglio, meno bello. Il fiore però non è morto, ma riposa. Il tempo del riposo , della quiete, non è tempo perso, il fiore recupera energie per ricominciare. Ciascun fiore rifiorisce a suo modo, seguendo regole proprie, senza paragoni. Nessuno direbbe ad un fiore come rifiorire, non avrebbe senso: ognuno ha i propri tempi e la propria bellezza. Così noi possiamo imparare dai fiori: accettare i...

Compiti per le vacanze? Sì, no o forse? Perchè?

A mio padre, che ogni giorno mi diceva:  _Studia, poi puoi fare anche lo spazzino.  Non importa cosa farai, ma non essere ignorante." Scrivo questo post per il piacere di condividere una pensiero su cui ho ragionato, in particolar modo in questa estate un po' particolare, che segna il passaggio tra gli anni della scuola primaria e l'inizio della secondaria di primo grado. Il mio desiderio è quello di offrire uno spunto di riflessione e aprire un confronto costruttivo, non ho la pretesa di scrivere un postulato universale e mi va di ascoltare altri punti di vista maturati. Compiti delle vacanze? Sì, no o forse. La mia risposta è: dipendente. Ragioniamo sui: perchè? Un adagio dice che un campo che ha riposato offre un buon raccolto; io sono assolutamente d'accordo sia importante il riposo: quello notturno, con buone pratiche d' igiene del sonno che valgono per i grandi, ancora più per i bambini e ragazzi e credo, per tutti noi immersi nella società del fare, sia non ...

Un libro per accompagnare verso l'avventura della scuola media: "Pronti per il grande salto?"

Lettura dal mio kindel. "Pronti per il grande salto?" Mancano poche settimane: contiamo i giorni che separano l'estate dal rientro a scuola, dalla gioia di riabbracciare vecchi compagni, la curiosità di incrociare il proprio destino con nuovi volti. Gioia, curiosità, ma anche ansia: perché le materie sono molte, i docenti sconosciuti e chissà quanto si dovrà studiare ora?! A settembre G inizierà la scuola media ed il grande salto è il cambiamento che ogni anno altri fanciulli e fanciulle come lei compiono, lasciando l'infanzia tra i banchi della scuola primaria, per affacciarsi all'adolescenza, ai cambiamenti fisici, ormonali, emotivi che disorientano, in un nuovo teatro di vita, quello della secondaria di primo grado (la scuola media). Più grandi, ma non così grandi. Un periodo della vita sicuramente complesso, che presenta nuove realtà ed opportunità. Alberto Pellai e Barbara Tamburini, accompagnano i ragazzi attraverso una lettura, che orienta verso la consapev...

Gestire le emozioni in famiglia.

Immagine tratta dal web Le emozioni sono un argomento estremamente vasto, che implica aspetti neurologici, psicologici, biologici e sociali. Il ruolo delle emozioni per l'evoluzione della specie è quello di consentire l'adattamento all'ambiente che cambia e alle diverse situazioni sociali: la valutazione dei pericoli, regolando il comportamento al fine di sopravvivere .   Alcune emozioni sono biologicamente radicate, sono le emozioni primarie (gioia, tristezza,rabbia, disgusto, paura). Altre emozioni emergono nel corso dello sviluppo, per assolvere un compito adattivo: emozioni secondarie (es. vergogna, senso di colpa, rimorso, invidia). Solo una buona conoscenza delle emozioni e la capacità di saper ragionare su di esse ( metacognizione ) può consentirci un buon adattamento sociale, relazioni interpersonali appaganti, salute mentale . La famiglia è palestra di emozioni per il bambino, ma è importante che gli adulti di riferimento abbiano imparato a gestire l...