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Attività di potenziamento della motricità fine.

I prerequisiti motori della scrittura, implicano il potenziamento della coordinazione dinamica dell'arto superiore, la coordinazione oculo-manuale e la motricità fine. Vorrei soffermarmi su quest'ultima, che richiede: 1. precisione; 2. forza muscolare; 3. coordinazione neuromuscolare; 4. automaticità. L'attività che vedete, eseguita con il contagocce e i colori alimentari disciolti in acqua, stimola molto la coordinazione oculo - manuale e la motricità fine, infatti richiede di usare pollice, indice, medio e di fare forza con le tre dita.  A volte la mancanza di precisione, è conseguenza di poca forza, con conseguente affaticamento e tratto grafico pesante e disarmonico. È adatta per bambini in età prescolare, ma non solo!

I Tre Colori dei libri.

Avrei dovuto pubblicare questo post quasi un mese fa, ma sono state settimane intense: abbiamo adottato un gattino dopo la morte del nostro micione nero Achille ed il piccolo Macchia ha avuto bisogno di qualche cura; la mia Giulia  è rimasta a casa dalla scuola per più di tre settimane, quindi ho dovuto trascurare il blog! Mi scuso innanzitutto con il committente del post: Giudittalegge. " Sono emozionata e grata per questa opportunità, perché è da molto tempo che non partecipo più a progetti di collaborazione tra blogger, in quanto le vicende familiari mi hanno impegnata su altri fronti. Ho scelto innanzitutto tre libri che per me hanno un valore affettivo particolare, a questi libri ho quindi associato un colore. Il primo colore è albicocca : una tonalità chiara dell’arancione tra il giallo, colore del sole e il rosa, il colore che convenzionalmente viene associato ai fiocchi nascita delle bambine. Albicocca per me è il colore dell’attesa, quello che associo a “Ma...

Creatività d'autunno: l'uva.

  G. ama molto creare, fare l'attività, come dice lei. Io sono ben felice di proporle spunti, sebbene confesso che per me come mamma sia meno semplice che come educatrice.  Per quel che mi riguarda non credo dipenda dal rapporto di estrema confidenza o solo dal ruolo, ma dal contesto. In casa ci sono sempre mille cose da fare, che io non amo: il gatto fa i dispetti,suona il citofono, poi il telefono, la lavatrice finisce di lavare e ti accorgi che devi preparare la cena, sul più bello del lavoro. Inoltre difficilmente programmo il giorno e l'ora  dell'attività, perchè desidero che G. viva l'esperienza come un desiderio ed un bisogno e non come un dovere.     Dopo questa lunga premessa, come avrete facilmente intuito, l'attività creativa d'autunno riguarda l'uva, di cui io sono ghiotta e che qui in Piemonte è il nostro orgoglio!   Con G. abbiamo osservato e descritto minuziosamente i grappoli, quindi ho preparato una st...

Tecnologia e le sue conseguenze neurologiche.

Il professor Michael Merzenich, è professore emerito all'Università della California di San Francisco. E' stato tra i primi negli anni'60 a dimostrare con gli studi la plasticità neurale, ossia la capacità del cervello di modificarsi durante tutto l'arco dell'esistenza, in meglio o in peggio, a seconda di come lo si usa e degli stimoli che riceve. Merzenich spiega che la tecnologia ci sta cambiando, sta modificando il nostro cervello. Troppo spesso affidiamo ai dispositivi tecnologici alcuni compiti che prima erano tipicamente umani, come la capacità di orientarsi in posti nuovi, trovare una strada creandosi punti di riferimento. Stiamo deprivando il nostro cervello di compiti complessi, gli risparmiamo le sfide ed il cervello ha bisogno di sfide per essere in salute . Ogni volta che affidiamo alla tecnologia una funzione umana, stiamo impoverendo la nostra vita e privando il cervello di una funzione. L'uso del cellulare sta compromettendo negativame...

Nell'educazione un tesoro, verso lo Zerowaste.

Dopo una lunga pausa, finalmente riprende l'attività di "Nell'educazione un tesoro". Si prosegue, affrontando un nuovo tema,a cui mi sto appassionando,legato all' educazione ambientale : lo ZeroWaste . Cosa significa? Lo ZeroWaste è uno stile di vita a basso impatto, orientato a produrre ZeroRifiuti . Premesso che è forse impossibile vivere una vita senza rifiuti, è invece possibile modificare il nostro stile di vita ed educare i nostri figli a scelte che rispettino l'ambiente. All'inizio sarà sicuramente più difficile modificare le abitudini, ma i vantaggi che questo comporta, sia in termini individuali (si risparmia denaro sapete?), sia collettivi, possono rappresentare una buona motivazione per consolidare nuove pratiche. Come educatrice e mamma, sento il bisogno di provare a fare meglio di quanto abbia fatto sin ora e sarei felice di coinvolgervi nel mio cambiamento. Se siete curiosi seguitemi su # instagram cercando ...

Vi presento un libro: Pimpa va a Torino.

Lallo Bunny Junior e"Pimpa va a Torino". Torino è la città in cui sono nata e cresciuta. Mi piace molto e sebbene io abiti non troppo distante, a volte mi manca camminare per il centro storico, passeggiare per gli eleganti salotti verdi, sotto i portici del centro e ammirare i maestosi palazzi monumentali. Mi fa piacere che anche G. possa conoscerla ed apprezzarla. Sicuramente la coinvolgerò in gite e visite museali, nel frattempo, per iniziare a scoprire la città sabauda e destare la curiosità, ci siamo fatte guidare dalla Pimpa, tra le pagine di un simpatico libretto: "Pimpa va a Torino".  Il testo appartiene alla collana Città in gioco, edita da Franco Cosimo Panini, dedicata ai piccoli, per conoscerla tutta, vi invito a visitare: www.cittaingioco.it  In copertina svetta la Mole Antonelliana e la mia G. ci tiene a farlo notare! Si comincia a conoscere Torino attraverso una mappa, quindi si possono seguire   tre percorsi: _ a spasso per; _  ...

Non vorrei più vedere i bambini con lo smartphone in mano.

Meglio giochi, libri o la noia. Avrei voluto non dover scrivere nulla in merito, ma sento il bisogno di esprimermi circa il binomio bambini e smartphone, perchè ho  visto cose che avrei preferito non vedere. Come molti sanno sono un'educatrice e sono anche la mamma di G., quindi ho modo di frequentare molti bambini piccoli, provenienti dal nido e dalla scuola dell'infanzia. Quando mia figlia esce da scuola solitamente l'accompagno un po' al parco giochi, per scaricare la tensione e giocare liberamente all'aperto. Lì troviamo altri coetanei; ebbene, mi è capitato di vedere treenni,quattrenni e non solo, che al parco invece di interagire tra loro, oppure dondolarsi su un'altalena, piuttosto che seguire una famigliola di necrofori (insetti rossi con macchioline nere), guardano insieme lo smartphone. Fatico a capire perchè in un contesto simile il genitore pensi di dare al figlio il cellulare, invece d'invitarlo a giocare, o se si rende conto che ...