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Mamma ed educatore professionale, due "mestieri" diversi con punti di contatto.

Giulia fa  la nanna.   Navigando sul web o parlando con conoscenti, mi è capitato spesso di leggere commenti circa le competenze educative delle mamme. Proprio da queste letture e dall'ascolto, è nata la mia riflessione che ho piacere di condividere... Diverse volte mi è capitato di ascoltare frasi del tipo: "Però Tizia non può capire, non ha figli!", non di rado la Tizia in questione era un'educatrice formata con anni d'esperienza!  Non è nemmeno raro percepire da parte dei genitori sfiducia nelle figure che ruotano intorno ai propri figli (pediatri, educatori, insegnanti, psicologi), come se nessuno eccetto loro avesse interesse nel tutelare il minore.  E' difficile, dal mio punto di vista separare l'essere mamma dal fare l'educatrice, perchè come genitore l'agire è determinato dall'intenzionalità educativa, ossia dalla volontà di aiutare mia figlia a sviluppare risorse, competenze e piano piano condurla verso una progressiva autono...

Lettura ed empatia.

Dal web. Secondo le statistiche gli italiani non sono un popolo di lettori. Ci sono però valide ragioni per modificare quest'abitudine alla non lettura e per educare i bambini sin dalla prima infanzia ad apprezzare i libri , avvicinandoli a libricini adatti alla loro età. Sarà più semplice crescere un piccolo lettore, se anche i genitori sono soliti apprezzare, leggere libri e offrire al proprio bambino esperienze di lettura condivisa. Perchè può essere utile ed importante appassionarsi alla lettura e scegliere un libro che interessi? La risposta a questa domanda  proviene da uno studio condotto da due ricercatori inglesi e pubblicato sulla rivista Science: l a lettura contribuisce allo sviluppo dell' empatia ,dal greco empatheia , sentire dentro , ossia la capacità di sentire dentro i sentimenti altrui. C'è una predisposizione genetica, ma la capacità di sviluppare empatia dipende fortemente dalla capacità del genitore di sintonizzarsi sullo stato emotivo del b...

L'importanza del gioco sin dal primo anno di vita del bambino: "giocando s'impara".

Peluches con fischietto, di differenti materiali, con orecchie che stimolano tatto ed udito. (Giulia Sassi, copyright: NadiaScarnecchia@)   "Le crescite son possibili solo se si mantiene  il cuore bambino e se si sa giocare come un bambino, un adulto che non lo sa fare  ha perduto per sempre qualcosa d'incomparabile valore." Pablo Neruda Giocare è una cosa seria; i bambini questo lo sanno, per questa ragione trasformano ogni cosa in gioco, sanno cogliere ogni occasione per esplorare, sperimentare e si lasciano rapire dalle attività ludiche e conquistare da un adulto che sa giocare con loro. Le neuroscienze sono andate in soccorso della pedagogia, sostenendola nel dichiarare che il bambino, seppur piccolissimo, non è un esserino passivo, un vaso vuoto da colmare, ma il bambino è competente . Il fanciullo è a tutti gli effetti una persona in miniatura, con potenzialità che possono sbocciare come in un rigoglioso giardino, se adeguatament...

Umberto Galimberti: la nostra società ad alto tasso di psicopatia non è adatta a fare figli.

Quando circa vent'anni fa decisi di iscrivermi alla facoltà di Scienze dell'educazione, lo feci perchè in maniera più o meno conscia mi rendevo conto di quanto l'educazione fosse potente e come questa potesse incidere sul benessere di un individuo e determinasse la salute di una società.  L'educazione, quella vera (dal latino ex ducere), tira fuori da ciascun individuo il proprio potenziale migliore, perchè possa offrirlo alla società a cui partecipa, rendendo gli uomini liberi, innanzitutto da sè stessi.  L'atto dell'educare è carico di responsabilità: nei confronti della la persona che si educa e nei riguardi della società in cui sarà attore. Il frutto di una buona educazione è potenzialmente un individuo che non ha comportamenti disadattivi nei riguardi di sè stesso e del prossimo, sebbene oggi più di prima l'individuo debba agire per coscienza (di Sè, dell'Altro e delle conseguenze) e non per timore di un potere espresso da diverse forme. ...

Così il bebè scopre il libro..

  Da: http://www.natiperleggere.it/ "Il bambino si costruisce  un modello interno di se stesso in base a come ci si è preso cura di lui." J. Bowlby Giorno per giorno i cuccioli d'uomo scoprono il mondo, guidati dalla mediazione della mamma, del papà e dei nonni. Veicolo di mediazione sono il tocco e la voce: potenti strumenti che la mamma ed il papà hanno a disposizione per favorire l'incontro tra il bebè ed i libri.  Sebbene sia ormai noto che leggere ai bambini abbia importanti valenze per il potenziamento di abilità cognitive, linguistiche e favorisca il futuro apprendimento scolastico, non dobbiamo dimenticare che è la relazione l'aspetto importante che rende speciale il tempo dei libri. Inizialmente i libri devono essere principalmente strumento di gioco e di piacere . Il cucciolo d'uomo, rannicchiatto tra le braccia di mamma o di papà, verrà incuriosito da libricini sfogliati insieme, mentre la voce adulta descrive e racconta. I primi l...

Facciamo Cikibom?

Copertina del libro.  "Conosco l'altro in quanto persona solo entrando in una relazione personale con esso. Diversamente, posso conoscerlo tramite osservazione o inferenza; solo come oggetto. "  J. Macmurray, Persons in relation. Quando nasce un bambino il prendersi cura passa necessariamente attraverso momenti importanti quali l'allattamento e il cambio; queste routine sono sicuramente assorbenti per la frequenza con cui si ripetono nel corso della giornata, ma talvolta diventano totalizzanti e unici aspetti relazionali, perchè non sempre ostetiche e pediatri enunciano e spiegano l'importanza di altre pratiche di cura importanti per la relazione madre (padre)-bambino e per lo sviluppo di quest'ultimo, come la lettura condivisa e l'ascolto condiviso sin dai primi giorni del bambino e anche durante la vita in utero. E'importante ricordare, che nel fanciullo da 0 a 3 anni si assiste al massimo della produzione neuronale e che il bambino ogni gio...

...la cicogna è arrivata!

  Cari Lettori, è da un po' di tempo che non aggiorno il blog, ma la mia assenza è ben giustificata, infatti il  17 febbraio 2014, alle ore 7, 35 del mattino, dopo un lungo travaglio, presso l'ospedale S. Anna di Torino, è nata la mia piccola Giulia: 3,120 kg. e 49 cm. di tenerezza! Condivido con Voi la Gioia e perchè no, anche la fatica, perchè spesso la Felicità va conquistata e coltivata giorno per giorno!!! Un saluto...